Un dibattito sul federalismo con Mercedes Bresso e Gianfranco Pasquino.
CHIVASSO - Giovedì 17 dicembre nella sala consiliare di Chivasso si è svolto un dibattito sul tema “Federalismo: istruzioni per l’uso”, con la partecipazione della Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso e del Professor Gianfranco Pasquino, docente di Scienza politica nell’Università di Bologna. Ha moderato Ermanno Vitale dell’Università della Valle d’Aosta. L’incontro è stato organizzato dalle “Lezioni di politica” con la collaborazione del Centro di documentazione Paolo Otelli e del Circolo “Carlo Cazzari” delle Acli. In apertura, Vitale ha richiamato l’attenzione sul fatto che storicamente gli stati federali nascono dall’accordo tra entità statali preesistenti che mirano a dotarsi di un potere al di sopra di loro abbastanza forte da frenare le tendenze centrifughe. Così sono sorti gli Stati Uniti d’America, nati dall’esigenza delle tredici ex colonie inglesi diventate indipendenti di rafforzare la loro unione. Mentre in Italia sta avvenendo il contrario: lo Stato centrale cede poteri alle parti di cui è composto, in particolare alle Regioni.
Gianfranco Pasquino ha sostenuto che il federalismo che si vuole introdurre in Italia è privo di solide fondamenta culturali. E’ un federalismo senza federalisti. Eppure l’Italia ha una illustre tradizione federalista: a cominciare da Carlo Cattaneo, su cui Norberto Bobbio ha scritto Una filosofia militante. Studi su Carlo Cattaneo (Torino, Einaudi, 1971). La Lega Nord ha avuto un teorico e ideologo federalista, Gianfranco Miglio, professore di diritto alla Cattolica di Milano. Scomparso Miglio nel 2001, sono rimasti i Calderoli, vale a dire politici che usano strumentalmente, a fini elettorali, la bandiera federalista, adattandola di volta in volta alle circostanze, senza una visione organica delle riforme che dovrebbero realizzare lo stato federale.
Infine, Mercedes Bresso ha descritto la disperante condizione dell’amministratore di un governo locale (regione, provincia, comune) che deve destreggiarsi all’interno di una legislazione incoerente e contraddittoria e deve combattere la lotta di tutti contro tutti per la spartizione delle risorse necessarie per sopravvivere. Proprio la mancanza di principi chiari e tradotti in una legislazione organica permette lo scatenamento della lotta per la sopravvivenza tra le regioni e alimenta l’astio tra i contendenti, contribuendo all’erosione della coesione nazionale.
Giovanni Locchi.
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