
CHIVASSO - L’episodio riguardante le vicende di irregolarità dei cantieri edili in cui, tra gli altri, è coinvolto l’assessore Gianfranco Scoppettone è solo l’ultimo di tanti che lo hanno preceduto. Ci riferiamo, solo per citarne alcuni, al ritardato pagamento dell’affitto del Movicentro da parte della società di cui era socio l’ex Sindaco e attualmente senatore Fluttero, che attualmente è anche consigliere a Chivasso; alla commistione tra gli incarichi istituzionali e la professione dell’assessore Ciconte; agli atteggiamenti poco decorosi di cui è stato protagonista il consigliere Modafferi; alla manifestazione motoristica svoltasi domenica 12 ottobre in Piazza d’Armi, rivelatasi pericolosa e priva di ogni minima misura di sicurezza, fatta svolgere in pieno centro cittadino con il rischio di conseguenze più gravi di quelli avvenute.
Può darsi che nessuno di questi episodi abbia rilevanza penale. Non sta a noi stabilirlo. Ma in tutte queste circostanze amministratori e consiglieri hanno mostrato di far prevalere gli interessi relativi alla loro immagine o carriera rispetto a quelli della collettività. Nel migliore dei casi, hanno dimostrato leggerezza e noncuranza per la dignità del loro ruolo istituzionale. In ogni caso, si tratta di cattiva amministrazione. Una situazione così grave che ci induce ad alzare la voce e a chiedere la «mobilitazione» per fermare questa deriva amministrativa che con il pressappochismo e l’incapacità che la contraddistingue rischia di fare della nostra città una sorta di giungla da depredare.
Sono ben cinque episodi in pochi mesi. Nulla garantisce che non si ripetano nei prossimi mesi. Lo stato di disordine e le faide interne in cui versa l’amministrazione chivassese, dove il sindaco sembra avere perso completamente il controllo della situazione, autorizza a prevedere che simili episodi si ripeteranno. Noi riteniamo che tutta l’opposizione, compattamente, dovrebbe chiedere energicamente le dimissioni dei consiglieri e degli amministratori che hanno dato cattiva prova e recato discredito alla città.
Rifondazione comunista denuncia un altro aspetto della cattiva amministrazione chivassese che è rappresentato dall’uso “massiccio” di affidamento diretto ad imprese di “fiducia” di opere riguardanti i lavori pubblici e di manutenzione. Scorrendo le determinazioni (o determine) dirigenziali con cui vengono assegnati i lavori pubblici, si nota un rapporto tra amministrazione e imprese che lascia quantomeno perplessi. Facciamo qualche esempio. A) La legge stabilisce che sotto una certa cifra (poniamo 100.000 euro) l’amministrazione comunale è autorizzata ad assegnare un lavoro ad una ditta con trattativa privata, cioè senza ricorrere alla gara d’appalto. Il lavoro può così venire assegnato senza gara ad una impresa per una cifra al di sotto dei 100.000, talvolta per pochi euro o centesimi, ad esempio per 99.000 euro. Terminati i lavori, l’impresa chiede una integrazione di spesa (ad esempio per 20, per 30, o per 40 mila euro), motivandola con il fatto che sono state necessarie ore di lavoro in economia o che sono state necessarie varianti in corso d’opera. Il Comune concede allora l’integrazione con una nuova determina. In questo modo l’impresa ha svolto per il Comune un lavoro il cui costo è superiore ai 100.000 euro senza avere dovuto affrontare la gara con altre imprese. Quanto descritto si ripete con una curiosa frequenza. B) Il Comune bandisce una gara d’appalto per un lavoro al di sopra dei 100.000 euro. La ditta vincitrice successivamente concede in subappalto il lavoro ad un’altra impresa che spesso e volentieri è rappresentata da una di quelle “imprese di fiducia” a cui generalmente si affida l’Amministrazione comunale. Quest’ultima, in tal modo, esegue senza passare per la gara d’appalto un’opera che invece la richiederebbe. C) Il Comune assegna frequentemente determinati lavori sempre alla medesima impresa. Ricorrere sempre alla stessa impresa, verso la quale si ha fiducia, è un atteggiamento comprensibile per un privato. Ma lo è anche per una amministrazione pubblica? Che in tal modo viene a stabilire un rapporto privilegiato con una impresa escludendo le altre. D) Opere pubbliche il cui costo supera il limite dei 100.000 euro, e la cui esecuzione dovrebbe quindi venire assegnata con gara d’appalto, vengono frazionate in porzioni al di sotto di quel limite, che poi vengono assegnate senza gara d’appalto.
Tutto ciò si ricava dalla lettura delle determine dirigenziali. Vogliano sottolineare l’importanza che le determine rivestono nel complesso dell’amministrazione di un ente locale come Chivasso. Il numero delle determine approvato nel corso di un anno è di gran lunga superiore a quello delle deliberazioni della giunta e delle deliberazioni del consiglio comunale. Nell’anno 2006, ad esempio, sono state approvate 71 delibere di consiglio, 236 delibere di giunta, e ben 611 determine. Dall’esame delle determine si comprende il reale funzionamento della macchina comunale. Eppure le determine non sono accessibili ai cittadini sul sito del Comune. L’amministrazione Matola ha meritoriamente fatto pubblicare sul sito internet del Comune le deliberazioni di giunta e quelle di consiglio. E’ stato un notevole contributo alla trasparenza. Ma occorre completare l’opera e pubblicare sul sito anche le determine con il testo completo. Non vi è alcuna ragione per non farlo. Se è stato possibile farlo per le delibere, deve essere possibile anche le determine. Come le delibere, anche le determine vengono esposte nell’albo pretorio in Comune per 15 giorni. Ma non tutti possono recarsi regolamente in Comune nelle ore di apertura. Pubblicate sul sito, le determine sarebbero accessibili a qualsiasi cittadini, in qualsiasi momento, da casa proprio: un ulteriore contributo alla trasparenza. Riteniamo che anche questa richiesta dovrebbe venire avanzata unitariamente da tutta l’opposizione.
Per evitare fraintendimenti, vogliamo solo aggiungere una precisazione: le determine sono firmate dai dirigenti comunali e non dagli assessori. Tuttavia è chiaro che la responsabilità delle decisioni che vi sono assunte (buone o cattive che siano) politicamente sono da considerare scelte del sindaco e/o degli assessori.
Per tutte queste ragioni riteniamo sia arrivato il momento in cui ognuno deve prendersi le proprie responsabilità: L’Amministrazione Comunale per la sua incapacità gestionale e per lo scarso senso del bene collettivo. I cittadini e le forze di opposizione che devono far sentire la propria voce e il proprio dissenso per questo stato di cose.
Chivasso, 18 ottobre 2008.
Può darsi che nessuno di questi episodi abbia rilevanza penale. Non sta a noi stabilirlo. Ma in tutte queste circostanze amministratori e consiglieri hanno mostrato di far prevalere gli interessi relativi alla loro immagine o carriera rispetto a quelli della collettività. Nel migliore dei casi, hanno dimostrato leggerezza e noncuranza per la dignità del loro ruolo istituzionale. In ogni caso, si tratta di cattiva amministrazione. Una situazione così grave che ci induce ad alzare la voce e a chiedere la «mobilitazione» per fermare questa deriva amministrativa che con il pressappochismo e l’incapacità che la contraddistingue rischia di fare della nostra città una sorta di giungla da depredare.
Sono ben cinque episodi in pochi mesi. Nulla garantisce che non si ripetano nei prossimi mesi. Lo stato di disordine e le faide interne in cui versa l’amministrazione chivassese, dove il sindaco sembra avere perso completamente il controllo della situazione, autorizza a prevedere che simili episodi si ripeteranno. Noi riteniamo che tutta l’opposizione, compattamente, dovrebbe chiedere energicamente le dimissioni dei consiglieri e degli amministratori che hanno dato cattiva prova e recato discredito alla città.
Rifondazione comunista denuncia un altro aspetto della cattiva amministrazione chivassese che è rappresentato dall’uso “massiccio” di affidamento diretto ad imprese di “fiducia” di opere riguardanti i lavori pubblici e di manutenzione. Scorrendo le determinazioni (o determine) dirigenziali con cui vengono assegnati i lavori pubblici, si nota un rapporto tra amministrazione e imprese che lascia quantomeno perplessi. Facciamo qualche esempio. A) La legge stabilisce che sotto una certa cifra (poniamo 100.000 euro) l’amministrazione comunale è autorizzata ad assegnare un lavoro ad una ditta con trattativa privata, cioè senza ricorrere alla gara d’appalto. Il lavoro può così venire assegnato senza gara ad una impresa per una cifra al di sotto dei 100.000, talvolta per pochi euro o centesimi, ad esempio per 99.000 euro. Terminati i lavori, l’impresa chiede una integrazione di spesa (ad esempio per 20, per 30, o per 40 mila euro), motivandola con il fatto che sono state necessarie ore di lavoro in economia o che sono state necessarie varianti in corso d’opera. Il Comune concede allora l’integrazione con una nuova determina. In questo modo l’impresa ha svolto per il Comune un lavoro il cui costo è superiore ai 100.000 euro senza avere dovuto affrontare la gara con altre imprese. Quanto descritto si ripete con una curiosa frequenza. B) Il Comune bandisce una gara d’appalto per un lavoro al di sopra dei 100.000 euro. La ditta vincitrice successivamente concede in subappalto il lavoro ad un’altra impresa che spesso e volentieri è rappresentata da una di quelle “imprese di fiducia” a cui generalmente si affida l’Amministrazione comunale. Quest’ultima, in tal modo, esegue senza passare per la gara d’appalto un’opera che invece la richiederebbe. C) Il Comune assegna frequentemente determinati lavori sempre alla medesima impresa. Ricorrere sempre alla stessa impresa, verso la quale si ha fiducia, è un atteggiamento comprensibile per un privato. Ma lo è anche per una amministrazione pubblica? Che in tal modo viene a stabilire un rapporto privilegiato con una impresa escludendo le altre. D) Opere pubbliche il cui costo supera il limite dei 100.000 euro, e la cui esecuzione dovrebbe quindi venire assegnata con gara d’appalto, vengono frazionate in porzioni al di sotto di quel limite, che poi vengono assegnate senza gara d’appalto.
Tutto ciò si ricava dalla lettura delle determine dirigenziali. Vogliano sottolineare l’importanza che le determine rivestono nel complesso dell’amministrazione di un ente locale come Chivasso. Il numero delle determine approvato nel corso di un anno è di gran lunga superiore a quello delle deliberazioni della giunta e delle deliberazioni del consiglio comunale. Nell’anno 2006, ad esempio, sono state approvate 71 delibere di consiglio, 236 delibere di giunta, e ben 611 determine. Dall’esame delle determine si comprende il reale funzionamento della macchina comunale. Eppure le determine non sono accessibili ai cittadini sul sito del Comune. L’amministrazione Matola ha meritoriamente fatto pubblicare sul sito internet del Comune le deliberazioni di giunta e quelle di consiglio. E’ stato un notevole contributo alla trasparenza. Ma occorre completare l’opera e pubblicare sul sito anche le determine con il testo completo. Non vi è alcuna ragione per non farlo. Se è stato possibile farlo per le delibere, deve essere possibile anche le determine. Come le delibere, anche le determine vengono esposte nell’albo pretorio in Comune per 15 giorni. Ma non tutti possono recarsi regolamente in Comune nelle ore di apertura. Pubblicate sul sito, le determine sarebbero accessibili a qualsiasi cittadini, in qualsiasi momento, da casa proprio: un ulteriore contributo alla trasparenza. Riteniamo che anche questa richiesta dovrebbe venire avanzata unitariamente da tutta l’opposizione.
Per evitare fraintendimenti, vogliamo solo aggiungere una precisazione: le determine sono firmate dai dirigenti comunali e non dagli assessori. Tuttavia è chiaro che la responsabilità delle decisioni che vi sono assunte (buone o cattive che siano) politicamente sono da considerare scelte del sindaco e/o degli assessori.
Per tutte queste ragioni riteniamo sia arrivato il momento in cui ognuno deve prendersi le proprie responsabilità: L’Amministrazione Comunale per la sua incapacità gestionale e per lo scarso senso del bene collettivo. I cittadini e le forze di opposizione che devono far sentire la propria voce e il proprio dissenso per questo stato di cose.
Chivasso, 18 ottobre 2008.
Rifondazione Comunista Chivasso.
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