"Prove INVALSI": perchè diciamo di no...

INVALSI E MERITO Perché diciamo NO
Sbagliate sul piano didattico - Le prove Invalsi rispondono ad un obiettivo di standardizzazione degli insegnamenti e degli insegnanti e sono chiaramente uno strumento per una valutazione impropria e differenziata delle scuole, in quanto non considerano le condizioni di partenza degli alunni e dei diversi contesti con cui gli insegnanti si devono confrontare. Oltretutto l’Invalsi non tiene assolutamente conto degli alunni con difficoltà di apprendimento e di altra cultura e men che meno degli alunni diversamente abili, che invece influenzano enormemente le scelte didattiche che si effettuano nelle classi in cui questi insegnanti e bambini si trovano ad operare.
Uno strumento per attaccare gli insegnanti - Le prove Invalsi diventeranno lo strumento privilegiato per l’applicazione del sistema a “fasce”, voluto da Brunetta, e avviato con la firma di Cisl, Uil e Ugl, all’accordo del 4 febbraio scorso. Contemporaneamente circola già una bozza di Decreto della Presidenza del Consiglio sulla valutazione per fasce di merito nella scuola, mentre il Decreto “milleproroghe” cita l’Invalsi tra i 3 pilastri della valutazione dei docenti (insieme agli ispettori e all’Indire). Ciò accade mentre tanti Tribunali, con varie sentenze, stanno rendendo inapplicabili intere parti della Legge Brunetta, fintantoché non saranno rinnovati i contratti (2013). Tra dicembre e febbraio, la maggioranza dei Collegi Docenti delle province interessate alle sperimentazioni della Gelmini sul merito (erano previsti 70.000 euro per le scuole che si sarebbero piazzate meglio alle prove invalsi), le hanno rispedite al mittente; ora numerosi Collegi votano mozioni in cui si rifiutavano di prestarsi al gioco del Ministero, ribadendo la non obbligatorietà delle prove e soprattutto la non obbligatorietà per i docenti della somministrazione e correzione delle prove (se proprio ci tiene l’Invalsi manderà il suo personale ad eseguirle ma almeno non forniamogli la nostra collaborazione, oltretutto gratuita).
LEGGI il resto dell'articolo di USB -Unione Sindacale di Base- CLIKKANDO su:  

Nessun commento: