BLOG: Perchè siete contrari al progetto Orco beach portato avanti tenacemente dall'ex assessore della giunta-Matola Scoppettone?
D.CENA: Noi siamo coscienti che sulle rive del torrenteOrco, specialmente d’estate, c’è un problema, come si diceva già nella scheda di presentazione del SIC – ZPS (Sito di Interesse Comunitaio), di “eccessiva presenza antropica, che mette a rischio la stessa sopravvivenza dell’area naturalistica”. Pensiamo, però, che il progetto Orcobeach non migliori la situazione, anzi la peggiori, richiamando altra gente ed offrendo una sistemazione confortevole solo ai fortunati che possono pagarsela, gli altri staranno come prima o peggio.
BLOG: A che punto è l'iter amministrativo dell'opera?
D.CENA: L’iter amministrativo dell’opera è praticamente concluso, poiché il PEC ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, l’ultima quella dell’AIPO, rinnovata lo scorso maggio. Quello che noi abbiamo messo in luce nel nostro esposto è che potrebbero esserci delle irregolarità o inadempienze, ad esempio rispetto alla stessa normativa dell’AIPO o a quella del piano regolatore di Chivasso. Perciò abbiamo chiesto alla magistratura di verificare se sia tutto a norma.
BLOG: Che cosa vi aspettate dalla nuova giunta del sindaco De Mori?
D.CENA:dalla nuova giunta chivassese di centrosinistra ci aspetteremmo che, dopo che si sarà pronunciata la magistratura, convochi un tavolo con tutti i soggetti interessati, in primo luogo i cittadini di Chivasso che devono riappropriarsi del loro territorio, per trovare insieme le soluzioni migliori al problema del sovraffollamento e per la tutela dell’area naturalistica. Nell’interesse di tutti, naturalmente e non solo di qualcuno.
BLOG: Come intendete fare fronte per pagare le ingenti spese legali e amministrative legate agli esposti ed ai ricorsi al TAR che avete sostenuto in questi mesi?
D.CENA: In realtà, l’esposto sulla questione Orco beach non ci è costato nulla, o quasi. Questo perché, contrariamente al ricorso, che deve avere un suo iter legale, con tanto di avvocati e di sentenze dei tribunali, l’esposto è soltanto una segnalazione di presunte irregolarità, che la magistratura può verificare. Il ricorso è stato fatto al TAR per il PPE Mauriziano ed ha avuto dei costi ingenti, cui si dovranno aggiungere ulteriori spese per i nuovi ricorsi al TAR contro la Regione e al Consiglio di Stato. Per far fronte a queste spese non abbiamo altri mezzi che affidarci alla fantasia per coinvolgere più persone possibile, con collette, cene di beneficenza, o anche lotterie e simili. Il fatto è che fin ora abbiamo avuto poco tempo per pensarci, perché ogni giorno si presenta un nuovo problema ambientale da seguire...

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