Comprendiamo la soddisfazione e il senso di liberazione che si provano per il crollo politico di Berlusconi. Tuttavia è una gioia di breve durata se il prossimo governo adotterà e proverà a realizzare il programma economico e sociale contenuto nella lettera della Bce e nei 39 punti che la ripropongono e la precisano.
La verità è che Berlusconi è crollato non sotto la spinta nostra, ma per quella dei “mercati”. Che poi sono quei miliardari in carne ed ossa, capaci in poche ore di muovere ingenti capitali, di far crollare le borse, di svalutare pesantemente i titoli di stato. Berlusconi è sfiduciato dal capitalismo internazionale e dalla borghesia italiana, sono loro che l’hanno fatto cadere e sono loro che presentano il conto. Naturalmente se Berlusconi avesse avuto consenso, se non ci fossero state le nostre lotte e le nostre mobilitazioni, oggi sarebbe ancora in sella, probabilmente anche con quel consenso padronale che sinora l’aveva sostenuto. Ma resta il fatto che se noi abbiamo scosso l’albero, è il grande capitale che pensa di raccogliere la frutta e di portarcela via.
Il governo Monti non sarà un governo tecnico, anche perché nessun governo è mai tale, se non nella cultura politica reazionaria. Il governo Monti sarà un governo democristiano, confindustriale, tecnocratico, legato strettamente alle scelte dei grandi poteri economici europei e internazionali.
Se il movimento americano in questi mesi aveva come slogan “occupiamo Wall Street”, noi rischiamo di essere occupati dalla Bce, e anche da Wall Street. (...)
Giorgio Cremaschi.

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