CASALBORGONE/ITALIA - Sono vegetariano, in famiglia lo siamo tutti e quattro. Di questi tempi non mi sembra un peccato capitale. Prima o poi lo diventerete tutti, con i tempi che corrono e i soldi che scappano.Ma questo è un altro paio di maniche. Mia figlia frequenta la terza elementare alla "Cesare Pavese" di San Sebastiano Po (To) ed è ovviamente vegetariana. L'abbiamo allevata nel rispetto di tutti gli esseri viventi, a partire dal cibo. E' una bambina molto sensibile, chi la conosce lo sa.
Il 13 Ottobre 2008, come facciamo ogni anno, abbiamo presentato una regolare richiesta di alimentazione vegetariana al Comune di San Sebastiano, una formalità, niente più. Il buono mensa costa più di quattro euro, ottantadue al mese, niente male, sempre di questi tempi. Ad oggi, nonostante le preghiere e le reiterate richieste alla Scuola, al Sindaco, al Segretario comunale, agli impiegati e agli elettricisti del Comune, mia figlia continua a non godere di un menu vegetariano. Dicono che interverranno ma non lo fanno.
La bambina viene discriminata davanti ai suoi compagni e solo grazie alla sensibilità di una operatrice ottiene dieci grammi di pasta o qualche rametto di verdura in più. Nessuna traccia di formaggi o uova. I suoi compagni mangiano, lei guarda. A casa arriva affamata, ne ha ben donde a otto anni. Le maestre non sanno più a che santo votarsi, noi neanche.
Nell' epoca nefasta del razzismo imposto per decreto alla scuola pubblica con le "classi differenziate" ci tocca anche vedere questo.
Da qualche giorno abbiamo smesso di acquistare i buoni e ci accingiamo ad adire le vie legali perchè sia posta fine a questa strana omissione.
Mi auguro che mia figlia non abbia a subire danni psicologici da questa odiosa discriminazione nei suoi confronti.
Vincenzo Abbatantuono.
Casalborgone (To).
4 commenti:
E' un fatto grave che la dice lunga sulla sensibilità nei confronti di chi è portatore di altri punti di vista. Pensate un po' allora se, oltre a una bimba vegetariana, in classe ci fossero pure un paio di bambini musulmani... Meno male che l'amministrazione di S.sebastiano si ritiente "di sinistra"...
Achille Tallòn.
A tutt'oggi, l'amministrazione di S. Sebastiano ci comunica che è l'Asl di Chivasso a bloccare la situazione. Siccome la ditta che fornisce i generi alimentari per la mensa ha richiesto un'autorizzazionde dell'Asl, il Comune li ha contattati. Risposta: "non incentiviamo diete richieste per motivi etici o religiosi, quindi non possiamo fornire nessuna consulenza".
Ma questi signori non li paghiamo tutti noi?
Valeria Gianasso, mamma della bambina
Semplicemente scandaloso: se ci si ferma di fronte a delle cose così semplici da risolvere, non si capisce come si possa sperare di essere curati o assistiti con un minimo di decenza...
Oscar.
Presso TUTTE le mense del Comune di Torino, asili e scuole, è stata messa a punto dalla dr.ssa Bruna Santini del servizio di Dietologia Clinica dell'Ospedale Regina Margherita e dal Nutrizionista prof. Giorgio Calabrese, che prevedono menu' privi di carne e di pesce. Domani la invieremo per raccomandata al Comune di San Sebastiano Po, Sindaco e Assessore all'Istruzione. Vedremo se l'Asl oserà contestarla.
Vincenzo.
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