Il libro del mese: Settembre 2009...



"BIANCA LA ROSSA"
di Bianca Guidetti Serra con Santina Mobiglia.
Einaudi editore; pp.268; euro 17,50.

Recensione a cura di SIMONE CAPULA.

L’autrice del libro “Bianca la Rossa” (il titolo è forse l’unica cosa stonata del libro, forse questo titolo segue un po’ troppo le esigenze del marketing), Bianca Guidetti Serra che ha compiuto novant’anni il 19 agosto scorso, quindi permettetemi di farle gli auguri, anche se un po' in ritardo.

L’autrice è stata innanzitutto un battagliero avvocato penalista, ha svolto questa professione dal 1947 al 2001, inoltre è stata parlamentare nella decima legislatura (1987-91) e per vari anni consigliere comunale a Torino.

E’ stata militante comunista dal 1943 fino alla fuoriuscita dal partito nel 1956 a seguito dei fatti di Ungheria, da questo punto in poi ha proseguito il suo impegno sociale attraverso la professione di avvocato penalista, attraverso le battaglie giudiziarie in difesa dei diritti dei lavoratori, delle donne e della tutela dell’infanzia.

Nei 18 capitoli del libro scorre gran parte della storia d’Italia novecentesca, dalla Resistenza (condivisa con Primo Levi, Ada Gobetti e alle donne dei “Gruppi di difesa”), al 68 sino alle Brigate Rosse, poi i processi contro le “fabbriche della morte” (dall’Ipca di Ciriè all’Eternit di Casale Monferrato), a difesa dell’ambiente e della salute.

Le cose che più colpiscono in quest'autobiografia sono lo spirito di compartecipazione qualsiasi sia il terreno dell’impegno come avvocato, e i punti dove si ricordano le profonde amicizie con Primo Levi e con Ada Gobetti, ma anche il fatto che l’autrice ha lasciato da parte “ la sfera più intima e privata, pur ricca di ricordi intensi, che ha un significato solo per me e le persone coinvolte. Ho raccolto queste memorie autobiografiche per testimoniare delle esperienze, consegnandole a un bilancio al di là del loro tempo, e per ricordare molte persone, spesso semplici e non assurte alla notorietà, ma di grandi meriti e qualità umana, di cui vorrei si conservasse una traccia nella nostra storia comune”.

Mi auguro che queste poche righe invoglino alla lettura di questo, a mio modesto avviso, libro molto importante. Permettetemi di finire questa “recensione”citando ancora Bianca Guidetti Serra: “Mi è piaciuto il fare, e ho fatto quel che ho potuto, cercando sempre di essere me stessa. Nel mio operare ho anteposto i fatti concreti ai discorsi, la moralità delle persone alle idee. Non voglio dire che le idee e le parole non contino, ma sono più volatili, possono essere piegate a fini diversi. Nel mestiere e nella militanza ho cercato di far valere, contro la legge del più forte, i diritti dei più deboli,non mi sono mai sentita antagonista per principio;quando mi sono battuta contro qualcuno era per difendere qualcun altro”.

“Penso che il nostro tempo abbia maturato le premesse di una società democratica, ma non so se abbiamo saputo valorizzare e interiorizzare compiutamente i principi che ne sono alla base, e le conseguenti responsabilità. Ciò che infine mi chiedo è se abbiamo costruito argini sufficienti a garantire quei diritti che rendono il mondo più vivibile. Forse ogni generazione deve fare le sue esperienze, mettersi alla prova nel suo tempo, oggi attraversato da enormi e convulsi cambiamenti, e mi piacerebbe capire cosa ci attende nel futuro. Vedo i mali del presente senza nostalgie per il passato”.




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