| Segnalazioni musicali di Settembre. a cura di ALEX BIANCHI. WILCO Wilco (The Album) Se il mondo fosse un posto più giusto, i Wilco sarebbero una delle band più amate del pianeta e "You and I", dolcissima ballata cantata da Jeff Tweedy in duetto con la canadese Feist, diventerebbe ospite fissa di qualsiasi compilation dedicata ai cuori infranti. Ma il mondo è quello che è, ed i Wilco sono "solo" un gruppo coccolatissimo dalla critica, che si gode un seguito di fans che li adorano ma che non ha mai raggiunto il consenso vero, quello da milioni di copie. Da parte loro hanno fatto il possibile per sfuggire a qualsiasi scorciatoia verso il successo facile. Nati dallo scioglimento degli Uncle Tutelo, hanno presto abbandonato il trono di eroi dell' "alt-country" per spiazzare tutti con due lavori ("Yankee Hotel Foxtrot" ed il successivo "A ghost is born") nei quali la melodia accattivante (che la penna di Tweedy è in grado di sfornare con grande naturalezza) ha lasciato il posto a sperimentazioni che ne hanno rallentato l'ascesa al trono del pop-rock mondiale, pur incrementando a dismisura la loro credibilità di musicisti incapaci di compromessi. Da un paio d'album a questa parte, la quadratura del cerchio. Soprattutto in questo omonimo "The Album", la scrittura, semplice e lineare come non mai, si concilia con un indomito spirito di ricerca. Brutta notizia per gli oltranzisti dell'indie-rock, in perenne polemica con gli amanti dell'ascolto facile. I Wilco sono tornati, e non avete più un motivo per azzuffarvi. (AB) NOUVELLE VAGUE "3" L'idea è semplice quanto geniale: perchè non ridare nuova vita ai classici del punk e della new wave, rivestendoli di arrangiamenti lounge-bossanova così piacevoli da ascoltare in spiaggia o sorseggiando un cocktail? Da questa trovata sono nati i Nouvelle Vague capitanati dal francese Marc Collin, abile scopritore di talenti vocali femminili (il primo album dei Nouvelle Vague è stato il trampolino di lancio di Camille, oggi una superstar del pop francese) in grado di rivestire di sapori completamente nuovi brani indelebilmente incisi nel cuore di chi ha amato l'ondata generata dal punk. In questo terzo capitolo del progetto Collin gioca ancora più sfacciatamente la carta della nostalgia, convocando a ricantare i loro brani alcune icone del periodo new wave, Martin Gore e Ian Mc Culloch su tutti. Guarda caso, i brani impreziositi dalla loro presenza ("Master and Servant" dei Depeche Mode e la bellissima "All my Colors"degli Echo and The Bunnymen) risaltano come gli episodi meglio riusciti di una raccolta che in altri momenti rischia la sensazione che il giochino stia un po' mostrando la corda. Non tutte le cantanti convocate si chiamano Camille, non tutti i brani scelti furono episodi indimenticabili nella produzione dell' epoca. Ma si sa, è praticamente impossibile che oggi un' idea vincente non venga spremuta fino all'osso, a colpi di volume 2, 3, 4, fino a svuotarne lo spirito iniziale. Il fiuto di Collin lo sta già indirizzando in altre direzioni. Recente, ad esempio la pubblicazione a suo nome del progetto "Hollywood Mon Amour" .Di cosa si tratta? Cover acustiche di famosissimi temi da film degli anni 80, affidate ad oscure cantanti francesi. Il lupo perde il pelo? (AB) |
Segnalazioni musicali di Settembre. a cura di ALEX BIANCHI.
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