| Apre il primo negozio che non vende ma compra: i rifiuti dei cittadini. Chi l'avrebbe mai detto, i nostri rifiuti sono anche un risorsa economica, cioè possiamo venderli, c'è qualcuno che ce li compra. L'idea è venuta a un'azienda di San Gillio, la Recoplastica, che ha aperto un negozio a Moncalieri, in via Santa Croce 11, pieno centro storico, dove sarà possibile portare e vendere alcuni tipi di rifiuti. Diciamo sarà perché il locale inaugurato venerdì 23 maggio per ora funziona da punto informativo per la cittadinanza, il servizio vero e proprio di acquisto dovrebbe partire da fine agosto. E qui il condizionale è d'obbligo, perché c'è ancora qualche ostacolo di tipo burocratico. E' la prima esperienza del genere in Italia, probabilmente non rimarrà isolata. Quali rifiuti si potranno conferire alla Recoplastica? Carta, riviste, cartone, plastica (soltanto bottiglie e posate), lattine di bibite e di prodotti come tonno, piselli, pelati ecc., ferro, alluminio. I rifiuti verranno pesati, depositati in appositi contenitori e periodicamente compattati con un'apposita macchina (foto sotto). Al cittadino verrà rilasciata una ricevuta e la cifra corrispondente in contanti. Quanto valgono questi rifiuti? Da 2 a 30 centesimi il chilogrammo, secondo la quotazione del giorno della Borsa. Se venerdì 23 il servizio fosse stato attivo, questi sarebbero stati i parametri di riferimento: 600 euro a tonnellata per l'alluminio, 400 per carta e cartone, 160 per il ferro, 180 per la plastica. Segnalazione da: www.pagina.to.it |
Un negozio innovativo...
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2 commenti:
"L'italiano – diceva Ennio Flaiano – è mosso da un bisogno sfrenato d'ingiustizia", e – in nome, immagino, di un non meglio precisato e accidioso conservatorismo gattopardesco – tende a lamentarsi di (e opporsi a) tutto, ma anche a non fare nulla di concreto, nei piccoli gesti quotidiani, per migliorare (non solo) l’ambiente...
Sarà difficile fargli cambiare mentalità, e diffondere una cultura diversa da quella del mero tornaconto personale, contingente e irrispettoso delle esigenze di tutto ciò che lo circonda…
Chissà…magari toccarlo nel portafogli (con “incentivi”) sarà il tasto “giusto” per cominciare a “sensibilizzarlo” sulle problematiche ambientali…
Certo, non sarà questa la panacea per la risoluzione del problema rifiuti, che è molto più vasto e non riguarda solo la gestione dei rifiuti urbani…
E, personalmente, sono convinto che il riutilizzo, prima ancora del recupero, sia la strada da perseguire: ma penso che iniziative come questa debbano essere seguite e incoraggiate, proprio perché, inserite in un contesto integrato, rappresentano il contributo che ci si aspetta da ognuno di noi, e perché concorrono a diffondere una cultura ambientale, indispensabile base per costruire, giorno dopo giorno, un mondo migliore.
http://naturagiuridica.blogspot.com
Ribadisco: condivido il progetto Recoplastica, nei termini sopra richiamati, e non si discute della solarità dei partenopei.
Il fatto è che – a prescindere da come è stata gestita la questione napoletana in tutti questi lunghi anni di emergenza – come molti napoletani testimoniano, l’emergenza è tutt’altro che finita.
Semplicemente, non se ne parla più come prima.
Ma non per questo significa che non esista…
Un video girato proprio il primo settembre da Graziella Mazzoni, e pubblicato su You Tube, infatti, mostra una realtà ben diversa da quella idealizzata dalla Recoplastica…
E in un post di qualche giorno prima (28 agosto 2008), apparso su Notecologiche, Marianna, napoletana, nel suo blog sottolinea, con amarezza, che se nessuno ne parla non è emergenza…
Non sono che due delle numerose testimonianze che si possono trovare in rete…
Un’altra, a titolo di esempio, è quella comparsa sul sito di Ecquologia, in cui Michele Buonuomo, presidente della sezione campana di Legambiente, afferma che dire che oggi l’emergenza rifiuti è superata è come se un vigile del fuoco, dopo aver svuotato una casa allagata dicesse che è stato risolto il problema del dissesto idrogeologico in Italia… Quello che si può dire è che c’è stata un’azione straordinaria di pulizia e sicuramente sono state individuate alcune soluzioni che per essere temporanee vanno anche bene, ma guai se confondessimo queste azioni con la soluzione del problema. Serve un approccio ben diverso che richiede un’azione radicale diversa
Quindi: un plauso al progetto, ma non esageriamo con il rappresentare una realtà che non esiste…
E soprattutto, finiamola con i messaggi di occulta propaganda politica che sfruttano l’eco che ha avuto a livello mediatico un progetto condivisibile negli intenti.
http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/09/recoplastica-bene-ma-non-esageriamo.html
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