Egregio sindaco di Lampedusa.
Le scrivo perchè sono sconvolto da quanto sta capitando nella sua isola, e per manifestarle la mia personale vicinanza. Le immagini che arrivano dai media sono incredibili, e il comportamento dei sui concittadini meriterebbe di essere premiato, visto come stanno rispondendo al dramma in corso.
Io sono consigliere comunale in un piccolo paese (meno abitanti del suo) in Piemonte, tra le colline del monferrato, e non so come farei ad affrontare l'abbandono che Lei e gli abitanti di Lampedusa stanno affrontando, lasciati soli da un ministro ed un governo che non esitano a scaricare su inermi cittadini le loro scelte politiche.
Per quello che posso vedere il governo stà usando i profughi come ostaggi per giustificare scelte politiche discutibili ed impopolari, sprofondando in una situazione che potrei defire un crimine contro l'umanità. Lasciare delle persone, anche ammesso che fossero dei criminali, senza cibo, acqua, servizi igienici e a dormire all'addiaccio è equiparabile alla tortura, almeno in un paese che dice di essere democratico.
La scorsa settimana, in occasione del 150esimo dell'unità d'Italia, ho letto, assieme ai miei colleghi di Giunta alcuni articoli della costituzione. Rispetto a quanto accade nella sua bella isola ritengo che siano violati almeno tre artcoli della nostra Costituzione: l'art. 2 il 3 e l'11.
Sarà quindi mia cura scrivere al Presidente Napolitano per chiedere che il Governo adempia ai suoi compiti e smetta di insultare la Carta Costituzionale con comportamenti incivili e disumani, e chiederò anche che l'ANCI sipronunci su quanto stà capitando sul territorio Italiano
La saluto e le rinnovo, a Lei ed ai suoi concittadini, tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza, che vorrei sostanziare anche con un contributo economico per aiutarla nelle spese che undubbiamente stà sostenendo. Lo posso inviare a suo nome domiciliandolo al comune?
Un forte Abbraccio
Massimo Zesi
Consigliere comunale a Monteu da PO (TO).

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