Se SETA sprofonda...


CHIVASSO - La vicenda SETA continua a sprofondare con risvolti che sarebbero ridicoli se non fosse che riguardano la vita di molte persone e la gestione di un settore estremamente delicato come quello dei rifiuti.
A nemmeno tre mesi dalla vittoria referendaria che ha ribadito quanto sia radicato nei cittadini il concetto di servizio pubblico, l’azienda viene messa in vendita, grazie alla pessima gestione regalataci da una serie di amministratori incapaci, primo su tutti l’On Esposito che, grazie al fatto di aver portato SETA sull’orlo del fallimento, è stato premiato con un posto in parlamento dal suo partito, il PD. L’azienda paga le scelte imprenditoriali sbagliate, come quella di internalizzare la riscossione della TIA, che ha provocato i primi buchi di bilancio, chiaramente scaricati sui comuni, con la cessione del debito al Consorzio di Bacino 16, almeno fino al 2009. Stiamo parlando di circa 6 milioni di euro, che prima o poi dovranno essere pagati dai comuni, visto che sono loro a coprire le spese del  Consorzio di Bacino. Con il bel risultato di far pagare due volte quei cittadini che hanno regolarmente pagato le tasse, che adesso si ritrovano anche sul gobbo quello che gli altri contribuenti hanno evaso. Ma a questa perla  si aggiunge che, almeno fino allo scorso anno, SETA ha lavorato sottocosto  per molti dei comuni serviti.
Questo aspetto è stato certificato dall’ultimo CdA in carica, che proprio per questo ha richiesto un adeguamento dei costi (circa 3 milioni di euro per il biennio) ai comuni del Bacino 16.
E adesso si è individuata la soluzione che consiste nel vendere il 49% di seta ad un privato e nella ristrutturazione dei servizi con l’abbassamento delle frequenze di raccolta. Un capolavoro, insomma. Con la vendita al privato si vanno a mettere in discussione posti di lavoro, per ora quelli delle aziende e delle cooperative che svolgono alcuni servizi per SETA, e che sono circa 100 lavoratori. Insomma si scarica l’incapacità di gestione sugli ultimi della catena, che vengono di fatto buttati sulla strada, senza nessun ammortizzatore sociale,  visto che questi ultimi difficilmente potranno accedere alla cassa integrazione o alla mobilità.
L’abbassamento delle frequenze di raccolta poi è inutile. Il piano provinciale prevede che entro il 2012 si debba raggiungere il 65% di raccolta differenziata. Ora è evidente che abbassando i passaggi senza aver fatto uno studio che permetta di capire dove e come adattare il servizio alle esigenze dei territori, il risultato sarà un calo della percentuale e quindi ci  troveremo a pagare un ecotassa maggiore dovuta al differenziale tra quanto raccolto e l’obiettivo del 65% richiesto dal piano provinciale. Vero che questo lo pagheranno i cittadini e non SETA,  ma è singolare che invece che aver progettato ampliamenti di servizio per evitare di pagare l’ecotassa, si stia progettando di diminuire i servizi di raccolta.
Tra l’altro tutto questo avviene senza la certezza che ci sia un privato e senza conoscere il piano industriale che questo proporrà. 
Come Federazione della Sinistra riteniamo che tutto questo sia insopportabile e che si debbano trovare altre risposte alla crisi attuale, che coinvolge non solo il Consorzio di Bacino 16  ma che è comune a tutta la provincia di Torino. E’ evidente che la situazione attuale sia il frutto di come l’intero settore sia stato gestito, dai diversi livelli politico-amministrativi. Il continuo rimpallo di competenze tra stato centrale, Regione e Provincia con il balletto dell’ATO e dei Consorzi di Bacino ha di fatto impedito di pianificare i servizi e di investire in impiantistica sulla base di un piano complessivo.
Tutt’ora abbiamo la gestione dei rifiuti in capo al Consorzio di Bacino, che almeno da un anno doveva essere soppresso, e che non ha mai esercitato funzioni di controllo, lasciando a SETA l’intera gestione dei servizi,  con i risultati che vediamo adesso.  Il fallimento è quindi di tutti coloro che dovevano gestire il settore e adesso saranno i cittadini e i lavoratori a pagarne le conseguenze.
Dobbiamo ringraziare coloro che hanno usato le aziende pubbliche come poltronifici di quanto adesso ci troviamo a pagare. Chiediamo quindi che si sospenda il bando di affidamento dei servizi e che si provveda alla definizione di un piano provinciale di gestione dei rifiuti, per trovare delle risposte che preservino il servizio pubblico, tutelino i lavoratori e l’ambiente. Per farlo sarebbe sufficiente che i comuni pagassero i debiti che hanno verso SETA, o direttamente o attraverso il Consorzio di Bacino 16, cosa che sarebbe sufficiente a coprire i debiti attuali.
E poi paghi chi ha causato i debiti. Cominci l'on.Esposito, ad esempio, devolvendo l’immeritato stipendio da parlamentare come inizio di rimborso a chi ha, con la sua incapacità, così duramente danneggiato.
Massimo ZESI e Antonino MARTINO, Federazione della Sinistra - Chivasso.

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