Cronaca di un tranquillo weekend in montagna...

Venerdì 22 luglio sono partito con Luca per Chiomonte (VALSUSA) con l'entusiasmo di tornare dove ero già stato il 3 luglio, alla grande manifestazione NO-TAV.Passati i primi paesi dopo Rivoli il viaggio diventa sempre più eccitante nel vedere bandiere sul lampioni della luce, dalle finestre e dai balconi e più avanti una enorme scritta sul fianco della montagna con la dicitura "NO-TAV" "NO MAFIA": 
Siamo diretti al campeggio NO-TAV di Chiomonte per l'accerchiamento serale alla centrale ed io per rimanere altri due giorni per vivere una realtà che conosco solo dal di fuori. E voglio incontrare persone, assistere alle assemblee per capire e imparare di più da questa resistenza della valle. Sale anche in me la preoccupazione di entrare in un luogo dove presumo che l'ingresso di estranei possa essere controllato per una questione di sicurezza. Per cui spero di incontrare qualcuno che conosco.
Arrivati al campeggio Luca incontra subito un conoscente.Il ghiaccio è rotto. Montiamo la tenda e ci dirigiamo verso le cucine ,dove c'è gia una coda di persone incolonnate. Ci danno un piatto di pasta e ci dirigiamo verso i tendoni dove c'è una lunga tavolata. Finito la cena, la prima lezione che imparo è che il mio piatto me lo devo lavare e riportare in cucina.La seconda del professor Cicconi su "Il modello NO-TAV come appropriazione del denaro e della ricchezza pubblica".Ormai è buio quando l'accerchiamento alla centrale elettrica inizia con il frastuono di chi percuote con legni e sassi il guard-rail lungo la strada che porta all'ingresso fortificato della centrale.Partiamo verso i battitori dopo esserci procurati due robusti pezzi di ramo. Il ritmo furioso che si di diffonde aumenta costantemente con l'arrivo di altre persone che percuotono anche sul cancello di ferro montato in difesa della centrale, la protezione dei poliziotti non è granchè e in alcuni posti cede davanti l'accanimento dei battitori. Il tutto và avanti per più di due ore finchè la polizia comincia a spararci potenti getti d'acqua urticante (cosa di cui con passa parola venivamo avvisati di proteggerci e in modo particolare gli occhi). Dopo di che i tutori dell'ordine cominciano a sparare lacrimogeni e con il passare del tempo sempre in maggiore quantità (vedi foto a destra dei bossoli sparati, n.d.r.). Per chi è mal organizzato come me non rimane di allontanarsi... Cosa non facile perch'è non riuscivo a tenere gli occhi aperti per via deinumerosi lacrimogeni. Questi gas sono vietati in luoghi di guerra da trattati internazionali. Ma non sò se per distrazione dei firmatari del trattato, vengono usati in uno stato democratico sui cittadini inermi... Torniamo  al campeggio dove chi si è ripreso dalla "gasatura" soccorre con l'ausilio di Malox i "gasati" che rientrano. Tra le ingiurie urlate a gran voce, la ricorrente frase dei soccorritori "tieni il Malox"  fà da sottofondo a quelli che hanno ripreso a battere sul guard-rail. Siamo stanchi ma non piegati e più carichi delle nostre ragioni.Hanno lanciato candelotti anche verso il campeggio e il posteggio.
Domani si ricomincia.
Sabato mattina c'è un gran fermento nel campeggio. Chi discute, chi prepara panini, chi cucina, chi va' a pulire in giro ed intanto raccoglie i bossoli dei lacrimogeni della sera prima, chi legge i giornali li commenta o ride delle solite idiozie scritte. Va avanti così la giornata. Ma questo non è un campeggio vacanze, per cui c'è chi aiuta come e dove è necessario e alla sera prima di cena c'è l'assemblea per fare il punto della sera di ieri e per decidere come muoversi. E' come un costante work in progress di tutti i presenti. E domani (domenica) arriveranno gli alpini NO-TAV e alla sera le donne improvviseranno, come streghe, un sabba contro le truppe di occupazione della valle.
Domenica arrivano gli alpini che davanti ai cancelli della centrale leggono un documento di dissenso verso gli alpini impegnati a difesa del fortino della Maddalena. Poi si parte con gli alpini NO-TAV per i sentieri verso la Maddalena. Qualcuno porta con sè una pesante sirena d'allarme che,a turno, ogni tanto fanno suonare. Lo raggiungiamo. Lo accerchiamo. Gli alpini cantano canzoni di mintagna e inveiscono contro i "mercenari con la penna". Poi scendiamo giù verso il campeggio. Man mano che ci avviciniamo sentiamo il rumore dei battitori sul guardrail. Li raggiungiamo e ci uniamo a loro.
Ma oggi è domenica,  dentro il recinto della centrale forse volevano riposare e noi abbiamo iniziato nel pomeriggio a fare quel gran baccano. E allora ci hanno spruzzato l'acqua urticante addosso e poi di nuovo lacrimogeni prima di cena. Un ragazzo è stato centrato in pieno volto da un lacrimogeno (vedi testimonianza video in altro post, n.d.r.).
Si sono pure sfasciati gli scarponi e decido di tornare a casa. Mi avvio verso la tenda e anche lei si è rotta... Smonto la tenda che ormai è buio. Mi carico sulle spalle lo zaino e la tenda e mi avvio verso l'auto. Ma è in corso l'assemblea e mi fermo. Mi fermo e ascolto. Ci sono cose importanti da discutere, da decidere e programmare. Mi devo fermare. Alle 24 finisce l'assemblea. Si è discusso, deciso e programmate nuove 2 iniziative. Prendo nota. Mangio un piatto di pasta e mi avvio verso casa. Saluto i Valsusini che ho conosciuto, compresi due non più giovani, con i quali il giorno prima avevo chiaccherato sentendomi onorato di averli conosciuti. Saluto la compagna che ogni mattina raccoglie i bossoli dei lacrimogeni. Torno a casa. Ma qui in VALSUSA ci torno al più presto. Lassù c'è una gran bella scuola.
Questo è un riassunto della mia esperienza di 2 giorni nella "Valle che resiste e non si arrende".Più che altro folcloristica. Con aneddoti e racconti potrei scrivere un piccolo libro. C'è una realta' più grande fatta di discussioni, ragionamenti, asseblee e dibattitti. Ma per questo ci sono i siti ufficiali. Un consiglio do' agli scettici o a quelli che non conosco la realtà della VALSUSA e mi fanno domande in proposito. "Non leggete cio' che raccontano i TG e I GIORNALI ed io per non sembrare fazioso non vi racconto nulla." ANDATE IN VALSUSA E ASCOLTATE I NOTAV DELLA VALLE ".
P.S.  Il medesimo consiglio lo do' anche a tutti NOTAV  ed ai compagni che vivono fuori dalla valle.

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