Si è tenuto venerdi' sera presso la sala dell'oratorio di Castiglione Torinese, un' interessante incontro pubblico dall'eloquente titolo "Chernobjl è adesso", promosso dal Comitato Girotondo, che da svariati anni si occupa di progetti di accoglienza e di solidarietà attiva con i bambini bielorussi che vivono nelle aree contaminate dal disastro atomico del 1986. Hanno partecipato, introdotti dal presidente di Girotondo Paolo Prinetto, il docente del Politecnico di Torino Angelo Tartaglia, e l'esponente ambientalista Massimo Marino.
Il prof.Tartaglia si è soffremato in particolare sui costi economici realtivi alla gestione delle centrali nucleari. "Il costo di costruzione si aggira verosimilmente sui 6-7 miliardi di euro e questo implica che per essere ammortizzata deve praticamente essere sempre accesa. Inoltre. i costi di gestione del nucleare sono destinati a salire, per cui vale lìequazione MAGGIOR SICUREZZA= MAGGIORI PRESCRIZIONI, che implicano sempre nuovi costi per la sicurezza..." Anche alla luce del recente disastro di Fukushima, Tartaglia ha sottolineato "come maggior sicurezza implichi sistemi più complessi che sono più difficilmente prevedibili e gestibili, ovvero non è vero che 4 sistemi di raffreddamento garantiscano di non avere problemi, perchè potrebbero anche rompersi tutti insieme. Un esempio è rappresentato dalla centrale finlandese di Olkiluoto e cotruita da azuente francesi, del tipo di quella che vogliono fare in italia, (http://www.aamterranuova.it/article3190.htm) Questo progetto ha già 36 mesi di ritardo ed il 50% di sovracosti...". Il docente universitario torinese, si è poi soffernato diffusamente sugli altri numerosi punri critici della scelta nucleare per la produzione di energia, come la questione delle scorie radioattive ed inotevoli oneri econimici legati al cosiddetto "decommisioning", ovvero le ingenti risorse che saranno necessarie per lo smantellamento e la messa in sicurezza dei siti nucleari a fine utilizzo (30-35 anni), un aspetto generalmente sottovalutato in sede di progettazione.
Massimo Marino, ambientalista storico facente parte del "gruppo delle Cinque terre", ha ribadito che i consumi elettrici sono il 18% del totale, e che quindi il 2% del nucleare farebbe diminuire in maniera ridicola le emissioni in atmosfera, ricordando che di cosiddetti reattori di 3° generazione ancora non ce ne sono in esercizio, a parte quello in costruzione in Finlandia. Inoltre Marino si è diffusamente soffermato su uno degli aspetti irrisolti dell'utilizzo civile del nucleare, quello della gestione delle scorie, che resteranno altamente radioattive anche per centinaia di anni. "Anche la Francia, da sempre sostenitrice della scelta nucleare, in pratica attualmente ha una sola centrale in costruzione, pero' deve mantenere in vita la sua filiera produttiva per vendere centrali in giro per il mondo...".
Filippo Mottarello.

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