È il caso di Cemex, l’impianto per cementare le scorie liquide, lo stato fisico più pericoloso, per poi trasferirle altrove una volta solidificate. «Un progetto – spiega Gian Piero Godio, responsabile Energia di Legambiente Piemonte e un tempo tecnico Enea proprio a Saluggia, «che vedeva d’accordo tutte le parti». L’autorizzazione alla costruzione era stata data nel 2005. A gennaio, la Sogin (Società gestione impianti nucleari), «in autotutela», ha deciso di sospendere la procedura di appalto per i lavori di realizzazione e avvio dell’impianto in grado di trattare 230 metri cubi di rifiuti radioattivi liquidi a media e bassa attività (la gara prevedeva un importo di appalto pari a 144,6 milioni di euro). «Non c’è nulla di strano, né motivo di scandalo. Solo aspetti amministrativi. Rifaremo il bando», assicura l’ufficio stampa della Sogin. Storia chiusa, parrebbe. «Mi permetterei però di essere scettico», ribatte Godio, «se un bando è imperfetto, un ente ne emana un altro corretto. Non lo annulla, se è intenzionato a proseguire il progetto. Forse la decisione dipende dai nuovi equilibri politici (con il cambio di governo, da Prodi a Berlusconi, è cambiato pure il vertice della società, ndr) o forse dalla volontà di tirare a campare»...
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