Spese militari tabù...

Il salvatore della patria Monti taglia le pensioni e lo stato sociale, aumenta l'IVA e rimette l'ICI, ma non ridimensiona le inutili spese militari italiane. 
Una spesa militare ingentissima che, da sola, vale oltre la metà dell'ultima manovra finanziaria da lacrime & sangue. Un capitolo di spesa-tabù per il banchiere alla regia di comando e per i suoi ministri piangenti, che nulla dicono e fanno per tagliare le spese belliche sostenute nel tempo da uno schieramento bipartisan, che si è impegnato ad acquistare 131 cacciabombardieri F35 senza nemmeno sapere quanto sarà il prezzo finale di questi strumenti di morte e distruzione al servizio dei potenti del mondo. Sarebbe una pia illusione pensare che nell'anticamera del cervello Monti sia passata l'dea di tagliare questo genere di spese, visto che il suo minsitro alla difesa, l'ammiraglio Di Paola è fra i maggiori sostenitori di questa spesa folle. Fu proprio Di Paola, già capo si stato maggiore della difesa, a firmare al Pentagono nel 2002 il protocollo di intesa che impegnava il nostro paese a partecipare al programma di "difesa" internazionale basato sullo schieramento massiccio dei micidiali F35 della statunitense Loockeed. Solo con la creazione di una consapevolezza di massa su queste tematiche sarà possibile invertire la rotta per quanto riguarda le priorità delle spese da tagliare.
Spartako.

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