Il baco e il buco di SETA...














Nei giorni scorsi è uscito, su un giornale locale, un articolo in cui si parlava delle attuali difficoltà di SETA, l'azienda che gestisce la raccolta e lo smaltimento di rifiuti nel nostro territorio.
In questo articolo veniva riportata la notizia che il 2007 è stato un anno particolarmente difficile per Seta spa, che ha chiuso il bilancio in passivo, di circa 1.350.000 euro. il Presidente Esposito, diventato deputato per il PD nelle ultime elezioni, ha dichiarato che questo disavanzo è da imputare alle difficoltà trovate dall'Azienda nel passaggio dei comuni più grandi, come Settimo, Chivasso, Borgaro, Volpiano dalla Tarsu alla TIA. Nel piano aziendale era prevista una quota di evasione attorno al 5%, mentre ad oggi questa è di circa il 20%.
Queste difficoltà , di tipo finanziario, hanno costretto l'azienda ad aprire nuove linee di credito presso le banche, cosa che ha portato a costi non previsti, diventando la fonte principale del disavanzo registrato a bilancio. Purtoppo la situazione non vede nel breve possibilità di miglioramento, gettando così una cattiva luce sulle prospettive future.
Per uscire da quest'empasse, il CdA sta sollecitando l'assemblea dell'azienda per una soluzione, dando indicazioni per una soluzione che preveda l'ingresso di un partner privato di tipo industriale, per permettere all'azienda di acquisire nuove possibilità di mercato.
Fino a qui tutto bene. Insomma l'azienda ha una difficoltà , ma che è¨ chiaramente individuata, si stanno facendo delle cose per risolvere i problemi, è tutto (o quasi) sotto controllo.
Peccato che alcuni dubbi possano sorgere, almeno guardando le ultime vicissitudini di SETA.
Partiamo dalle cause perse in tribunale.
Due anni fa SETA aveva partecipato ad un bando nel Ciriecese, in compagnia di un partner privato e aveva vinto la gara. A seguito di un ricorso di un concorrente, ha dovuto recedere dal servizio, perchè il tribunale ha sentenziato che SETA, essendo in regime "in House" (ovvero avendo l'esclusiva nei comuni che sono rappresentati nell'azienda) non poteva partecipare ad un bando in un territorio al di fuori del bacino di appartenenza. In questa situazione non è chiaro quali investimenti SETA avesse già fatto (in attrezzature e automezzi) e quali costi questo abbia portato per le casse di SETA, diventando in tal caso un'altra voce del disavanzo dell'Azienda.
Successivamente SETA perdeva una seconda causa contro il comune di San Mauro Torinese, che ha messo SETA in una condizione estremamente delicata.
In questo caso, quasi inverso alla causa precedente, SETA aveva fatto causa al Comune di San Mauro che non aveva affidato all'Azienda i servizi di raccolta dei rifiuti. Ora il giudice ha stabilito che il Comune di San Mauro avesse avuto ragione, non essendo possibile un controllo omologo da parte dello stesso nei confronti di SETA. La struttura societaria e le caratteristiche scritte nello statuto di SETA impediscono alla medesima di poter operare in House.
Insoma attualmente SETA ha una sentenza in cui si dice che SETA non può lavorare al di fuori del suo bacino e contemporaneamente un'altra che dice che non può lavorare in House nel prorio territorio. In attesa dei prossimi gradi di giudizio, siamo in presenza di una difficoltà concreta per ciò che riguarda la programmazione dell'azienda.

Se perdurassero le attuali difficoltà economiche, potrebbero originarsi in prospettiva anche problemi per la sopravvivenza dell' Azienda. Occore quindi un rapido intervento risolutivo. Risulta che, attualmente, i pagamenti ai fornitori subiscano dei ritardi. Il prolungarsi di questa situazione potrebbe indurre qualche creditore ad esigere i pagamenti attraverso vie legali.

Veniamo adesso alle proposte per uscire dalla situazione di crisi.
Conviene chiarire che il debito è si frutto delle conseguenze di passaggio a Tia da parte di alcuni comuni, ma che l'effetto di questo debito va a ricadere su tutti i comuni soci dell'azienda. Per capirci bene: I cittadini di (prendiamone uno a caso) Settimo non pagano la cartella, questo mette SETA nella condizione di dover sopperire alla mancanza di liquidità con un fido bancario. I costi di questo fido vanno a carico di tutti i comuni, che dovranno ripianare questa maggior uscita finanziaria.
Questo perveso meccanismo, dovuto probabilmente o alla cattiva capacità di previsione sui mancati pagamenti, o alla difficoltà da parte di SETA nell'ottenere il pagamento da parte dei cittadini, chiaramente è causa di una forte contrarietà da parte dei comuni che, essendo ancora a tassa, pagano regolarmente (o quasi) quanto dovuto. Resta il fatto che questa situazione non è stata prevista da parte degli amministratori.
Di fronte a questa situazione, viene difficile capire come l'ingresso di un privato possa risolvere il problema. Certo, l'ingresso di capitali freschi potrà avere un effetto sul breve periodo, ma se non si interviene sulla causa della falla, il problema è destinato a riproporsi nei prossimi anni. Non ci è dato di sapere quali siano le azioni previste per affrontare questa situazione.
Sicuramente la presenza di un partner con una cospiqua quota societaria (si parla di un massimo del 49%) snaturerebbe la ragione sociale di ente pubblico dell'azienda. Difficilmente le amministrazioni, specie le più piccole, potrebbero pensare di avere voce in capitolo sulle scelte aziendali, che già ora sono estremamente delicate. Tra l'altro questo progetto porterebbe alla perdita dell' "in House" da parte di SETA, cosa ha come effetto immediato il dover affidare per bando i servizi nei comuni, che si potrebbero quindi trovare con nuove aziende per la gestione degli stessi, senza che lo stare in SETA possa permettere una garanzia sulla scelta delle aziende.
Sullo sfondo di tutto questo bailamme resta poi il miraggio degli impianti. L'ampliamento della discarica di Chivasso (in via di definizione) e sopratutto l'eventuale secondo inceneritore previsto a Settimo sono gli oggetti del desiderio, essendo (almeno in teoria) produttori di reddito. L'impressione è che tutto ruoti su chi sarà a dover gestire la costruzione e la gestione dell'inceneritore. Anche perchè se non arrivasse, SETA diventerebbe una scatola vuota. Anzi, una scatola piena di debiti...
SETA edita un notiziario che si chiama "il baco di SETA", non vorremmo che diventi "il buco di SETA".


Gaspare.


1 commento:

Anonimo ha detto...

Con l'arrivo delle cartelle relative alla tassa da pagare per il 2008 abbiamo capito chi è il "BACO" !!! Siamo noi cittadini (io sono di Volpiano) che veniamo "munti" per tenere in piedi l'ennessimo carrozzone pubblico. INCREMENTO DEL 34% DAL 2007 AL 2008. E' ora che ci svegliamo tutti e che la smettiamo di subire passivamente.......