Una lettera-aperta a "La Nuova Periferia"...

Caro Direttore,

mercoledì scorso il Suo giornale ha dato notizia dell’arresto di Damiano Piccione e di altri che avrebbero partecipato alla manifestazione torinese del 19 maggio contro il G8 University Summit.

Non entriamo nel merito dei fatti: non ne conosciamo lo svolgimento, non sappiamo quale sia stato il comportamento dei manifestanti, né quello delle forze dell’ordine, e nemmeno se Piccione fosse presente.
Vogliano soltanto richiamare la Sua attenzione sul modo con cui il giornale ha trattato l’argomento.

In primo luogo, è stata riportata soltanto una delle versioni dei fatti, supponiamo quella della magistratura e delle forze dell’ordine. Può darsi che sia esatta: tuttavia riteniamo che il giornale dovrebbe riferire anche quella dei manifestanti. Non dovrebbe essere difficile: l’articolista (stg) scrive infatti che l‘arrestato è conosciuto nella nostra zona. Il quotidiano «La Repubblica» ha riportato entrambe le versioni. Dopo avere riferito le affermazioni del Procuratore Caselli, il giorno seguente ha pubblicato l’intervista ad uno studente agli arresti domiciliari.

In secondo luogo, l’articolista scrive come se i fatti fossero già stati accertati: i manifestanti hanno «violentemente aggredito (con lancio di oggetti, grossi petardi, estintori, sassi, martelli in ferro) i cordoni di polizia appositamente dispiegati a protezione del Castello del Valentino». Egli sembra avere ferree certezze e nessun dubbio sulla dinamica degli eventi. Prima di sbattere il mostro in prima pagina, la presunzione di innocenza non avrebbe richiesto un po’ di prudenza? Non scherziamo con la vita delle persone.

Cordiali saluti

Piero Meaglia e Frediano Dutto.


8 commenti:

Anonimo ha detto...

La Periferia non l'ha pubblicata. Un sentito ringraziamento.
piero

Anonimo ha detto...

Un giurista che abbiamo interpellato ci ha detto che la lettera alla Periferia va bene, ma che avremmo dovuto aggiungere "decoro", cioè scrivere: "Non si scherza con la vita e il decoro delle persone". Detto alla buona, credo che voglia riferirsi alla "considerazione", all'"opinione", che si ha di una persona. L'articolo della Periferia risultava una corripondenza da Mazzè: un buon modo per screditate Piccione presso i residenti che probabimente sanno poco o niente di lui, e che ora lo immagineranno come un "facinoroso", per dirla con il nostro Papi. Piccione è citato con nome e cognome: l'articolista invece ha usato una sigla. Un vero gentiluomo!
sempre piero

A.S. ha detto...

Non è la prima volta che questo "giornale" da prova di superficialità negli articoli che pubblica.
A.S.

Anonimo ha detto...

ma se la periferia ti fa così schifo, perchè è una settima che implori perché la lettera ti sia pubblicata?

Anonimo ha detto...

E perché tu non riesci a caprire una cosa così semplice? Cosa dobbiamo fare per spiegartelo?

Anonimo ha detto...

Leggo ora il post anonimo: "ma se la periferia ti fa così schifo, perchè è una settima che implori perché la lettera ti sia pubblicata?". Non so chi scrive, e non so a chi. Ma poiché effettivamente da una settimana chiedo (umilmente) che la lettera di Dutto e mia venga pubblicata, rispondo. A Chivasso esistono due settimanali locali: insieme detengono il monopolio di fatto della informazione su carta. Se un gruppo di cittadini vuole comunicare con il resto della cittadinanza deve passare di lì: deve rivolgersi ad uno dei due periodici, oppure ad entrambi, e sperare che la propria lettera, documento, dichiarazione, venga pubblicata. Penso che i giornalisti che dirigono i due periodici siano perfettamente consapevoli della condizione di monopolio (o duopolio) che detengono nel settore dell'informazione. Se non riesci a far pubblicare una lettera da uno dei due settimanali, ti restano altre due strade: andare in piazza al mercato a a parlare con chi passa, e far girare le tue opinioni attraverso la posta elettronica. Ma sono due modi di comunicare molto meno potenti dei due settimanali: è da La Perfieria e da La Voce che la maggioranza dei chivassesi trae le informazioni che riguardano Chivasso e zona. Sono questi due settimanali che contribuiscono a formare l'"opinione pubblica". Il loro è un ruolo molto importante, e un potere molto grande. E troppo chiedere che sentano la responsabilità che deriva da questo potere e si comportino di conseguenza con un minimo di prudenza? Nel caso dell'arrestato "conosciuto nella zona" l'articolista (che non conosco perché si firma con una sigla, mentre io e Dutto ci firmiamo) che ha dato notiza dell'arresto si è comportato come un elefante in un negozio di cristalli. E' troppo chiedergli che si renda conto che ha a che fare con la vita di una persona? Che sta scrivendo di "persone", non di un tombino rotto o di un marciapiede da riparare? Di persone che hanno una famiglia, dei genitori, dei parenti, i quali trovano improvvisamente il proprio congiunto sbattuto in "prima pagina"? Che scrivere dando per certi fatti non ancora accertati significa trattare con superficialità e leggerezza questioni un tantino serie? Che così facendo si discredita una persona - innocente fino a prova contraria - senza nemmeno avergli chiesto la sua versione dei fatti?
piero meaglia

Anonimo ha detto...

beh, diciamo che se scendi in strada con il passamontagna e un sanipetrino puoi mettere in conto di finire in prima pagina.....

Anonimo ha detto...

il commento precedente è da intendersi generico, non legato a una persona in particolare