Less Than Zero

Recentemente mi è ricapitato fra le mani un libro che un amico mi ha regalato poco prima del mio primo viaggio a Los Angeles, nell’ottobre del 2004. E’ un libro del 1985 di Bret Easton Ellis, Less Than Zero. Il mio amico sapeva che avrei trascorso l’anno accademico a UCLA (lui mi avrebbe raggiunto qualche mese dopo) e che avrei cercato una casa nei pressi del campus, a Westwood (in effetti, abbiamo poi condiviso la stanza in Veteran Avenue per qualche mese, fino a quando lui non è tornato in Italia). Alcune delle vicende raccontate nel libro si svolgono proprio a Westwood, dove ho vissuto per quasi un anno. Sarei insincero se dicessi che ho assistito a scene analoghe a quelle descritte nel libro. Certamente però ho avuto l’impressione che Less Than Zero catturasse qualcosa della vita di quel quartiere e dei sentimenti e delle abitudini dei giovanissimi che lo abitano. Il libro racconta di Clay, un giovane diciottenne di Los Angeles che torna dal costoso college che frequenta sulla East Coast per trascorrere le vacanze natalizie in California. Quelle poche settimane che Clay trascorre a Los Angeles si svolgono nella noia e nell’apatia più completa, a cui lui e i suoi amici provano a porre rimedio organizzando feste sfrenate e trasgressive, a base di sesso e cocaina. Per il resto della giornata vagano senza un motivo e senza una meta per le strade di Los Angeles a bordo delle loro costosissime macchine, spostandosi dalla piscina della casa di un amico alla jacuzzi della casa di un altro amico. L’apice del degrado umano lo raggiungono in una delle scene finali. Clay si reca a casa di un amico in Wilshire Boulevard. In camera da letto trova una dodicenne stordita e sdraiata nuda sul letto. Un amico di Clay le si avvicina e le infila una siringa nel braccio, dopodiché si toglie camicia e jeans e abusa di lei. Clay ha un moto d’indignazione, non sopporta la scena ed esce dalla stanza seguito da un suo amico, Rip, a cui domanda del perché di quello che stava accadendo. L’amico sembra non capire neppure la domanda e quando Clay gli confessa di non trovarlo giusto Rip risponde: «E cos’è giusto? Se si vuole una cosa, è giusto prendersela. Se si vuole fare una cosa, è giusto farla». Clay disapprova il comportamento e l’atteggiamento dell’amico. Gli chiede: «Oh, merda, Rip, che cosa ti manca?» e lui risponde: « È che non ho niente da perdere».
Il libro, che ebbe un enorme successo di pubblico e di critica e proiettò Ellis sulla scena letteraria internazionale, è soprattutto una feroce critica al reaganismo, alla società degli anni ottanta, di cui Ellis descriveva la miseria umana ed esistenziale. Quella società, umanamente povera ed arida, è una delle cose che gli Stati Uniti stanno esportando un po’ dappertutto, certamente molto più della democrazia. La Los Angeles e Westwood che ho visto e conosciuto non sono così degradate, dal punto di vista umano ed esistenziale. Ellis però è più vicino al vero di quanto non si creda. Corrisponde al vero che moltissimi dei giovani di Los Angeles al di sotto dei vent’anni con molti soldi hanno tutto e non desiderano più niente. È certamente vero l’impoverimento umano e sociale di quella società. Dopodiché Los Angeles resta, almeno per me, una città affascinante da vivere. Los Angeles è anche molto altro, non è solo quell’atmosfera deprimente e fatua descritta nel libro di Ellis. Tuttavia, i fanatici ammiratori dell’America e del sogno americano dovrebbero riflettere di più su quel che alcuni americani scrivono del loro paese. Capirebbero un po’ di più di quel paese e del perché qualcuno si ostina a non volergli assomigliare.

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