CHIVASSO - Lunedì 24 settembre in consiglio comunale è stata discussa l'interrogazione che ho presentato sul futuro dell'area e degli edifici del Consorzio Agrario di via Isonzo. Chiedevo se l'Amministrazione non ritenesse opportuno sottrarre quell'area a nuove speculazioni edilizie private e fare il possibile per destinarla ad usi pubblici e collettivi. Il sindaco Matola ha risposto in modo arrogante, e soprattutto non ha per niente risposto all'interrogativo che ponevo. Ha iniziato dicendo che avrebbe risposto solo alle domande "pertinenti", arrogandosi il diritto di stabilire a quali domande rispondere e a quali no. Ha affermato che si sta adoperando per far rimanere il Consorzio a Chivasso, e questo è da approvare. Ma sul futuro dell'area ha taciuto. Eppure la domanda che pongo è importante. Quell'area si trova in una posizione strategica: vicino ci sono scuole elementari, medie e superiori, ed anche la sede dell'Asl, con gli sportelli delle prenotazioni, gli ambulatori delle visite specialistiche e il laboratorio per i prelievi. Considerando che, con le tante nuove abitazioni in costruzione, la popolazione chivassese è destinata ad aumentare, forse fino a 35.000 abitanti, quell'area potrebbe diventare presto utile per eventuali ampliamenti delle scuole e dei locali dell'Asl. Mentre nuove abitazioni private non farebbero che aumentare la difficoltà di parcheggiare vicino all'Asl, difficoltà che colpisce soprattutto anziani e malati. Certo quell'area fa gola ai costruttori immobiliari: è una zona ormai centrale, e al tempo stesso è vicinissima alla rotonda che consente di uscire da Chivasso in tutte le direzioni, ed infine è appunto vicino a scuole e Asl. Un affare per i costruttori! Ma è proprio di fronte a scelte come queste che si misura la volontà dell'Amministrazione di privilegiare l'interesse di tutti i cittadini comuni oppure di favorire i soliti pochi potenti dell'edilizia. Se quell'area non verrà sottratta alla speculazione edilizia, l'Amministrazione confermerà di continuare a privilegiare gli interesse immobiliaristici: basta guardare alla zona retrostante l'ospedale, tra via Mazzè e via Clara. Una Amministrazione lungimirante avrebbe destinato quell'area a servizio dell'ospedale, per consentire ampliamenti dei locali, del parcheggio,e la creazione di aree verdi per il sollievo di coloro che purtroppo devono frequentare l'ospedale, ad esempio per assistervi i parenti. Invece il piano regolatore vigente, che il sindaco ha avuto il coraggio di definire in aula un "ottimo strumento", ha consegnato la zona alla speculazione edilizia, compromettendo forse definitivamente il futuro dell'ospedale chivassese. Nella mia replica in aula ho affermato che il Comune per salvare l'area del Consorzio potrebbe arrivare anche ad acquisirla. Ora spero che non mi vengano a dire che mancano i soldi. A quanto sembra per le opere discutibili i soldi ci sono. Nel bilancio è prevista una spesa di 2.100.000 euro per il Museo dell'Agricoltura della Mandria: 1.400.000 arriveranno da un contributo regionale, ma per gli altri 700.000 il Comune accenderà un mutuo nel 2008. E un altro mutuo di 270.000 euro è previsto per la realizzazione dell'Ecomuseo del Canale Cavour. Mutui che verranno pagati da tutti i chivassesi. Sono opere veramente utili o servono solo alla carriera politica di qualche assessore?
Michele Scinica - Gruppo Consiliare del Partito della Rifondazione Comunista/ S.E.
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