CHIVASSO - In genere a luglio la giunta comunale approva una delibera - a volte due - con la quale viene decisa l’assegnazione dei “contributi associativi”. Gran parte di questi contributi vanno alle tante associazioni, fondazioni, gruppi, ecc. della cosiddetta “Area della cultura e del tempo libero”, che ci appare come il regno dello spreco e della cattiva amministrazione. In attesa di veder comparire la delibera all’albo pretorio, e un giorno chissà anche sul sito del Comune, si possono fare due diverse previsioni: o la consapevolezza della crisi economica, e delle scarsità di risorse a disposizione degli enti locali, indurrà la giunta a ridurre le spese culturali superflue; oppure l’approssimarsi delle elezioni amministrative, previste per la primavera prossima, e il desiderio di assicurarsi il maggior numero di voti tra gli aderenti alle associazioni, spingerà l’Amministrazione comunale a largheggiare in erogazioni “clientelari”. Quale delle due strade imboccherà il sindaco Matola lo sapremo presto. Nell’attesa, possiamo dare un’occhiata ai contributi distribuiti l’anno scorso. Come al solito, i bocconi più grossi vanno ai soliti: 101.000 euro alla Fondazione Novecento, 51.168 all’Associazione Leone Sinigaglia, 51.700 all’Associazione Contatto, 49.000 alla Pro Loco Agricola, alla quale però è stato appena deliberato il versamento di altri 25.000 euro per l’acquisto dei diritti d’autore del libro “Memorie storiche di Chivasso”. Da qualche anno compare nell’elenco la Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana (E.C.M.): come dire la gemella settimese della Fondazione Novecento. La prima prospera sotto il regno del sindaco di Settimo Aldo Corgiat, la seconda è nata sotto il regno chivassese di Fluttero e Matola. Alla E.C.M. sono stati versati l’anno scorso 78.000 euro. Entrambe, in un sereno spirito culturale bipartisan, contribuiscono alla realizzazione dei “Luoghi delle parole".
Scendendo ai contributi di minori entità, in molto casi ci si può domandare a che servano e se siano giustificati. Per far fronte alle spese correnti, il Comune di Chivasso lascia cementificare il suo territorio in cambio degli oneri di urbanizzazione, e ne concede un’altra bella fetta ai gestori delle discariche dei Pogliani. In una situazione come questa, nella quale a tutti si chiedono o vengono imposti sacrifici, ci possiamo chiedere se molti piccoli percettori non dovrebbero fare il bel gesto di rinunciare a battere cassa almeno per qualche anno. Magari sono spiccioli, ma conterebbero il gesto e la dimostrazione di sensibilità sociale. A che serve versare 250 euro al Circolo Filatelico e Numismatico? I suoi membri non potrebbero continuare tranquillamente raccogliere monete e francobolli senza chiedere soldi al Comune? A che serve versare 1.500 euro all’Associazione Chivassese Ornitologica? Forse essa svolge una attività socialmente utile: ma quale? Il Comune non potrebbe una buona volta spiegarcelo? A che serve versare 2.000 euro all’Associazione “Marchesi Paleologi di Chivasso”? D’accordo, l’associazione organizza la manifestazione storica “Clavasium Nobilis”. Ma siamo sicuri che si tratti di una accurata ricostruzione storica oppure sia ormai soltanto una approssimativa esibizione in maschera? E infine, che senso ha versare 2.000 euro all’Associazione Culturale “Nost Piemont”? D’accordo, l’associazione si impegna a conservare il dialetto piemontese. E con questo? Anch’io parlo il piemontese e mi piace farlo, ma non mi sognerei mai di chiedere soldi al Comune, soprattutto in un momento in cui ci sono famiglie che stentano a combinare il pranzo con la cena. Non sarebbe questo il momento per i “nostri piemontesi” di dimostrare che sono pronti anche loro a fare un piccolo sacrificio?
Piero Meaglia.
Nessun commento:
Posta un commento