Chivasso: alberi tagliati...una replica del "C.A.R.S.O." al Sindaco Matola...


ANCORA SUGLI ALBERI TAGLIATI IN PIAZZA D'ARMI.

Una replica al Sindaco Matola.

Su "La Periferia" di mercoledì 22 agosto 2007 il sindaco di Chivasso Bruno Matola risponde al volantino distribuito dal Circolo locale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea. Nel volantino si chiede all'Amministrazione comunale di sospendere l'abbattimento di altri alberi in centro - via Orti, il viale centrale di Piazza d'Armi, il viale davanti al Pastore, e Piazza Carlo Noè - almeno fino a che avremo visto con i nostri occhi che i nuovi alberi che stanno per essere piantati in Piazza d'Armi cresceranno veramente. L'esperienza rende sospettosi: i nuovi alberi di Viale Vittorio Veneto e di Viale Matteotti, già ripiantati una volta, non crescono e sono già malati, come viene denunciato in un altro articolo a p. 12. Più che una "riqualificazione" è stata una "squallidificazione".

1. Riguardo al futuro di Piazza Noè, di via Orti e del viale al centro di Piazza d'Armi, Matola ammette che anche in queste tre zone "sono in progetto dei lavori di sistemazione" ma dichiara che "assolutamente gli alberi non verranno abbattuti": bene, ma allora perché sono stati abbattuti quelli di Piazza d'Armi lato via Torino? Se gli altri alberi verranno salvati, perché non potevano venire salvati anche quelli di Piazza d'Armi? Tutti gli alberi del centro hanno lo stesso problema, cioè le radici superficiali: evidentemente il rimedio c'è, [[ad esempio poggiare una griglia attorno alla base al posto dell'asfalto. Perché non è stato adottato per gli alberi di Piazza d'Armi?

2. In questo modo cade anche la seconda ragione addotta dall'amministrazione per giustificare l'abbattimento. La prima, che gli alberi fossero malati, è già smentita dalla stessa analisi fitostatica commissionata dal Comune, in cui si riconosceva che solo 2 alberi su 95 erano a rischio di cedimento meccanico.

4. Veramente la perizia e Matola (sul sito del Comune, 26 marzo 2007) forniscono anche una terza ragione: essendo troppo fitti, troppo vicini l'uno all'altro, gli alberi crescevano solo in altezza anziché allargarsi in orizzontale. Bravo Matola! Ma allora, in via di ipotesi, non se ne poteva tagliare solo uno su due? Gli alberi rimasti si sarebbero allargati in orizzontale (rami e foglie) e avrebbero dato la stessa ombra di prima.

5. Tra parentesi: gli autori dell'analisi fitostatica (Studio Verde di Torino, dottori Fruscione e Leone) scrivono che il viale pedonale di via Torino "fiancheggia una strada di intenso traffico veicolare, soprattutto per chi è diretto verso la zona collinare". Ci viene un dubbio: i periti sapevano almeno in quale viale si trovavano? E quanto è costata questa brillante perizia?

6. Anche gli alberi di Piazza Carlo Noè – dice Matola – non verranno abbattuti. Ma sarà vero? La decisione di "riqualificare / squallidificare" la Piazza è stata appena presa: con delibera n. 162 del 24 luglio è stato approvato il progetto esecutivo, definito di "immediata eseguibilità", costo 375.000 euro. Abbiamo chiesto in Comune il progetto: vedremo. Sappiamo già, però, che anche lì l'area alberata verrà "limata", dal lato di via Regis, per fare parcheggi.

8. In Piazza Noè e in Piazza d'Armi si tagliano pezzi di viale per fare parcheggi (in Piazza d'Armi c'erano tre fila di alberi e ne saranno ripiantate solo due per lasciare il posto a nuovi parcheggi). Con il suo piano regolatore l'ex sindaco Fluttero ha fatto le pentole senza i coperchi, cioè ha permesso un enorme sviluppo dell'edilizia abitativa (circa 3000nuovi alloggi) senza preoccuparsi né dei servizi né della viabilità né dei parcheggi: ora ai parcheggi il sindaco Matola provvede lui con la motosega.

9. Nelle dichiarazioni dell'Amministrazione c'è sempre una involontaria nota comica. Sul sito del Comune Matola afferma che con i lavori di Piazza d'Armi e Piazza Carlo Noè rendono "accoglienti gli accessi verso il centro con una evidente ricaduta non solo estetica ma anche di valorizzazione urbanistica e delle attività commerciali ed imprenditoriali presenti nelle due zone". Come no? Proprio una bella ricaduta estetica! Entrando in Chivasso da Torino al posto di un bel viale alberato ora troviamo un piatto e assolato cantiere con fascinose ruspe e luccicanti reti di protezione .

10. Sullo stesso numero de "La Periferia", a p. 13 si lamenta la mancanza di piste ciclabili: "Promosse le bici ma mancano le piste ciclabili". Bene: il progetto delle Ferrovie del 2003 e del 2005 (eliminazione passaggi a livello e opere sostitutive, tra cui molta nuova viabilità) non prevede nemmeno una pista ciclabile a fianco delle nuova viabilità. Ed infatti l'Arpa, nelle osservazioni inviate al Comune il 24 maggio 2005, suggerisce di integrare il progetto con marciapiedi e piste pedonali e ciclabili in ben sette posti (su 19 interventi in tutto), in corrispondenza delle strade di categoria F. I posti sono meticolosamente elencati, non si può sbagliare viale. Domanda al sindaco: nel progetto definitivo, che è ormai pronto, sono state aggiunte le piste ciclabili richieste dall'Arpa?

11. Sulle "riqualificazioni" di Matola ci sarebbe qualcosa da dire anche sul metodo: in giro per l'Italia nei progetti di riqualificazione di aree urbane i Comuni coinvolgono gli interessati, sollecitando la partecipazione dei cittadini. Nel caso di Piazza d'Armi potrebbero essere i frequentatori, gli anziani, i commercianti, gli stessi ambientalisti. Ovviamente a Chivasso non se ne parla nemmeno. Un bel giorno ci si trova le ruspe al lavoro e tanti saluti alla partecipazione. Matola non si dovrà stupire se si ritroverà improvvisamente dei comitati spontanei che hanno qualche cosa da ridire sulle sue "opere".

Lettera collettiva del

Comitato Anziani Rimasti Senza Ombra (CARSO) di Chivasso.


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