Alla sinistra di alternativa serve un piano B...

I recenti scandali che hanno coinvolto personalmente il Presidente del Consiglio segnano un ulteriore deterioramento del quadro politico. Il Governo Berlusconi, già minato nella sua credibilità dalla rottura politica con Fini (co-fondatore del Pdl), dai precedenti scandali e dalla incapacità di attivare misure contro la crisi economica, è entrato in una crisi difficilmente risolvibile. Basta leggere gli editoriali del Corriere della Sera, le dichiarazioni della Presidente di Confindustria, i discorsi recenti del Papa, per capire che coloro i quali lo hanno sostenuto, anche nei passaggi più controversi, oggi vogliono scaricarlo. Non è detto che la crisi di governo ci sarà sicuramente. I finiani sono divisi. L’opposizione parlamentare non brilla. In questi mesi poteva sfruttare le difficoltà del Governo e prefigurare una alternativa, ma non lo ha fatto. La responsabilità principale è del Pd che, su nessuna questione di rilievo, è riuscito ad esprimere una posizione univoca. Tuttavia la crisi è molto probabile. Il punto su cui vogliamo riflettere è quale scenario si potrebbe aprire in caso di crisi di governo. Ovviamente nessuno ha la sfera di cristallo, ma mi sembra che a sinistra, in particolare per quanto riguarda SeL e la FdS, si sia sottovalutata la possibilità che ad una crisi del governo Berlusconi non corrisponda il ricorso ad elezioni anticipate. Ci sono sicuramente molti elementi che renderebbero difficile questo scenario, a partire dalla opposizione di Berlusconi e Bossi (anche se Tremonti dietro le quinte tace). Ma ce ne sono altrettanti, se non di più, che vanno nella direzione della prosecuzione della legislatura. Non è un mistero che il Presidente della Repubblica non voglia le elezioni, così come non le vuole la Confindustria. Si respira la stessa aria del 1992- 1993. Non a caso, oggi come allora, rispuntano gli editoriali di Mario Monti (a giorni arriverà quello di Padoa Schioppa), del governatore della Banca d’Italia. Tutti con un tratto comune: la crisi è grave, la politica faccia un passo indietro...
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