Ma una gara di automobili è Cultura?



Lettera aperta ai Comuni “rallysti”..
 Una gara di automobili è Cultura??? Sembra di si. Almeno per il Comune di Casalborgone, che toglie soldi dal bilancio delle spese del capitolo “Istruzione e Cultura” (Delibera n. 83 del 4 novembre 2010, ovvero due giorni prima del rally) e lo dona agli organizzatori della gara “1° Rally Ronde della collina”. In altre parole sono stati tolti dei fondi (dalle già magre casse del Comune) prima destinati alle scuole e alle manifestazioni culturali e dati agli organizzatori di una corsa di automobili nelle nostre belle e tranquille colline. Cosa ci sia di istruttivo e culturale nelle rumorose macchine da corsa non si riesce a capire. E chissà se anche i comuni di Berzano di San Pietro, Rivalba, Sciolze o di Andezeno hanno tolto dei soldi alle proprie casse per pagare il passaggio delle automobili da corsa sulle proprie strade? Vedremo.
Stiamo parlando del rally automobilistico che  si è svolto nei comuni della Collina Torinese e Astigiana, con prova speciale nelle strade comunali e provinciali del Comune di Berzano San Pietro e Casalborgone il 6 e 7 novembre, senza che le Amministrazioni ne abbiano dato comunicazione preventiva o richiesta di parere ai residenti, molti dei quali sono rimasti praticamente bloccati in casa per un giorno e mezzo. Se qualcuno lo avesse dimenticato, ci sono persone che lavorano anche il sabato e la domenica, e gli agricoltori si muovono sulle strade di campagna tutti i giorni della settimana. A Berzano è stata bloccata un’intera valle (Valle Gervasio) poiché non esistono strade alternative e i cittadini si sono trovati impossibilitati a muoversi anche in caso di emergenza, nonché esposti a un disturbo acustico e a un disagio che non trova precedenti nelle scelte di questa Amministrazione finora ritenuta attenta ai temi ambientali e alla cura del territorio. Per non dire della cartellonistica (anonima e senza  timbri del comune) che identificava e segnalava aree lungo il percorso dove gli spettatori potevano e non potevano sostare (“per motivi di sicurezza”), e che le aree lasciate alla eventuale sosta dei visitatori erano prati privati a rischio di danneggiamento, parcheggio di autoveicoli e abbandono di rifiuti (tutti illeciti ai sensi della LR 32/82), senza che sia stata chiesta l’autorizzazione ai proprietari dei fondi. Si deve anche ricordare che il percorso identificato per il rally nella valle è una strada comunale non oggetto di regolare manutenzione e in condizioni di manto stradale non adeguate al superamento dei normali limiti di velocità, come noto a tutti gli automobilisti che percorrono abitualmente la strada indicata. E tutti sanno che il passaggio di un rally non fa certo bene al manto stradale, che ne viene ulteriormente danneggiato. Speriamo almeno che gli Enti organizzatori dell’evento e le Amministrazioni coinvolte abbiamo rispettato tutte le procedure di autorizzazione richieste dalla legge (richiesta ente organizzatore, comunicazione delle provincie di Asti e Torino con effettuazione dei collaudi del percorso, verbali di ricognizione e collaudo del percorso indicato effettuato da tecnici dell’amministrazione comunale, pubblicazione all’Albo Pretorio e comunicazione dell’Ordinanza all’ente proponente, alle Prefetture, alle Provincie, alle Polizie Provinciali e Carabinieri, al corpo Forestale, nonché posizionamento di opportuna segnaletica provvisoria ed evidenziazione dello scrupoloso rispetto delle norme di cui agli Artt. 30 e seguenti del D.P.R. 495/92 e successive modifiche) e provveduto alla pubblicazione delle ordinanze relative alla chiusura delle strade pubbliche nel modo formalmente corretto.
Prendiamo atto di come queste Amministrazioni sostengano iniziative rumorose e inquinanti, senza chiedere cosa ne pensano i cittadini, che non portano alcun vantaggio alla popolazione e causano gravi problemi alla mobilità e alla tranquillità dei residenti. Non a caso il Comune di Cinzano – fuori dal coro -  non ha aderito all’iniziativa, mostrando una certa sensibilità.
Chiediamo ai Sindaci rallysti, per il futuro e gliene saremo grati, se volessero dedicare maggiore attenzione alla tutela del territorio comunale aiutando i residenti e gli agricoltori nell’azione di miglioramento ambientale e forestale a vantaggio di tutta la collettività, impedendo manifestazioni dannose per il territorio e la salute e incolumità dei cittadini. A tale proposito si ricorda la testimonianza dell’ex-Sindaco di Romano d’Ezzelino (VI) pubblicata dall’AIFFVS (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada) di come i Sindaci proprietari delle strade si debbano attenere ai principi di “economicità dell’azione amministrativa” (L.241/90), ovvero che i benefici dei provvedimenti pubblici debbano superare i costi (dare dei soldi per un rally automobilistico ha un costo per il Comune e quali sono i benefici per la popolazione?). Nel caso del rally i benefici per il Comune di Berzano S.P. sono stati quasi nulli (divertimento per gli appassionati e una sola struttura ricettiva pubblicizzata), mentre i costi per la popolazione sono stati molteplici (disturbo e impossibilità di movimento per la popolazione; emulazione degli spettatori più giovani dei piloti e aumento della mortalità stradale; spreco di carburante e inquinamento dell’aria e acustico; danni ai prati e terreni adiacenti al percorso per la presenza di auto e spettatori; danni alla strada; possibili morti e feriti durante la corsa; impegno di giornate di lavoro per le Forze dell’Ordine sottratte ad altri compiti).
E in più i soldi tolti al bilancio destinato alle scuole e ai nostri figli. E speriamo arrivi il giorno nel quale le amministrazioni delle nostre colline si renderanno conto che ci sono tantissime persone, famiglie, scuole, che tutte le settimane visitano i sentieri, passeggiano lungo le antiche strade, respirano l’aria pulita di queste bellissime colline, e assaggiano i prodotti locali di agricoltori e negozianti che si stanno impegnando per un’agricoltura e una cucina di qualità nel rispetto della tradizione. Tutte queste persone silenti, cari Sindaci, sono molte di più di qualche corridore di automobile. E ci spiace che voi non ve ne accorgiate. Se ne sono accorti in tante regioni italiane, e nelle Langhe, come nel Monferrato, tutti impegnati a valorizzare l’ambiente, l’agricoltura e il cibo sano della tradizione contadina.
E un pensiero va a un concittadino di Berzano S.P., residente da tanti anni proprio nella Valle dove sono passate le auto. Una persona che amava Berzano S.P., i suoi boschi e la sua tranquillità, nella sua casa isolata nel verde. Il rally è passato (includiamo le prove nottune), durante il periodo di Ognissanti e  pochi giorni dopo il suo funerale davanti al cimitero.
E’ possibile che una rumorosa gara di automobili passi davanti al cimitero di un piccolo comune delle colline? E’ questo il rispetto che meritano le persone che vivono e lavorano da tanti anni in queste terre bellissime? Ci dispiace Renato, riposa in pace nel silenzio delle tue colline.
Come Associazione saremmo lieti di individuare con gli Enti locali promotori di rally, altre attività che possono contribuire a valorizzare le caratteristiche del nostro territorio nel rispetto dell’ambiente. E se proprio la parola “rally” vi pare di maggior richiamo, allora perché non organizzare un originale rally di macchine elettriche o ancora meglio di mezzi con requisiti tale da scatenare la fantasia di tutti i ragazzi del Piemonte (rally di mezzi con forza umana, animale, solare, a vento)…di sicuro il divertimento sarebbe tanto, l’inquinamento nullo e nessun rumore… siamo disponibili diteci quando possiamo incontrarci…
                                                                                                                 
ASSOCIAZIONE ATTORNO ALLA RO VERDA.
(E 140 CITTADINI CHE HANNO FIRMATO E TRASMESSO A PRIMAVERA 2010, AI COMUNI DI BERZANO, CASALBORGONE, ARAMENGO UNA PETIZIONE CONTRO LE MANIFESTAZIONI MOTORISTICHE)

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