
ANCHE a CHIVASSO si è costituito un Comitato locale per raccogliere le firme a sostegno del Referendum popolare sul "lodo-Alfano".
Queste le adesioni individuali pervenute al momento a questo Blog: Sandro Franchi, Fabrizio Debernardi, Piero Meaglia, Lorella Reggio, Luciano Mastroleo, Frediano Dutto, Simone Gosso, Luca Morandi, Massimo Zesi, Michela Auleta, Fabio Passarelli, Domenico Siccardi, Nicola Scarano, Tiziana Ferro, Michele Scinica, Paolo Sole, Annalisa Battù, Elena Graziosi, Luigi Folletti, Renato Dutto, Ermanno Vitale, Laura Pesce, Paola Grossi, Simone Capula, Mario Cena, Mimmo Scarano,Vincenzo Abbatantuono, Marco Riva Cambrino, Adriano Loro (detto Il Lupo), Lucia Fassione, Ada Macchi, Sergio Veronese, Paolo Franchi, Katia Lasagni, Andrea Dublino, Francesca Lapolla, Graziella Giacomini, Giuseppe Molino, Michele Racco, Marinella Morello, Antonella Strona, Walter Meaglia, Mario Gugliotta, Laura Tonin, Gabriella Bonello, Roberto Dimarco.
Chi volesse aderire puo' inviare una mail al seguente indirizzo: frediano@tele2.it
Nelle prossime settimane saranno organizzati dei tavoli per la raccolta delle firme a Chivasso; vi terremo aggiornati sulla situazione locale.
Qui di seguito riportiamo parti dell'appello di 100 costituzionalisti contro questa odiosa proposta berlisconiana.
“In difesa della Costituzione” .Cento costituzionalisti in campo contro il lodo-Alfano che sospende i processi delle quattro più alte cariche istituzionali e contro la norma blocca-processi: tra essi gli ex presidenti della Consulta Valerio Onida, Gustavo Zagrebelsky e Leopoldo Elia. I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: […] a reintrodurre nel nostro ordinamento l'immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell'assunzione della carica, già prevista dall'art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004, premesso che l'art. 1, comma 2 della Costituzione, nell'affermare che "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perché:[I sottoscritti inoltre] rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge". […] Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l'immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell'ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.
Queste le adesioni individuali pervenute al momento a questo Blog: Sandro Franchi, Fabrizio Debernardi, Piero Meaglia, Lorella Reggio, Luciano Mastroleo, Frediano Dutto, Simone Gosso, Luca Morandi, Massimo Zesi, Michela Auleta, Fabio Passarelli, Domenico Siccardi, Nicola Scarano, Tiziana Ferro, Michele Scinica, Paolo Sole, Annalisa Battù, Elena Graziosi, Luigi Folletti, Renato Dutto, Ermanno Vitale, Laura Pesce, Paola Grossi, Simone Capula, Mario Cena, Mimmo Scarano,Vincenzo Abbatantuono, Marco Riva Cambrino, Adriano Loro (detto Il Lupo), Lucia Fassione, Ada Macchi, Sergio Veronese, Paolo Franchi, Katia Lasagni, Andrea Dublino, Francesca Lapolla, Graziella Giacomini, Giuseppe Molino, Michele Racco, Marinella Morello, Antonella Strona, Walter Meaglia, Mario Gugliotta, Laura Tonin, Gabriella Bonello, Roberto Dimarco.
Chi volesse aderire puo' inviare una mail al seguente indirizzo: frediano@tele2.it
Nelle prossime settimane saranno organizzati dei tavoli per la raccolta delle firme a Chivasso; vi terremo aggiornati sulla situazione locale.
Qui di seguito riportiamo parti dell'appello di 100 costituzionalisti contro questa odiosa proposta berlisconiana.
“In difesa della Costituzione” .Cento costituzionalisti in campo contro il lodo-Alfano che sospende i processi delle quattro più alte cariche istituzionali e contro la norma blocca-processi: tra essi gli ex presidenti della Consulta Valerio Onida, Gustavo Zagrebelsky e Leopoldo Elia. I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: […] a reintrodurre nel nostro ordinamento l'immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell'assunzione della carica, già prevista dall'art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004, premesso che l'art. 1, comma 2 della Costituzione, nell'affermare che "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perché:[I sottoscritti inoltre] rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge". […] Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l'immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell'ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.
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