Un virus a Torrazza (e non solo)
Se le informazioni che provengono dal comitato ambientalista di Torrazza IRA (Iniziativa Recupero Ambientale) sono vere, allora bisogna avvisare la popolazione piemontese di girare al largo, perché uno spaventoso virus ha probabilmente colpito l’Amministrazione comunale di Torrazza (centrosinistra) e forse anche il settimanale chivassese La Nuova Periferia.
L’antefatto è noto. Il comitato contesta l’intenzione dell’Amministrazione di realizzare in regione Goretta un impianto: l’Amministrazione lo considera una centrale elettrica a biomasse, mentre gli ambientalisti sostengono che si tratta puramente e semplicemente di un inceneritore, o per usare i termini dei documenti un “impianto combustione rifiuti”. Il responsabile locale di Legambiente Gian Piero Godio lo ha dimostrato in base alla semplice lettura dei documenti della Provincia di Torino. L’IRA ha avviato una raccolta firme.
La battaglia prosegue da mesi. Ora l’Amministrazione comunale, in collaborazione con il settimanale locale “La Nuova Periferia”, ha organizzato per martedì 13 luglio un “dibattito” con le virgolette. Perché le virgolette? Perché l’Amministrazione ha imposto le seguenti regole: nessuna domanda a bruciapelo; il pubblico non potrà intervenire; i membri del comitato IRA potranno parlare (saranno addirittura lasciati parlare!), ma solo con interventi preventivamente concordati. Il moderatore sarà un giornalista della “Periferia”. Dimenticavo: l’Amministrazione ha imposto che l’IRA non esponga né striscioni né cartelloni.
Bene, credo che nemmeno al defunto Partito comunista dell’Unione Sovietica sarebbe venuto in mente di organizzare un dibattito con queste caratteristiche. Invece è venuto in mente a un sindaco e a una giunta di centrosinistra, nel 2010, a Torrazza Piemonte, comune della Repubblica italiana, dove vige ancora, per adesso, la Costituzione repubblicana, che fra i tanti diritti garantisce quello enunciato nell’art. 21.
Ma ancora più stravagante è il comportamento del giornale. Come è possibile che, proprio nel momento in cui la stampa è sotto la minaccia della “legge bavaglio”, un giornale accetti di condurre un dibattito del genere (un “dibattito bavaglio”), e anzi lo avalli con la sua autorevole partecipazione? Eppure è lo stesso giornale sotto le cui finestre gli antifascisti chivassesi, per iniziativa del Centro Otelli e dell’ANPI, hanno manifestato per esprimere la loro solidarietà ad un suo collaboratore che aveva subito un’aggressione. E’ accaduto poco fa, quando tirava già aria di legge bavaglio, e i manifestanti sono stati fotografati con i fazzoletti in bocca e i cartelloni “no bavaglio”. Tutto già dimenticato da “La Nuova Periferia”?
Questa è la situazione al momento, quale appare dalle informazioni giornalistiche e da quelle provenienti dagli ambientalisti torrazzesi. Aspettiamo smentite. E ci auguriamo che Comune e giornale si ravvedano.
Piero Meaglia
3 commenti:
sento già aria di querela.
E' probabile: una querela da parte del Partito comunista dell'Unione Sovietica, immagino.
pm
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