Quando sento o leggo che un militare (italiano) è stato ucciso o ferito in qualche paese straniero mi chiedo: cosa ci fanno i nostri giovani militari in quei paesi dove il rischio e' molto alto? Quali interessi ha l'Italia in paesi così lontani e così diversi nella cultura e religione? Qualcuno ha il coraggio di dire che la nostra è una "forza di pace" anche se viene bersagliata e attaccata dai soliti "ribelli" (o partigiani?) locali. Non so fino a che punto ha senso una situazione del genere. Fino a che punto i nostri ragazzi si faranno sparare addosso e moriranno lontano dalle loro famiglie. Le missioni di pace possono diventare delle trappole e i politici sono i diretti responsabili di una politica estera che ha come soluzione la morte o il ferimento di troppe persone. Lasciamo che ogni popolo trovi la propria strada e il proprio futuro.
Marbert.
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