LA LEGA A CHIVASSO


LA LEGA E L'OSPEDALE DI CHIVASSO
Ripropongo l’interrogativo: la Lega Nord a Chivasso che fa? C’è o non c’è? Ha mai sentito parlare, ad esempio, dei problemi del nostro ospedale?
La stampa locale ha riferito che sabato 26 giugno i militanti chivassesi della Lega hanno eretto un gazebo per raccogliere firme a sostegno del presidente della regione Roberto Cota, la cui poltrona è in pericolo a causa dei ricorsi al TAR che potrebbero portare a nuove elezioni. I militanti leghisti parlano anche della fiaccolata di tutto il centrodestra che si sarebbe tenuta il lunedì seguente a Torino. Immagino che alcuni di loro vi abbiano partecipato. In ogni caso esistono i telefoni. La domanda che mi faccio è la seguente: i militanti leghisti, e il loro segretario di sezione Gamberini, avranno colto l’occasione per esporre a Cota, che fa parte del loro partito, i problemi dell’ospedale di Chivasso? Mentre sfilavano in corteo, lo avranno avvicinato per fargli l’elenco dei reparti e delle strutture che, secondo i giornali, corrono il pericolo di non poter più garantire il servizio? L’elenco è noto. Le difficoltà in cui versa il pronto soccorso sono conosciute da tempo. Più recentemente, il consigliere comunale Fatibene ha denunciato il rischio che il reparto di psichiatria e il servizio di dialisi siano costretti a chiudere. La stessa direttrice dell’Asl Marina Fresco avrebbe affermato: “Non vi nascondo che ad agosto la situazione diventerà ingovernabile per la dialisi e a settembre per la neurologia” (“La nuova periferia”, 30 giugno). Sullo stesso numero del settimanale il parente di una signora in dialisi dichiara di esser disposto a incatenarsi per protestare contro il rischio che i dializzati di Chivasso debbano riprendere a viaggiare verso gli ospedali di Ivrea, Vercelli e Torino.  E il primario del reparto di urologia scrive una lettera che, di là dalle sue intenzioni, illustra una situazione preoccupante: quella di un reparto che continua a fornire un servizio scrupoloso ed eccellente ma solo grazie allo spirito di sacrificio degli operatori, disposti a svolgere lavoro straordinario non retribuito. Sembrano lontani i tempi in cui ci permettevamo il lusso di chiedere che anche l’ospedale di Chivasso venisse dotato dell’oculistica di base e della geriatria. Ora ci troviamo nella condizione di lottare perché non ci venga tolto l’esistente. Nel frattempo, corre voce che il sindaco di Settimo rivendichi l’istituzione del pronto soccorso anche per l’ospedale della sua città: ancora una volta risorse scarse verranno sottratte a quello di Chivasso?
Chissà se i dirigenti locali della Lega Nord queste cose le sanno? Ne hanno per caso sentito discutere sotto i portici? Hanno dato uno sguardo alla locale? Hanno parlato con i vicini di casa? E se questi problemi li conoscono, che cosa stanno facendo per contribuire a risolverli? Sono felice per loro che abbiano trovato un modo per divertirsi in compagnia in questi tempi tristi: organizzare un allegro gazebo al mercato, sgambettare per Torino in fiaccolata a sostegno della poltrona e della carriera del compagno di partito Roberto Cota, ecc. ecc. Tutto bene: ma fare un pensierino anche ai problemi di Chivasso?  E’ chiedere troppo?
Piero Meaglia
P.S. Aggiungo una informazione acquisita successivamente alla stesura dell’articolo: nel consiglio comunale di lunedì 5 luglio il sindaco Matola ha annunciato di avere ottenuto dalla Regione che vengano sbloccate le procedura per le previste assunzioni nei reparti di neurologia e di nefrologia.

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