Tre domande...


Il nostro Blog ha posto tre domande a Carlo Fontana, responsabile del "Comitato per il nodo ferroviario di Chivasso", che ringraziamo per la disponibilità.

BLOG:
Tramite il "Comitato per il nodo ferroviario", hai lanciato l'allarme sul sottoutilizzo della linea TO-MI, in particolare per i treni che si dovrebbero/potebbero fermare a Chivasso. Qual'è la situazione attuale?
Carlo Fontana: La situazione è quella di un'Alta Velocità che serve esclusivamente a chi da Torino città va a Milano, perciò avendo un limitato numero di utenti è sottoutilizzata e le Ferrovie non ci metteranno altre corse: pertanto ha una gestione in perdita. Al contrario la linea storica è intasata e non permette di aumentare il numero degli affollatissimi treni interregionali e di creare un servizio metropolitano, anzi il conflitto fra queste categorie di treni tra Novara e Milano determina continui ritardi. L'assurdo è che l'unica cosa di cui si preoccupano le alte sfere della politica piemontese è la mancanza della fermata a Porta Susa dei treni AV (forse non sanno che da Porta Susa a Porta Nuova ci sono 5 minuti di metropolitana con corse ogni 4 minuti).

BLOG:
Su La Stampa del 24/11 il sindaco Matola dichiara che "Bisogna riprendere a lavorare tutti insieme alla TO-LIONE e scongiurare la perdita di opportunità di sviluppo"; cosa c'entra con la situazione chivassese dei trasporti ferroviari?
C.F.: Il sindaco Matola sulla Torino-Lione dice quello che dicono Bresso, Borioli, Saitta e Chiamparino. La ristrutturazione del nodo ferroviario di Chivasso, per consentire di mettere sull'Alta Velocità esistente tutto il traffico Torino-Milano, sia i treni no-stop sia i convogli con fermata a Chivasso, Santhià, Vercelli, Novara, mettendo in coincidenza da una stazione a Chivasso sulla TAV un servizio metropolitano Chivasso-Torino con treni ogni 15 minuti, è indipendente dalla TAV Torino-Lione. A meno che nel piano della Provincia, che parla dell'asse ferroviario Chivasso-Bardonecchia, Saitta e Matola intendano includere la stazione di Chivasso sulla TAV TO-MI, il raccordo di questa stazione con la linea storica e la suddivisione dell'esercizio: interregionali sulla TAV e servizio metropolitano sulla linea storica.

BLOG:
Ci puoi fare un rapido stato dell'arte sulla inutile "lunetta" della linea Chivasso-Ivrea-Aosta?
C.F.: Regione Piemonte e Ferrovie propongono un raccordo che da Montegiove lasci l'attuale linea che costeggia via Montanaro (linea che verrebbe smantellata per allargare via Montanaro) e con un tracciato a doppia curva tra le case arrivi alla Rivoira: qui una svolta verso Brandizzo manda i diretti Torino-Aosta direttamente a Torino e un'altra verso Chivasso permette ai locali da Ivrea di entrare in stazione. In cambio Regione e Ferrovie offrono una circonvallazione che da via Caluso arriva a stradale Torino, con un cavalcavia sulla ferrovia in zona Rivoira. Strade in cambio di treni...

Ieri e oggi...quando si tagliano i nastri...

LA STORIA IERI E OGGI...

di Gianni Bonotto

Non più dell’altro ieri, anno 1944. L’Italia è in ginocchio, alla fine. Marinetti scrive una poesia, la dedica alla X MAS. Dai “Manifesti” futuristi di inizio secolo sembra passata quasi un’eternità: l’Europa è un mare di rovine e di sangue. Marinetti sembra non scomporsi, inchiodato alla sua primitiva visione allucinata del mondo. I suoi ultimi versi scandiscono la stessa lucida follia di trent’anni prima.

Morirà pochi mesi dopo. I morti meritano pietà, sempre. Qualcuno però si merita anche l’oblio.

I vivi che oggi lo celebrano come grande figura dell’arte contemporanea e pensatore anticonformista, sottolineandone la distanza dal fascismo (si veda Alemanno a Roma ieri e Germani oggi a Chivasso), si rileggano e magari recitino, quando tagliano i nastri commemorativi, questo condensato di cretineria purissima…

"ALLA Xa MAS"

Salite in autocarro aeropoeti e via che si va finalmente a farsi benedire dopo tanti striduli fischi di ruote rondini criticomani lambicchi di ventosi pessimismi. Guasto al motore fermarsi fra italiani ma voi voi ventenni siete gli ormai famosi renitenti alla leva dell’Ideale e tengo a dirvi che spesso si tentò assolvervi accusando l’opprimente pedantismo di carta bollata burocrazie divieti censure formalismi meschinerie e passatismi torturatori con cui impantanarono il ritmo bollente adamantino del vostro volontariato sorgivo a mezzo il campo di battaglia. Non vi grido arrivederci in Paradiso che lassù vi toccherebbe ubbidire all’infinito amore purissimo di Dio mentre voi ora smaniate dal desiderio di comandare un esercito di ragionamenti e perciò avanti autocarri. Urbanismi officine banche e campi arati andate a scuola da questi solenni professori di sociologia formiche termiti api castori. Io non ho nulla da insegnarvi mondo come sono d’ogni quotidianismo e faro di un’ aeropoesia fuori tempo spazio. I cimiteri dei grandi Italiani slacciano i loro muretti agresti nella viltà dello scirocco e danno iraconde scintille crepitano impazienze di polveriera senza dubbio esploderanno esplodono morti unghiuti dunque autocarri avanti. Voi pontieristi frenatori del passo calcolato voi becchini cocciuti nello sforzo di seppellire primavere, entusiaste di gloria ditemi siete soddisfatti d’aver potuto cacciare in fondo fondo al vostro letamaio ideologico la fragile e deliziosa Italia ferita che non muore. Autocarri avanti e tu non distrarti raggomitola il tuo corpo ardito a brandelli che la rapidità crudele vuol sbalestrarti in cielo prima del tempo. Scoppia un cimitero di grandi Italiani e chiama Fermatevi fermatevi volantisti italiani avete bisogno di tritolo ve lo regaliamo noi ve lo regaliamo noi noi ottimo tritolo estratto dal midollo dello scheletro. E sia quel che sia la parola ossa si sposi colla parola possa con la rima vetusta frusti le froge dell’Avvenire accese dai biondeggianti fieni di un primato. Ci siamo finalmente e si scende in terra quasi santa. Beatitudine scabrosa di colline inferocite sparano. Vibra a lunghe corde tese che i proiettili strimpellano la voluttuosa prima linea di combattimento ed è una tuonante catedrale coricata a implorere Gesù con schianti di petti lacerati. Saremo siamo le inginocchiate mitragliatrici a canne palpitanti di preghiere. Bacio ribaciare le armi chiodate di mille mille mille cuori tutti traforati dal veemente oblio eterno.

Filippo Tommaso Marinetti

Il biglietto del treno è difficile da comprare...in compenso si potrà giocare alle slot...


All’interno delle stazioni ferroviarie italiane sta diventando sempre più difficile riuscire ad acquistare in tempo utile il biglietto del treno. In quelle piccole la biglietteria non esiste neppure più ed occorre rivolgersi ad un bar o tabaccheria autorizzati, mentre in quelle grandi bisogna fare i conti con le code spesso interminabili ai pochi sportelli aperti e con lo stato di degrado delle macchinette automatiche che troppe volte risultano fuori servizio.
In compenso dal 17 novembre (data dell’inaugurazione a Savona della prima stazione – casinò) i viaggiatori il cui treno è stato soppresso o hanno perso la coincidenza a causa dei cronici ritardi, possono trastullarsi e dimenticare la peripezia, giocando d’azzardo a slot machine, videolotterie e altri intrattenimenti “culturali” di quelli che ogni anno riducono sul lastrico un notevole numero di famiglie italiane.
Leggi il resto dell'articolo di Marco CEDOLIN clikkando su:
http://ilcorrosivo.blogspot.com/2009/11/nelle-stazioni-ferroviarie-si-giochera.html

In discussione in consiglio comunale l’interrogazione sulla revoca del Teatrino alla compagnia Teatro a canone...


CHIVASSO - Nella seduta del consiglio comunale di Chivasso di venerdì scorso è stata finalmente discussa l’interrogazione presentata due mesi fa dai consiglieri di minoranza, e con la quale essi chiedono le ragioni per cui il Sindaco Matola ha revocato all’inizio di settembre la concessione d’uso alla compagnia Teatro a canone. L’anteprima nazionale della rappresentazione dello spettacolo a «Ferro e fuoco. Vita e morte di Mara Cagol» era prevista il 9 settembre al Teatrino civico. La compagnia, non godendo del patrocinio del Comune, aveva già versato l’affitto del locale (400 euro), aveva ormai affrontato le spese di pubblicizzazione, e si attendeva un almeno parziale recupero delle spese grazie al biglietto d’ingresso di 7 euro. Lo spettacolo è il frutto di un anno di lavoro, di studio e di prove. La compagnia non è fatta di dilettanti che un bel mattino si sono svegliati con in testa Mara Cagol: è composta di professionisti già ricchi di una considerevole esperienza. Il curriculum del regista è costituito da una lunga lista di spettacoli, oltre 20, rappresentati nell’arco di oltre un ventennio. Negli ultimi anni la compagnia si è particolarmente dedicata al recupero di personaggi ed episodi della storia italiana, come Gobetti, Martinetti, Fenoglio, Don Milani, ecc.

Dunque, pochi giorni prima dell’anteprima chivassese il sindaco scrive una lettera alla compagnia con la quale comunica la revoca della concessione d’uso del Teatrino per tutelare imprecisati valori come «dignità e morale pubblica… sentimenti e interessi collettivi», con una ispirazione da “Comune etico”, ma senza citare alcuna norma a fondamento del provvedimento. Subito dopo il funzionario comunale competente mette una toppa con una nuova lettere nella quale giustifica il provvedimento con il pericolo di turbamenti dell’ordine pubblico, questa volta citando un preciso articolo del regolamento del Teatrino. Ora, con la loro interrogazione i consiglieri di minoranza chiedevano al sindaco se egli avesse ricevuto nei giorni precedenti la rappresentazione delle informazioni circa il pericolo di eventuali turbamenti dell’ordine pubblico, tali da indurlo a revocare la concessione, e quali fossero queste informazioni. Il sindaco non ha affatto risposto al quesito, e si è invece dilungato in argomenti non pertinenti e contraddittori. E’ il comportamento usuale dell’Amministrazione chivassese: non rispondere nel merito. Vedi alla voce scantonare, svicolare, omettere, menare il can per l’aia. Questo è il punto importante della discussione in consiglio: la mancata risposta all’interrogazione.

Tommaso LOCCHI.


Ma il futurismo non era un gioco...

CHIVASSO - In questi giorni si è parlato parecchio di Futurismo, a proposito del discutibile spettacolo "Marinetti: 100 anni di Futurismo", rappresentato a Chivasso il 23 ottobre per gli studenti, nell’ambito de “I luoghi delle parole”. Qualche mese fa è stato pubblicato il libro di Angelo d’Orsi "Il futurismo tra cultura e politica. Reazione o rivoluzione?", Salerno Editrice, Roma 2009. D’Orsi è professore di Storia del pensiero politico nell’Università di Torino. Su “La Stampa” del 19 marzo 2009 ha pubblicato un articolo intitolato un gioco. L'anniversario celebrato con grottesca goliardia: dimenticati il culto della violenza e il fascismo”.
Lo riproduciamo parzialmente.

"Ma è possibile che in questo paese si debba oscillare sempre fra ripulsa e apologia? Tra damnatio e laudatio? Tra demonizzazione e giubilazione? Giornalisti e politici, studiosi e organizzatori di cultura diventano ora esorcisti del demonio di turno, ora adoratori magari dello stesso diavolo, ridiventato angelo. Le celebrazioni in atto del Futurismo, in occasione del centenario della sua fondazione (febbraio 1909), sono una manifestazione corale al limite dell’incredibile: dopo decenni di rimozione, a partire dagli Anni 80 cominciò la rivalutazione del Futurismo che ora si trasforma in un delirio apologetico, un osanna collettivo, che passa per le esposizioni: da Milano (capitale del Futurismo) a Reggio Calabria (patria di Umberto Boccioni, indubbiamente il pittore più significativo non solo del movimento), da Bologna - che reclama, con un suo vecchio giornale, La Gazzetta dell’Emilia una primogenitura del Manifesto di fondazione (rispetto al parigino Figaro) a Roma (centro motore del Secondo Futurismo), e così via.
Mostre significano cataloghi (pesanti e costosi) e cerimonie inaugurali: quella romana - la «notte futurista» del 20 febbraio, giorno della pubblicazione del Manifesto sul Figaro, è stata un esempio clamoroso di spettacolarizzazione - piuttosto pacchiana - e di strumentalizzazione politica, all’insegna della lettura del Futurismo in termini ideologicamente denaturati, o, addirittura, adattati alla bisogna di una Roma che forse si vuole di nuovo «imperiale». Nel documentario proiettato alla mostra si arriva alla manomissione dei testi: il famoso punto 9 del Manifesto, quello che esalta la guerra «sola igiene del mondo», è amputato del passaggio relativo al «disprezzo della donna», uno degli elementi costanti dell’ideologia futurista. ……e i futuristi furono reclutati dal fascismo e se ne fecero alfieri, mentre, peraltro, non rinunciavano a chiedere commesse statali, aiuti personali al duce, prebende e cariche onorifiche.
È noto che Marinetti stesso, dopo aver tuonato per anni contro le accademie, accettò la carica di accademico d’Italia, fin dalla prima «infornata», nel 1929, diventando addirittura segretario della «classe di Lettere», pavoneggiandosi, grottescamente, con la sua brava feluca e lo spadino d’argento. Naturalmente, accanto alle mostre, convegni e libri. …
Ma Marinetti rivoluzionario? Certo, non possiamo dimenticare Gramsci e le sue felici notazioni sui futuristi, «rivoluzionari in cultura, reazionari in politica». Il Futurismo - il primissimo, quello antecedente alla Grande guerra - svolse una funzione rinnovatrice, egli osservava; ma i futuristi, alla fine, si sono rivelati null’altro che «un gruppo di scolaretti scappati da un collegio di gesuiti», che, dopo aver «fatto un po’ di baccano nel bosco vicino... sono stati ricondotti indietro sotto la ferula dalla guardia campestre».
Provocatore, certo, Marinetti, innovatore per certi aspetti; ma non si può dimenticare la totalità squisitamente reazionaria del Futurismo.… Il culto della violenza, il nazionalismo con tratti non di rado razzisti, una concezione gerarchica e pesantemente antiegualitaria della società, un’esaltazione acritica di una modernità che in realtà nessun futurista capì neppure lontanamente... E soprattutto una martellante apologetica della guerra sono stati lo zoccolo duro del Futurismo: presentarlo oggi come un’assemblea di goliardi giocherelloni, che festosamente condussero Italia «nella modernità», è grottesco. Scambiando la guerra per una manifestazione del «moderno» e facendosene campioni, i futuristi - con qualche eccezione - si assunsero una responsabilità gravissima; …E mentre Marinetti cantava «armi ed eroi della guerra mussoliniana» (ancora nel 1944, fedele milite della Repubblica di Salò), centinaia di migliaia di nostri connazionali morivano sotto bombe autentiche".

Angelo d’Orsi.

Appuntamenti...

In occasione del NO B-Day a ROMA di sabato 5 dicembre, Rifondazione Comunista di Torino organizza un treno con partenza da To-Porta Nuova alle ore 23,50, al costo di 30 euro . Ripartenza da Roma il 5/12 alle ore 23,50.
INFO e PRENOTAZIONI: tel. 011.460471.

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"C’è un affido in città": campagna sugli affidamenti familiari".

Il C.I.S.S. di Chivasso, nell’ambito delle sue funzioni di tutela dei minori promuove la campagna di sensibilizzazione sugli affidamenti familiari di minori "C’è un affido in città", in collaborazione con il Tavolo Permanente sull’Affido Familiare (composto dalle associazioni Papa Giovanni XXIII ed Ercole Premoli, dalle cooperative sociali Odissea s.n.c. e Crescere Insieme, dall’ASL TO4 e da alcune famiglie affidatarie). L’affidamento familiare è un intervento di aiuto ai bambini e ai ragazzi temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo alla loro crescita. Le famiglie affidatarie li accolgono nella propria casa e nella propria vita, sino a quando questi potranno rientrare presso la loro famiglia, garantendo così "il diritto di ogni bambino a vivere, crescere ed essere educato nell’ambito di una famiglia".

La prima fase della Campagna Affidamenti, "Ricette d’amore: l’affetto che nutre, il cibo che diverte", prevede un ciclo di seminari e laboratori aperti alla popolazione che vedono come protagonista il cibo, quale elemento di cura della relazione e veicolo di benessere fisico e affettivo nel rapporto tra genitori e figli. Gli incontri a cura di Chef Kumalé aka Vittorio Castellani, giornalista "gastronomade", sono condotti da esperti dell’alimentazione e della pedagogia che saranno a disposizione delle famiglie in un percorso di responsabilità e consapevolezza alimentare. Cercando di rispondere alla domanda "Cosa fa crescere un bambino?" si rifletterà anche sui temi dell’accoglienza e dell’affidamento familiare.

Venerdì 27 novembre h.21.00 Chivasso "Il mondo a tavola, tra sviluppo, globalizzazione e decrescita" a cura di Vittorio Castellani aka Chef Kumalè.

Venerdì 4 dicembre h.19.00 Chivasso "Officine Gastronomiche Multietniche" a cura di Vittorio Castellani aka Chef Kumalé e Giorgio Massanova

Venerdì 11 dicembre h.21.00 Chivasso "Mangiare bene per crescere meglio" a cura di Serafina Petrocca Venerdì 15 gennaio h.19.00 Chivasso "Mangiare bene per crescere meglio", officina gastronomica a cura di Serafina Petrocca

Venerdì 22 gennaio h.21.00 Chivasso Il piacere della sensorialità: cibo & affetti a cura di Fabiana Bardi Venerdì 5 febbraio h.19.00 Chivasso "I sensi e il cuore", officina gastronomica a cura di Fabiana Bardi

Sede: centro Anziani – Via Paleologi, 25 - Chivasso

Per informazioni: 348/0950102 (le Officine Gastronomiche sono rivolte a genitori e figli in età scolare e necessitano di iscrizione il 27/11/09).

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CENA OTELLIANA: gli amici del Blog del Paolo Otelli promuovono una cenetta presso la trattoria "FORAVIA" di VALLO di CALUSO in via Duchi d'Aosta n°38 per Lunedì 7 Dicembre alle ore 20.

Questo il menu': strudel salato radicchio& gorgo - salam d'patate con crostini di segale - polenta con spezzatino e salciccia - flan all'arancia. Vino, caffè.

Prenotarsi entro ildicembre telefonando al: 011.9187113.

www.foravia.com















Fuori dal tunnel?


Se un giorno finirà la grave crisi in atto cosa rimarrà delle piccole e medie imprese presenti a Torino e nella sua provincia? Un enorme cimitero di aziende che non sono riuscite uscire dal tunnel della crisi. Anche se in tanti sono preoccupati, perchè iniziano a capire la portata della crisi, per i politici (e loro amici) la situazione non cambia, anzi, per loro il problema è poco sentito, e non rischiano nulla. Anche i carrozzoni gestiti con fondi pubblici si salveranno dal disastro perchè non fanno parte del mercato del lavoro, ma offrobo servizi o indicono riunioni che non risolvono nulla. In mezzo a tanta preoccupazione ci sono troppi soggetti che vivono bene e pensano solo alle loro poltrone... Ma fino a quando questa pacchia può durare? Fino a quando ci sono persone che hanno voglia di lavorare e sperano in un futuro migliore. Se però la bilancia penderà dalla parte negativa anche i più volenterosi getterenno la spugna, mentre i "privilegiati" dovranno cercare nuovi sbocchi per poter vivere di parole e finte promesse.

Marbert.

STOP al "processo breve" tanto caro ai soliti noti...


...PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO!!!

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
Ritiri la legge sul processo breve...
LEGGI il resto dell'articolo e FITMA la Petizione on-line CLIKKANDO su: http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391117

Revisionismo a go-go...


...DA CHIVASSO SCELTE CULTURALI DAL SAPORE REVISIONISTICO...

I Consiglieri Regionali Juri Bossuto e Sergio Dalmasso PRC-SE) commentano le politiche culturali, o presunte tali, del comune di Chivasso.


“Crediamo pericoloso ed assurdo il fatto che fondi pubblici, anche regionali, possano essere destinati a spettacoli apparentemente apologetici del ventennio fascista, rientrando gli stessi in cartelloni culturali (“I luoghi delle parole”) destinati ad un pubblico adulto e studentesco”.

Continuano i consiglieri: “Il revisionismo storico, attuato anche da alcune amministrazioni comunali, rischia di farci cadere nella maglie di un prossimo probabile regime. Occorre ricordare il passato per come i fatti lo narrano, lasciando le azioni di stampo nostalgico ai quei pochi esaltati che in privato vogliano realizzarle. Gli amministratori della Repubblica Italiana, non possono anche negli enti locali farsi complici di percorsi negazionistici. L’arte non deve essere soggetta ai due pesi e due misure mettendo la censura al servizio di propri comodi propagandistici. A Chivasso abbiamo assistito ad una Giunta lesta nel vietare ospitalità teatrale allo spettacolo che narra le vicende di Mara Cagol, ed al contemporaneo inserimento in iniziative culturali, comunali, di kermesse dedicate a Marinetti ed alla XMAS. Fatti gravi e sconcertanti che fanno impallidire ogni concetto di Libertà e Democrazia repubblicana nelle scelte dell’amministrazione chivassese”.



A proposito dell'incontro sulla discarica di Chivasso...


CHIVASSO - Nonostante "La Voce" credo che l'incontro sulla discarica sia andata
bene ed allo stesso tempo male. Bene perchè oltre cinquanta persone
in una tenebrosa serata di fine settimana ad ascoltare qualcosa
sull'ampliamento della discarica, nonostante l'annunciato "duello
rusticano"con l'assessore mancato non è così male, considerati i tempi di
intorpidimento che viviamo nei quali proliferano saltimbanchi vari.
Male perchè a) siamo arrivati tardi b) non dovevo farla io sta serata
ma i gruppi consiliari ed i partiti di opposizione c) mancavano
alcune "personalità" dell'alta politica locale (forse intimoriti
dalla penna al curaro del sempre arzillo e mai guarito La Mattina?).
Per non vanificare impegno, tempo perso, pubblico ludibrio sul
giornaletto di La Mattina, credo ora sia doveroso continuare
nell'opera di stanamento del duo Falbo/Matola e magari, perchè no,
del loro mentore Fluttero Senatore Andrea così magari conferma o
smentisce il suo interessamento con la Curia per ottenere terreni da
utilizzare come immondezzaio, per il bene di tutti, delle rotonde,
delle strade, delle fontane, a glorificazione dei regnanti. Servono,
oltre ad una mozione da far veicolare nello spento ed asservito
Consiglio comunale, duecentocinquanta firme, obbiettivo
raggiungibile, per poter esporre mozione ed argomenti in una seduta
aperta nella quale, visto che non abbiamo avuto l'onore di averli tra
noi, gli Amministratori spiegheranno perchè era necessaria anche una
vasca per Rifiuti solidi ASSIMILABILI agli urbani a Chivasso, domanda
rimasta senza risposta e cosa pensano di INDENNIZZARE E PROPORRE LO
SGOMBERO agli abitanti della frazione Pogliani residenti a ridosso
dell'impianto. Il Silenzio, l'oblio, la remissività finanche
l'ignoranza sono i principali nemici di percorsi democratici,
partecipati, condivisi ed aprono un varco oscuro che ha reso in pochi
anni la nostra città, il nostro Paese, una colata informe di cemento,
una fucina di opere ed operazioni sbagliate, un giardino di politici
inetti ed in molti casi fortemente interessati. Continuare in una
battaglia anche solo di verità ed attribuzione delle responsabilità
sulla vicenda ampliamento discarica può e deve essere una delle
azioni per far capire a questa classe dirigente ed arrogante che c'è
ancora attenzione alle cose comuni, che le scelte hanno un costo,
sempre. L'iniziativa popolare deve servire a far prendere coscienza
all'opposizione consiliare del fatto che non ci si candida se poi si
è latitanti o, peggio, non all'altezza dei compiti per i quali ci si
è deputati. per quelli che ci hanno almeno provato a far sentire la
voce far capire che non sono da soli ma in città c'è ancora un
movimento che, in tempi passati, ha chiesto ed ottenuto risposte dai
governanti. Propongo, quindi, la raccolta delle firme necessarie al
confronto pubblico negato.
Maurizio Pizzasegola.