L' Egitto era faraonico...e Chivasso anche

A proposito della Mostra Egitto Magico. Non intervengo sulla qualità: non l'ho vista e non sono competente. Voglio invece toccare in generale la questione dei costi della politica culturale dell'amministrazione comunale, cioè dell'assessore Germani.

1. L'ingresso era gratis, ma la mostra è stata realizzata con fondi del Comune e della Regione, come quasi tutte le iniziative culturali dell'amministrazione, quindi con denaro pubblico, cioè nostro. Dunque la mostra non era per nulla gratis. La Regione a Chivasso è di manica larga: ma anche la Regione non stampa le banconote in cantina.

2. Per farsi un'idea dei costi complessivi della cultura a Chivasso, la mostra sull'Egitto va moltiplicata per le moltissime iniziative culturali di questa amministrazione. Che sono tante. Teniamo conto che, non essendo le risorse infinite, il denaro speso per la cultura viene sottratte ad altri settori dell'attività del Comune, e bisogna chiedersi fino a che punto questo è ragionevole.

3. Basti pensare che i contributi associativi, cioè elargiti dal Comune alle associazioni che ne fanno richiesta, privilegiano regolarmente la cultura a discapito di altri settori. Nel 2005, ad esempio, su 326.000 euro di contributi associativi, 123.000 sono andati alla cultura, e solo 19.000 al volontariato. Vi sembra una distribuzione ragionevole? Ovviamente i 123.000 euro versati alle associazioni sono solo una parte dei costi complessivi della politica culturale del Comune.

4. C'è modo e modo di fare cultura. A Chivasso si scivola velocemente verso la politica dei grandi "eventi", dell'effimero, della spettacolarizzazione. E verso il gigantismo: nell'ultimo bilancio approvato dal consiglio comunale si prevede una spesa di 2.100.000 euro per il Museo dell'Agricoltura della Mandria, di cui 1.400.000 provenienti dalla Regione, e 700.000 dal Comune, che allo scopo accenderà un mutuo. E si prevede la creazione dell'Ecomuseo del Canale Cavour: la Regione contribuirà con 270.000 euro, e il Comune ne aggiungerà 350.000, con un altro mutuo. Anche i mutui non sono gratis.

5. La politica culturale degli enti locali, anche la migliore, è sempre accompagnata da fenomeni di clientelismo e di favoritismo. L'assessore alla cultura si coltiva una clientela di gruppi e associazioni di fedelissimi "operatori culturali", che con il passare degli anni rimangono sempre gli stessi, e le cui fortune dipendono in parte dai favori dell'amministrazione. Niente di nuovo, ma è bene tenerne conto. E' nata la poco la Fondazione Novecento, detta anche Fondazione Trentamila, dal numero degli euro prontamente ottenuti dalla giunta comunale. E' facile prevedere che ne seguiranno altri.

6. Nel consiglio comunale di giovedì scorso si è discussa una variazione di bilancio, che contempla un nuovo aumento delle spese per la cultura. Di variazione in variazione, la spesa indicata nel bilancio di previsione continua a salire. Nel documento distribuito ai consiglieri comunali, l'aumento appare disseminato in molte voci, la cui definizione talvolta non è chiara. Alle domande puntuali di alcuni consiglieri di minoranza, l'assessore Germani ha risposto con frasi del tipo "in questo momento non ho presente", "dovrei riguardarmi le carte". Ma non è lui che ha deciso quelle spese? Nella seduta precedente Germani ha promesso che la commissione cultura terrà una apposita riunione, nella quale verranno dettagliatamente illustrate l'entità delle spese e la provenienza dei fondi. Le sedute di commissioni sono pubbliche. Speriamo che il sito del Comune comunichi tempestivamente la data: i cittadini potranno conoscere quello che non hanno potuto sapere assistendo al consiglio comunale. Il Comune spenderà 57.000 euro per "comunicazioni istituzionali": e allora cominci a comunicare tutto, anche quello che "non bisogna dire al popolo".

7. E' nato da poco il Circolo del Buon Governo. A giudicare dal nome, dovrebbe esercitare la funzione di piccola Corte dei conti chivassese, e vigilare sulle spese del Comune. Ci aspettiamo che il presidente Emanuel Bava partecipi alla seduta di commissione, e non si lasci sfuggire nemmeno un euro superfluo.

Piero Meaglia.



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Una delle cose più inutili che abbia mai letto: critiche a vuoto, numeri ... Non un'alternativa, non una proposta, nulla.
A leggere questa accozzaglia di parole sembrerebbe che Chivasso dovrebbe buttare nel cesso tutto ciò che fa di culturale e rimpiazzarlo con un bello spazio vuoto dove non fare assolutamente niente per non spendere soldi.
Nemmeno io ho visto la mostra sull'Egitto e forse sarebbe meglio vederle le cose prima di sputare sentenze a vuoto senza, peraltro, proporre nulla di alternativo.

Anonimo ha detto...

Caro Roncarelli,
Lei è troppo pessimista riguardo alla cultura a Chivasso.
Proprio lettere come la Sua dimostrano quanta cultura abbiamo in città, e anche gratis. Perché l’amministrazione comunale dovrebbe spendere tanti soldi per la cultura quando tra noi vi sono già persone geniali che scrivono ai blog lettere di così rara finezza come la Sua? Particolarmente elegante il Suo accenno all’arredamento per bagno.
Cordiali saluti
piero meaglia