Quel paradosso della inutile "lunetta"...

CHIVASSO/ITALIA - Il paradosso della "lunetta" che promette di guadagnare una manciata di minuti - mentre si perdono ore per l'arretratezza spaventosa di questa linea e si perderebbero migliaia di viaggiatori saltando la stazione di Chivasso - è evidente, ma la mostruosità di questo costoso intervento non si ferma se la concezione delle ferrovie che interessano il nodo ferroviario di Chivasso resta quella di un relitto da tenere in piedi con qualche palliativo, tanto per avere un mezzo di trasporto di ripiego per chi non può o si si ostina a non voler usare l'auto. Il problema quindi non è se si vuole o meno la lunetta ma quale strategia si vuole mettere in campo perché le linee per Torino, per Milano, per Aosta, per Alessandria e per Asti offrano attraverso il potenziamento del nodo ferroviario di Chivasso un interscambio integrato di collegamenti veloci e frequenti: non solo per gli attuali rassegnati pendolari ma anche per la maggioranza che usa l'auto. Da anni a Chivasso in diversi convegni di Legambiente si presenta un progetto in proposito: utilizzare la TAV (oggi quasi deserta) per collegamenti interregionali con una stazione di interscambio a Chivasso, usare la linea storica per portare a Chivasso (e far proseguire alternativamente per Ivrea, Santhià e Casale) tutte le linee del servizio metropolitano anziché fermarle a Torino Stura con transiti e fermate frequenti nella conurbazione Settimo-Brandizzo-Chivasso. Sarebbe ora di smettere di considerare avveniristico o libro dei sogni questo progetto e provare a ragionarci sopra concretamente, invece di illudere la gente con promesse puntualmente tradite (come il fatto che la TAV e il Passante di Torino avrebbero permesso treni metropolitani Chivasso-Torino ogni 15 minuti e migliorato in genere tutte le relazioni da Chivasso).
Cieffe.

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