PER UNA BUONA URBANISTICA

Mi permetto di fare con voi una piccola riflessione, e poi ritorno a fare il semplice lettore di mail perchè confesso una manifesta ignoranza e poca competenza sulla vicenda del parco del Mauriziano, che invece riconosco agli interlocutori di queste mail. Prendendo spunto dalla questione del Mauriziano, vorrei fare una considerazione di tipo più generale. Questa decisione (del Mauriziano) è frutto di una elaborazione delle amministrazioni che si sono avvicendate nel tempo. Non voglio trarne conclusioni che tutti hanno sempre sulla bocca, su possibili inciuci ed intrallazzi, nessuno ha la patente di verginità e mi sembra di poter dire che con il cambiare delle amministrazioni i codazzi di "personaggi in cerca di autore" nei corridoi di palazzo Santa Chiara ci sono sempre stati. Non voglio tornare su chi abbia maggiore o minore resposabilità su scelte di tipo tecnico perchè lo fate voi molto meglio di me, però vorrei soffermarmi su di un aspetto che secondo me accomuna le varie amministrazioni nel tempo e che purtroppo e promotrice di politiche ambientali dissennate. Sempre di più i comuni devono tendere a far cassa svendendo territorio, e non basta, infatti gli oneri di urbanizzazione per ogni metro quadrato di una abitazione civile vengono moltiplicati per cinque, sei, sette volte (piani) per massimizzare l'introito nelle casse comunali sempre più esangui. Bisogna rompere questo meccanismo perverso, ma non può essere fatto semplicemente da un assessorato all'urbanistica o da un sindaco. Secondo me occorre un progetto condiviso tra amministrazione locale, proprietari, operatori del settore immobiliare, associazioni di tutela alla locazione e cosa importantissima pure le amministrazioni vicine ecc. Occorre riscrivere "insieme" una visione del territorio dove ci sia spazio per ridare dignità al territorio, all'urbanistica, ai terreni agricoli, dove si possa concordare una poltica degli affitti, che garantisca la sostenibilità dei canoni e nel contempo incoraggi i proprietari ad affittare alloggi che da troppo tempo sono chiusi. Bisogna anche riprendere la politica che tentò anni fa Terenzio Ferraris di recupero dell'esistente a discapito delle nuove edificazioni. Nelle frazioni stanno spuntando quà e la villette a schiera che hanno ben poco a che fare con quei luoghi. Meglio recuperare le vecchie travate le vecchie stalle e i fienili. Proviamo a pensare ad una sorta di meccanismo virtuoso, che permetta una nuova edificazione civile vincolando la stessa, ad una cessione a favore dell'amministrazione comunale di una porzione di terreno a verde pubblico o a piste ciclabili (ad es. pari a venti volte?). Vuoi fare una nuova palazzina da 400 metri quadri? Devi regalare ai cittadini 8000 metri quadrati di verde o di opere socialmente rilevanti. Lo so può sembrare ambizioso, ma si parla del territorio dove noi tutti viviamo e lavoriamo, di conseguenza dobbiamo fare al meglio tutte e due le cose. Infine penso che si possa fare solo se si sottoscrive un patto tra chi amministra ora e chi potrà farlo domani. Questo progetto non può essere legato a cinque anni di mandato, deve avere un respiro maggiore che abbia una valenza "generazionale" e non "elettorale". C'è bisogno di Politica Alta. Vi pare troppo?
Grazie Fabrizio Debernardi

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