Oggi è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne


La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne  è stata istituita dall'Onu nel 1999 per portare all'attenzione anche dell'opinione pubblica meno attenta un fenomeno che non accenna a diminuire e che solo in Italia riguarda ben 7 milioni di persone.

Secondo l'Istat in Italia una donna su tre ha subito episodi di violenza non solo fisica ma anzi più spesso psicologica e contemporaneamente ben il 96% delle donne violentate non ha mai denunciato l'aggressione e l'aggressore.

Nel complesso si contano ancora 100 Paesi in cui la violenza sulle donne non è punita e dove manca una legislazione che riconosca e punisca questi atti come criminali.

Gli atti di violenza sulla donna vengono perpetrati in ambiti e con modalita' diverse, ma provengono tutti da una forma culturale e hanno tutti il medesimo fine: uccidere (il corpo, l'essere umano, la dignita' personale, la liberta').

Tratta delle donne:
fenomeno criminale
mondiale che segue attentamente i cambiamenti del mercato, le situazioni interne sociali e politiche dei paesi e gli atteggiamenti degli Stati nel combatterlo. L’ Europa è divisa in “paesi fornitori” (Russia, Ucraina,
Romania) e paesi destinatari. Il traffico delle donne è proibito dalla normativa internazionale sui diritti umani, secondo l’articolo 4 della DUDU che afferma: “Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o servitù: la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite in qualsiasi forma”.

Mutilazioni genitali:
la semplice appartenenza a culture
particolari espone la donna a gravissime forme di violazioni delle proprie integrità psico-fisica.
Il fatto che le mutilazioni genitali femminili siano una tradizione culturale non impedisce di affermare che il diritto delle bambine e delle donne all’integrità fisica è un diritto universale.
Pensiamo inoltre alle donne kamikaze: vittime di gravi lutti, sfruttati per fare leva sul loro dolore, plagiate, costrette a immolarsi

Violenze domestiche:
In tutto il mondo la casa è il luogo in cui avvengono le più gravi e pericolose violazioni dei diritti di donne di ogni classe sociale, razza, religione ed età, ad opera degli uomini con i quali trascorrono la loro vita.
Esse avvengono il più delle volte nel silenzio o nella totale indifferenza dei governi, che invece dovrebbero adottare provvedimenti necessari per impedire tali crimini.
Quando la violenza o la discriminazione sono esercitate da persone vicine, familiari, parenti, per la donna che ne è stata vittima le conseguenze risultano ancora più tragiche, in quanto vengono a mancare proprio i riferimenti e il sostegno che dovrebbero aiutarla.
La violenze domestica è un oltraggio all’integrità fisica e psicologica della donna, alla sua libertà di essere tale, di effettuare le proprie scelte.
Questo tipo di violenza è un fenomeno largamente diffuso: l’impunità in cui vengono lasciati i fautori, la permessività e le giustificazioni presenti in alcune culture, consentono loro di continuare ad esercitarla.

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