In questi giorni che precedono le elezioni amministrative Chivassesi, in diversi ci chiedono qual è la posizione della Federazione della sinistra e cosa intendiamo fare.
La risposta è semplice, ed è il frutto di come sono state portate avanti le trattative tra i partiti chivassesi. In sostanza non vediamo, come partito,la possibilità di confluire nel cartello che si è costruito attorno al candidato De Mori.
Per quanto ci riguarda avremmo voluto discutere di programmi e non di immagini, mentre a tutt’oggi non conosciamo quali sono i punti qualificanti della candidatura di De Mori.
Avevamo indicato un candidato diverso e ci sarebbe piaciuto poter confrontare la sostanza dei programmi, attraverso le primarie, per dare ai cittadini delle alternative al “volemose bene” che oggi ci viene proposto. Non è stato possibile, come non è stato possibile entrare nel merito dei problemi e delle soluzioni che il candidato attualmente indicato propone.
Non siamo disponibili a partecipare semplicemente per battere Matola, cosa sicuramente importante, ma non sufficiente. Noi chiediamo un reale spostamento della politica, tornando a fare gli interessi dei cittadini e non gli interessi dei gruppi di potere che attualmente gestiscono i partiti , specie quelli più grandi. Riteniamo che molti dei problemi presenti a Chivasso siano frutto anche di scelte sbagliate di partiti che attualmente sono all’opposizione, e che quindi non è sufficiente battere una destra palazzinara per garantire un futuro a Chivasso.
Per fare qualche esempio la Lunetta è frutto della follia di un assessore regionale del PD, e il disastro di SETA è dovuto alla gestione di esponenti dello stesso partito, in primis quell’Esposito, attualmente deputato a Roma, che invoca la militarizzazione della Val di Susa, dopo aver contribuito alla criticabile gestione di SETA, attualmente quasi al fallimento economico.
Oppure che il piano regolatore che ha permesso di costruire l’impossibile a Chivasso sia figlio di quanto le precedenti amministrazioni di centrosinistra avevano impostato, e che l’unica opposizione al proliferare di pec e capannoni è portato avanti dai comitati ambientalisti, tant’è che sono questi ad aver commissionato (e pagato) uno studio idrogeologico sulla parte ovest di Chivasso, che dimostra quanto questa zona sia a rischio, nel silenzio dei partiti presenti in consiglio comunale. Gli esempi purtroppo sono molti, come la centrale ad olio di palma, che tutti conoscevano e sulla quale nulla si è fatto, o la vicenda della discarica, che è arrivata in Consiglio Comunale solo perché è nato un comitato di cittadini.
Ecco, questa è la scelta che come partito intendiamo fare: di fronte ad una classe politica sorda e troppo concentrata sul proprio ombelico ( a proposito, qual è la posizione sulla proposta di istituire un registro per i testamenti biologici? Io francamente non l’ho capita, nell’intervento di De Mori ad una recente iniziativa dei Valdesi. Nell’eventualità che vinca, il comune lo istituirà?) noi scegliamo di stare con i comitati, continuando a sostenere e a proporre i temi che questi portano avanti. In primis i referendum, da quello sull’acqua a quello sul nucleare, a quello sul legittimo impedimento. All’opposizione alla Tav, con il veleno dello smarino che dovrebbe arrivare nella nostra zona, amianto ed uranio compresi, al consumo di suolo agricolo, per fare inutili capannoni e appartamenti buoni solo per riciclare denaro dubbio, o per far avere all’amministrazione una IMU più alta.
Particolare attenzione vogliamo dedicare anche alla presenza di infiltrazioni mafiose. Come oramai tutti sanno, e come le dichiarazioni di Draghi confermano, le mafie stanno penetrando pesantemente nel nostro tessuto produttivo e sociale. Sono passati i tempi di qualche esercizio commerciale che ogni tanto prendeva fuoco anche a Chivasso, e alcuni fatti sono segnali inquietanti di questo pericolo. Il proliferare di sale gioco è uno di questi, e oramai in molti si chiedono se dietro l’accanimento edilizio del chivassese non ci sia anche un modo di reinvestire capitali di dubbia provenienza. E su questo non ci stancheremo di segnalare lo schifo di un’amministrazione e di un sindaco che si fa una verginità antimafia a spese dei cittadini, dichiarando che intitolerà una strada alle vittime di mafia, ma non si vergogna di essere un consigliere dei Circoli della libertà, organismo fondato da un condannato per mafia, Marcello Dell’Utri.
Ultimo punto, ma certamente non per importanza è quellorelativo al sociale ed al lavoro. Il CISS stà esplodendo e nulla si dice sulle politiche sociali, specie in questo periodo di crisi. Nessuno ne parla, ma Chivasso ha estrema necessità di rivedere le politiche sociali e di inventarsi nuovi modelli di intervento su chi è in difficoltà. Grazie ai tagli di questo governo di fatto il settore è allo sbando e ci sono due ordini di problemi: quello di chi è in stato di necessità e si vede ridurre l’assistenza tutti i giorni e quello di chi lavora nel settore, che nel ridimensionamento dei servizi corre il rischio di perdere il lavoro o di dover lavorare per stipendi da fame.
Aspettiamo quindi i partiti sul terreno della concretezza, del Fare.
Ma vogliamo anche evitare di essere la solita scusa da usare quando si perde, e quindi non pensiamo di fare una lista di partito. L’indicazione che vogliamo dare agli iscritti e simpatizzanti della Federazione della Sinistra è di votare secondo coscienza, dando il voto a chi ritengono lo meriti do piu’, nelle liste di prossima pubblicazione. Sappiamo che gli altri sono bravi a perdere anche da soli, e quindi che si accomodino. Per noi restare fuori non è un problema, anzi è una scelta.
Massimo Zesi e Frediano Dutto.
Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra, Chivasso.

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