CHIVASSO - A seguito di notizie stampa, abbiamo appreso che L’Amministrazione di Chivasso è stata sollecitata a sporgere querela nei confronti del settimanale la Voce, per aver scritto quanto i giornalisti medesimi e numerosi testimoni hanno visto con i loro occhi.
I fatti riguardano il fermo con relative botte per un posteggiatore abusivo. Non potendo smentire i metodi eccessivi utilizzati si è giustificato il fatto con presunte modalità standard nell’esecuzione di un fermo. In relazione a questi metodi il nostro partito ha chiesto alcune delucidazioni al Sindaco di Chivasso, ad esempio se l’operazione fosse stata pianificata, che formazione ricevono gli agenti relativamente a operazioni di polizia e di ordine pubblico, o se l’accaduto sia stato un fatto imprevisto e imprevedibile.
A noi risulta che gli agenti avevano informazioni relative a tre abusivi, stazionanti nei pressi di Piazza D’armi. Ora è evidente che, al di là di eventuali abusi compiuti dagli agenti, che indubbiamente hanno forzato la mano nell’esecuzione del loro compito, mandare due vigili a contrastare tre persone che possono essere reattivi o violenti, non è un buon modo di gestire l’ordine pubblico. Ma dal comune non è arrivata nessuna risposta, nessun comunicato, niente.
Forse il fatto di non avere un capo del servizio (cosa di precisa responsabilità del sindaco) ha impedito che la situazione fosse gestita con il rispetto della sicurezza dei vigili, costringendoli ad agire in una situazione di eccessivo stress, manifestatosi poi con atti (pistole puntate alla testa di una persona inerme e stesa a terra, modi maneschi e inspiegabili, ad un osservatore esterno) dovuti però ad una cattiva gestione della situazione da parte di chi ha l’obbligo di far lavorare le persone in condizioni di sicurezza.
Invece arrivano notizie che chi ha fatto, e bene, il proprio lavoro, ossia i giornalisti siano a rischio di querela, mentre i responsabili dell’accaduto sono tranquilli e sereni, all’interno di Palazzo Santa Chiara.
Francamente ci saremmo aspettati una seria riflessione sull’organizzazione dell’Ufficio, e la presa d’atto che sia necessario dotare L’ufficio della Polizia Municipale di un comandante che ne assuma le responsabilità con competenza, professionalità ed esperienza, cose che la Dott.ssa Scuncio, nonostante la buona volontà non possiede, non avendo, nel suo curriculum, esperienze di gestione di servizi di Polizia Municipale.
Di fronte a questo non possiamo non manifestare la nostra solidarietà al giornale e sperare che le voci sentite siano frutto di incomprensioni. Sottolineiamo anche quanto sia necessario che la gestione dell’ordine pubblico sia gestita con estrema attenzione e con la massima competenza, evitando di scaricare sul personale operativo l’incapacità o la poca sensibilità del Sindaco su una questione in cui spesso si rischia la vita, sia come operatori che come cittadini, come i tragici fatti di Stefano Cucchi dimostrano.
Dopo, quando c’è una vittima, è sempre troppo tardi.
Dopo, quando c’è una vittima, è sempre troppo tardi.
Massimo Zesi
Federazione della Sinistra, Chivasso.
Domenico Cena – Circolo “Legambiente” di Chivasso
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CHIVASSO - Sul numero di lunedì 25 ottobre del settimanale "La Voce del Canavese" è comparso un articolo nel quale si riferisce che alcuni vigili urbani avrebbero con lettera protocollata chiesto al sindaco di denunciare il suo giornale per quanto scritto circa l’episodio del ragazzo di colore fermato sotto i portici del centro il 4 settembre scorso.
Noi non possiamo sapere nulla di quanto riferito dall’articolo. Ciò premesso, osserviamo che si moltiplicano gli attacchi alla libertà di stampa e di manifestazione del pensiero. Gli attacchi colpiscono giornalisti e operatori della carta stampata, delle televisioni, delle radio, dei blog e della “rete” in generale. Essi assumono forme diverse: dai progetti di legge (come quella definita “legge bavaglio”), alle dichiarazioni minacciose dei politici, alle querele per diffamazione, alle richieste di risarcimento danni in sede di giustizia civile.
Con questa lettera esprimiamo la nostra preoccupazione. La esprimiamo come cittadini che ritengono la libera informazione un caposaldo della democrazia e un diritto costituzionalmente garantito. Ma anche come militanti ambientalisti che si adoperano – nei limiti delle proprie capacità - per difendere l’ambiente e per conseguenza la salute dei cittadini. Soltanto se la stampa e gli altri mezzi di comunicazione restano liberi, le nostre associazioni potranno continuare a comunicare con l’opinione pubblica e contribuire a una migliore conoscenza di quegli interventi, pubblici e privati, che a nostro avviso devastano l’ambiente in cui viviamo e mettono a repentaglio la salute di tutti.
Cordiali saluti e buon lavoro.
Domenico Cena – Circolo “Legambiente” di Chivasso
Piero Meaglia – Pro Natura Torino.

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