Da quale parte arriva l'eversione...

Silvio Berlusconi – riferiscono i mezzi di comunicazione - lancia un allarme: «Contro di me c’è un progetto eversivo…Volevano far decadere un Presidente del Consiglio eletto dagli italiani per mettere un’altra persona non eletta dagli italiani: se questa non è eversione ditemi che cos’è» («La Stampa», domenica 14 giugno 2009, p. 1 e p. 8). Bene. Nell’aprile del 1993 diventa Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi. Non era stato eletto dal popolo, non era nemmeno un membro del Parlamento. Era il Governatore della Banca d’Italia. Non mi risulta che la Corte costituzionale abbia dichiarato «una eversione» quell’avvenimento. Sono solo un perito industriale, ma leggo la Costituzione, all’art. 92, comma 2: «Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri». Non c’è scritto che il presidente del consiglio debba obbligatoriamente venire scelto tra gli eletti dal popolo, ad esempio, tra i membri del Parlamento. Il che spiega il fatto che in un sistema parlamentare possano esistere governi, definiti «tecnici» o in altri modi, a capo dei quali vi è una persona che non è stata eletta dal popolo. La nostra Costituzione prevede soltanto che, per essere legittimo, il governo debba «avere la fiducia delle Camere» (art. 94, coma 1). Il governo Ciampi la ottenne, e Ciampi fu presidente del Consiglio del tutto legittimamente. Questo è ciò che avviene in un sistema parlamentare. Esiste un sistema nel quale il capo del governo (o, se si vuole, dell’esecutivo) deve essere eletto dal popolo. E’ il sistema presidenziale. Se è questo che Berlusconi vuole, lo dica apertamente. Se poi vogliamo parlare di «eversione» - premesso che bisognerebbe definire bene che cosa si intende con la parola – allora forse dovremmo pensare al tentativo di indebolire i poteri costituzionali (ad esempio la magistratura, e lo stesso parlamento) e quelli sociali (come la stampa e i blog) che servono a contrastare gli eventuali abusi del potere commessi dall’esecutivo e dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene.

Primo Carnera.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Intercettazioni: Libera - Art. 21, si uccide libertà di stampa*
Fonte: *Ansa*
del: * 11 giugno 2009 *
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Il disegno di legge sulle intercettazioni, "blindato da Berlusconi con un voto di fiducia che ha ferito l'autonomia del Parlamento e ogni possibilità di confronto democratico, uccide la libertà di stampa e i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione". E' il giudizio delle associazioni Articolo 21 e Libera, che in una nota "respingono questo gravissimo atto di sopraffazione, che minaccia di porre definitivamente il bavaglio ai giornalisti, colpendo insieme la giustizia penale e minacciando gli editori". Articolo 21 e Libera "chiedono che al Senato possa svolgersi un serio confronto fra tutte le forze politiche per portare alla legge le necessarie correzioni" e "fin d'ora si preparano a costituire un comitato in difesa della libertà di stampa, con la partecipazione di associazioni della società civile, giornalisti, editori, avvocati e giuristi. Il comitato - annunciano - assumerà le conseguenti iniziative in ogni sede italiana ed europea, a partire dalla Corte Costituzionale, e garantirà forme di assistenza agli atti di disobbedienza civile che dovessero rendersi necessari da parte di cronisti, redazioni e comunicatori in rete".
Fabri