CHIVASSO - Si è svolta venerdi' sera la terza delle presentazioni librarie promosse dal Centro Otelli della mini-rassegna "Risorse rubate". E' stata la volta di "Svastica Verde. Il lato oscuro del Và pensiero leghista" (editori Riuniti), scritto da Walter Peruzzi e da Gianluca Paciucci. Era presente alla presentazione, moderata da Ermanno Vitale del Centro Otelli, uno degli autori di questo libro senza peli sulla lingua, Gianluca Paciucci, (in foto) redattore del periodico "Guerra & Pace", senza dubbio fra i piu' sensibili e geniali intellettuali italiani, anche se poco conosciuto dal grande pubblico cloroformizzato dai soliti personaggi dei vari salotti televisivi. Paciucci ha raccontato come sia nato questo libro su uno dei principali attori della scena politica nazionale degli ultimi decenni, la Lega nord appunto. Una ricerca nata dall'attenta disamina degli atti, documenti e sopratutto dei discorsi prodotti dall'universo leghista. Un occhio particolare è stato rivolto all'analisi del contesto che ha visto la nascita del progetto politico leghista, in un periodo come quello della metà degli anni '80 ricco di trasformazioni sociali, a seguito del rapido cambiamento del contesto produttivo, con le masiccie delocalizzazioni in divenire, e la creazione artificiosa di un clima per cui l'operaio e l'imprenditore si sentono parte dello stesso contesto sociale. Dalla idealità "di classe" che per decenni accompagno' generazioni di lavoratori in cicli di lotte per l'acquisizione di diritti comuni, ad un senso identitario di stampo corporativo e legato in modo forzoso al contesto territoriale che li ospita, creando la convinzione di una sorta di comunanza di interessi e di identità. Da qui parte lo scivolamento verso derive razziste se non xenofobe che accompagneranno la vita di questo partito negli anni a venire. Paciucci mette giustamente l'accento sugli errori della sinistra che hanno consentito il rapido espandersi del successo di un partito che è riuscito ad influenzare l'immaginario collettivo, a seguito della repentina scomparsa delle ideologie, in particolare negli anni immediatanmente successivi alla caduta del muro di Berlino ed alla frantumazione dell'Unione Sovietica.
In quegli anni la sinistra italiana non seppe rinnovarsi in modo credibile, e, come traumatizzata dagli eventi, non valutò in modo reale le insidie provenienti da un movimento nascente come quello leghista.
Una serata estremamente interessante, in cui si sono sentite analisi e sollecitazioni per un dibattito fuori dagli schemi consolidati della quotidainità politica.
Spartako.

1 commento:
Mi permetto un commento leggero,rispetto ad una serata molto interessante: gustosi gli aneddoti su Bossi che, prima di diventare "senatur", si fingeva medico e per tirare avanti, per ben due volte si è fatto prestare l'auto dal cognato e l'ha venduta.
doc
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