Su «La Voce» della settimana scorsa è comparsa questa dichiarazione: «sulla vicenda peduncolo l’opinione del P.D. locale è chiarissima: non sussiste una contrarietà pregiudiziale alla realizzazione dell’opera riconoscendo il pieno diritto alle comunità valdostane e canavesane di pretendere tempi di percorrenza più brevi nel raggiungere Torino, permane invece una contrarietà netta e motivata alla precisa ipotesi progettuale di attraversamento della nostra città che è oggetto di discussione in sede di Conferenza dei Servizi, in quanto spaccherebbe in due una frazione e impatterebbe fortemente con il territorio qualora per eterogenesi dei fini il mutato quadro politico nazionale decida per un inedito elenco delle priorità degli interventi sulla linea ferroviaria Chivasso – Ivrea stante la modesta entità dei finanziamenti previsti, il fatto che non si proceda nell’intervento è più che un’ipotesi di scuola». Voi avete capito qualcosa? Io no. Eppure non è il tema in classe di uno studente svogliato a cui una insegnante di lettere disperata tenta invano di insegnare l’italiano. E’ la risposta che Pasquale Centin, segretario del Partito democratico democratico chivassese, ha dato alla semplice domanda che gli viene rivolta da tempo, una domanda facile facile: è meglio spendere il denaro pubblico per costruire il peduncolo oppure per raddoppiare la linea Chivasso – Ivrea? Se quella di Centin è una risposta «chiarissima»... Centin è da vent’anni il «ragazzo prodigio» della sinistra chivassese. C’era ancora l’Unione Sovietica e Centin era già una sicura «promessa» del PCI. Gli anni sono passati ed è rimasto un «ragazzo prodigio»: in tanti anni, avrebbe almeno potuto imparato a scrivere in italiano. Ma non è mai troppo tardi: come tanti studenti «rimandati», potrebbe prendere lezioni durante l’estate e ripresentarsi a settembre a «La Voce», per rilasciare finalmente una dichiarazione comprensibile anche a quelli che non conoscono il «centinese». Chissà che, in questo modo, riusciremo finalmente a sapere che cosa pensa del peduncolo il PD chivassese.
Come appare nella sua dichiarazione, Centin si preoccupa generosamente delle «comunità valdostane e canavesane». Ammirevole larghezza di orizzonti. Ma non dovrebbe, ogni tanto, preoccuparsi anche della «comunità chivassese»? E’ stato eletto segretario del PD di Chivasso o di quello della Valle d’Aosta? Inoltre, il progetto del Comitato per il nodo ferroviario di Chivasso prevede la costruzione di un collegamento tra la stazione di Chivasso e l’Alta velocità: Centin sostiene che è «fantascienza», e che i tecnici delle Ferrovie e della Regione Piemonte hanno sempre giudicato irrealizzabile il collegamento. Quali tecnici? Di quali ferrovie? Di quale regione? Questi tecnici hanno per caso anche un nome? Un numero di telefono? Un ufficio? Un indirizzo mail? Hanno espresso le loro opinioni a Centin confidenzialmente in birreria oppure hanno messo il loro argomentato giudizio nero su bianco, firmando con nome e cognome? Infine, Centin si contraddice: dopo aver definito il progetto «fantascienza», ammette che in Germania verrebbe realizzato. Solo che non ci metterebbero vent’anni come in Italia. E allora? Bisogna rinunciare al progetto solo perché in Italia ci metterebbero troppo tempo? Oppure bisogna approvarlo e poi vigilare perché venga portato a termine con la stessa rapidità dei tedeschi? Come dovrebbe ragionare il dirigente di un partito «modernizzatore» come il PD?
In attesa di dichiarazioni meno confuse, un affettuoso saluto.
Piero Meaglia
Il ragazzo prodigio del PD Chivassese...
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