Matola, un Sindaco con la fretta...

CHIVASSO - Nella vita politica chivassese, e in quella italiana, se ne vedono e se ne sentono di tutti i colori. Ormai siamo abituati a tutto. Eppure non mi era mai accaduto di leggere qualcosa di così sconcertante come l’intervista al sindaco Matola pubblicata da “La Nuova Periferia” di mercoledì 25 agosto 2010. L’argomento è il contestatissimo Piano Particolareggiato Edilizio detto “del Mauriziano”, vale  a dire 54.000 metri cubi di fabbricato (probabilmente 200 alloggi in palazzi di sette piani) che dovrebbero sorgere ai bordi del Parco Mauriziano. A pochi metri dal  Parco dovrebbe passare anche una strada di intenso traffico che distruggerà la tranquillità della zona. Il Sindaco Matola ricorda che il progetto, approvato dal Consiglio comunale di Chivasso, è ora sottoposto all’esame sia della Regione Piemonte sia del Tribunale Amministrativo Regionale. E ci informa di avere una gran fretta: “L’Amministrazione non ha intenzione di ritardare oltre l’iter dell’autorizzazione”. E perché mai al nostro sindaco dovrebbe stare a cuore che l’iter si concluda velocemente?  “Penso che sia un dovere nei confronti dei cittadini perché ormai il progetto è in fase avviata”. Un “dovere nei confronti dei cittadini”? Ma di quali cittadini sta parlando il sindaco? Quelli di Chivasso che frequentano il Parco, o il proprietario della VALE Immobiliare di Cambiano? Di chi si preoccupa il sindaco Matola? Dei cittadini di Chivasso o dell’imprenditore di Cambiano?  Non ho mai incontrato un chivassese ansioso di vedere iniziare il cantiere al Mauriziano. Matola sì? Io invece ne ho incontrato tanti preoccupati: furono 2.000 nel 2005 a firmare contro la strada “del Mauriziano”. Con il passare degli anni sono probabilmente diventati di più, perché la consapevolezza del disastroso progetto sostenuto dall’Amministrazione si è allargata. E la battaglia condotta l’anno scorso dalla minoranza consiliare ha sicuramente accresciuto il numero dei cittadini che temono di perdere un angolo di verde e di tranquillità. Diciamo la verità: l’unico “cittadino” che ha fretta (legittimamente) è l’imprenditore che vuole costruire. E’ di lui che si preoccupa il sindaco Matola?  E verso di lui che ha dei “doveri”?
C’è un articolo della Costituzione che stabilisce che “L’iniziativa economica privata è libera”, ma che “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale” (art. 41). E’ vero che un compagno di partito di Matola, il ministro Tremonti, ha proposto di modificarlo perché lo ritiene troppo poco liberista. Ma per ora l’articolo esiste ancora: un imprenditore se ne può anche dimenticarne, un sindaco no.
E lo show del sindaco non è finito qui. Riguardo al ricorso al TAR presentato da Legambiente e da Pro Natura, il sindaco afferma: “Noi abbiamo chiesto di procedere con un iter che non ritardi troppo l’autorizzazione definitiva. Abbiamo bisogno di un sì o un no che arrivi nel tempo più rapido possibile”. Ma che cosa sta dicendo il sindaco? Che sta facendo pressione sul TAR perché faccia in fretta? Che sta “sollecitando” il tribunale? E’ andato lui di persona dai giudici? Ha mandato l’avvocato a cui il Comune ha affidato la pratica? E la cui parcella pagheremo tutti quanti, nell’interesse del costruttore? Matola sta copiando i dirigenti nazionali del suo partito? Quelli che cercano di influenzare i magistrati? Oppure ha solo avuto un momento di confusione e già domani tornerà tra noi?
Piero Meaglia.

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