Le lacrime e il sangue...

Con le lacrime del ministro del Lavoro e della Previdenza sociale in diretta mondiale, è chiaro a tutti chi pagherà il prezzo più iniquo. Cosa ci guadagnerà il bilancio dello Stato e l'economia del paese dal mancato recupero del costo della vita, per un pensionato che riceve più di 467 euro al mese? Brutta storia.
Il ministro Elsa Fornero, con la sua umanissima fragilità, ha reso toccante una conferenza stampa del governo sulla manovra «salva Italia» — come ha chiesto di definirla il premier Monti —, altrimenti più che gelida, già nei marmi sepolcrali della sala. Le sue lacrime restituiscono serietà ad una politica troppo spesso cialtrona e «cinematografica», come l'ha definita ieri spregiativamente il New York Times riferendosi alla stagione berlusconiana. Non cancellano, però, una plateale ingiustizia. Che sanguina.
Se il parlamento — nella conversione in legge del decreto — avesse forza e coraggio per correggerla, quel poco di buono che c'è nella manovra sarà più credibile. Qualcuno saprà provarci? Deputati e senatori che dovranno approvarla sono gli stessi di un mese fa, quando votavano ancora la fiducia a Berlusconi. Questo lo sappiamo. Ma almeno provateci, tagliando — in alternativa, a somma zero — qualche vero privilegio. O dovremo accontentarci delle lacrime della Fornero e del sangue dei pensionati?
Igor Staglianò.

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