Amici cattolici è l'ora di indignarsi...

La Chiesa Cattolica Apostolica Romana, cioè il Vaticano, non finisce mai di stupire e sconcertare non solo tanti dei fedeli che credono con disciplina nella autorità della gerarchia ecclesiastica, ma molti di quei laici, agnostici, che per curiosità intellettuale seguono le vicende di questa comunità religiosa che conta, nel bene e nel male, duemila anni di storia e che dai tempi di Cirillo, patriarca di Alessandria (440 d.C.) si è considerata universale.
Su due giornali nazionali, "La Stampa" e "Il Fatto Quotidiano", domenica 24 luglio sono apparsi articoli di due prestigiosi vaticanisti, che pur trattando argomenti diversi mettono in luce comportamenti della Chiesa Cattolica di Roma, appunto sconcertanti.
Giacomo Galeazzi, sul quotidiano torinese, intervista Antonio Mancini, storico componente della Banda della Magliana, il quale, dopo molti anni di reclusione, ha deciso di collaborare con la Giustizia e oggi lavora come autista di un bus per disabili.
L'ex gangster Mancini conferma la tesi del giudice Rosario Priore, secondo cui la quindicenne Emanuela Orlandi 28 anni fa fu rapita dalla Banda della Magliana per un ricatto al Vaticano, poiché non restituiva oltre venti miliardi di lire ricevuti in prestito attraverso il Banco Ambrosiano del "suicidato" Roberto Calvi.
Il boss della banda, Enrico De Pedis, assassinato da rivali in una strada di Roma, è stato sepolto nella Basilica romana di Sant'Apollinare, con tanto di autorizzazione del vescovo ausiliare della capitale dell'epoca, il cardinale Poletti.
Come il De Pedis aveva chiesto, in cambio della sua mediazione con imprenditori, politici, manipolatori di denaro, magistrati e tutto ciò che formava l'apparato definito "Buona Società".
De Pedis e i suoi compari avevano rapporti diretti con lo Ior dell'arcivescovo Paul Marcinkus e altre istituzioni finanziarie vaticane.
Dopo la denuncia dello scandalo della sepoltura di De Pedis in una cripta della Basilica di Sant'Apollinare, fatta nel corso di una trasmissione di "Chi l'ha visto?", la curia romana si era impegnata a rimediare.
Invece tutto è rimasto come prima: il criminale continua a riposare nella storica basilica.
Secondo le dichiarazioni del Mancini la Banda della Magliana continua tuttora ad operare nella Capitale perché «ha vinto come la mafia e ogni tanto ammazza qualcuno per far capire che c'è ancora».
A conferma l'ex bandito cita recenti omicidi e vicende giudiziarie. Quel Gennaro Mokbel finito nello scandalo "Fastweb", con il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, era il suo guardaspalle, armato e pagato, garantiva la sua incolumità, con Angelo D'inzillo (altro bandito) lo stesso che guidava la moto quando venne ucciso De Pedis.
I rapporti diretti con il Vaticano - ha dichiarato Mancini – sono sempre stati tenuti da De Pedis, Carboni e Nicoletti, il cassiere della Banda.
Su "Il Fatto" invece Marco Politi ci parla dei funerali al San Raffaele di Milano per Mario Cal: rito religioso.
Ma il vice di Don Verzè (grande amico di Berlusconi) non si è suicidato?
Ma la Chiesa Cattolica Apostolica Romana non ha sempre proclamato che togliersi la vita è un atto gravissimo, una ribellione contro Dio, una prepotenza inaccettabile nei confronti di quel bene "indisponibile" che è l'esistenza umana?
Ma il cardinale Ruini non è stato lui a comunicare in altra circostanza che «in merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto dottor Pier Giorgio Welby, il vicariato di Roma non aveva potuto concedere tali esequie perché era nota la volontà del dottor Welby di porre fine alla propria vita, in contrasto con la dottrina cattolica (vedi catechismo della Chiesa Cattolica – nn 2276–2283; 2324-2325)»?
Il parroco era pronto a celebrare la funzione religiosa, ma fu fermato d'autorità dal cardinale Ruini.
Il peccato di Welby è stato quello di rivendicare il diritto di interrompere alla luce del sole il "potere delle macchine" che tengono in vita un corpo condannato a morte dalla natura.
Lo stesso peccato commesso da Beppino Englaro, che ha esaudito il desiderio della figlia Eluana, dopo 17 anni di vita vegetativa (in coma permanente).
Contro Beppino Englaro in Parlamento si scagliarono i Berluscones al grido di "assassini", mentre il puttaniere capo si precipitava a fare approvare una legge voluta dall'autorità ecclesiastica che vieta ad ogni cittadino di decidere se sopravvivere o no, intubato ad oltranza (il testamento biologico).
Il vicepresidente del San Raffaele, Mario Cal, prima di suicidarsi con grande lucidità e coscienza ha scritto due lettere: una alla moglie e l'altra alla sua segretaria, in cui spiegava le ragioni del suo gesto. Più consapevole di così, di quanto stava per fare, non si può.
Perché due metri e due misure? Perché questa disparità di giudizio tra Welby e Cal?
Già, nel secondo caso c'era di mezzo il San Raffaele, con il suo miliardo di debiti, sull'orlo del fallimento, che il Vaticano, attraverso il dinamico e maestro dei truschini, il segretario di Stato Tarcisio Bertone, vorrebbe acquisire, per farlo diventare il terzo polo sanitario sul territorio italiano, di proprietà dello Stato Pontificio.
Business is business. Che vergogna!
Il filosofo Benedetto Croce scriveva che "non possiamo non dirci cristiani", ma non vietava ai medesimi, anche se cattolici, di indignarsi.
Diego NOVELLI.

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