
Giustamente le due questioni del buco della Fondazione Teatrale e di una politica culturale "sproporzionata" alle risorse di una cittadina come Chivasso sono quelle più importanti dal punto di vista dei denari pubblici spesi male, ma ciò che ha richiamato maggiormente la mia attenzione sono i riferimenti al giro degli intimi, professori, teatranti, nani e ballerine. I professori occupano a disdoro della categoria il primo posto nell' elenco. Lui e lei sono semplici professori di liceo scientifico, accompagnati dal fido cagnolino di colore marrone, ma la loro supponenza supera abbondantemente quella degli accademici più vanitosi. Lui, in particolare, è il fabbro del Faber, un mito da questi parti, considerato un fiore all'occhiello non solo dal nostro assessore comunale ma anche da politici di parte opposta e di più alto lignaggio, per esempio dall' assessore regionale all'istruzione... insomma, il teatro di strada è un vanto di Chivasso e dei paesi della collina (alcuni dei quali se lo sorbiscono in media un paio di volte l'anno).
Ma, oltre a chiederci se il fabbro viva anche del suo lavoro o esclusivamente di soccorsi pubblici, ci siamo mai chiesti che cosa fabbrica?
Valga un esempio per tutti: notte d'estate, arrivano i teatranti e piazzano per le vie del borgo torce e fiammelle. Poi si odono frasi gridate, per lo più incomprensibili, giungere da questo o quell'angolo della piazza e dalle vie adiacenti. Gli spettatori non molti , a dir il vero sono alquanto perplessi, insomma non capiscono nulla, ma, vista la fama che accompagna il fabbro, si assumono la colpa di non capire o si arrampicano sui vetri per non apparire troppo stupidi o ignoranti, cercando parole di circostanza per lodarne l'opera. Una signora anziana mi chiede, visibilmente turbata, se le posso spiegare il messaggio profondo che mi confessa a bassa voce le sfugge, ma mi vedo costretto a deluderla.
Quand'ero più giovane, di fronte a certe sedicenti espressioni artistiche, cercavo anch'io di afferrarne il significato recondito, mi sforzavo di interpretare. Ora so che non c'è niente che mi sfugge: molto più semplicemente, penso che vi siano in circolazione fabbri che producono oggetti mediocri, dozzinali, ma che sono riusciti a compiere il sortilegio di convincerci che si tratti di opere d'arte.
Naturalmente, dopo essersene accorti, per affermare che il re è nudo occorre avere un po' di coraggio. Suggerisco, collettivamente, di trovarlo.
Holden il vecchio.
Ma, oltre a chiederci se il fabbro viva anche del suo lavoro o esclusivamente di soccorsi pubblici, ci siamo mai chiesti che cosa fabbrica?
Valga un esempio per tutti: notte d'estate, arrivano i teatranti e piazzano per le vie del borgo torce e fiammelle. Poi si odono frasi gridate, per lo più incomprensibili, giungere da questo o quell'angolo della piazza e dalle vie adiacenti. Gli spettatori non molti , a dir il vero sono alquanto perplessi, insomma non capiscono nulla, ma, vista la fama che accompagna il fabbro, si assumono la colpa di non capire o si arrampicano sui vetri per non apparire troppo stupidi o ignoranti, cercando parole di circostanza per lodarne l'opera. Una signora anziana mi chiede, visibilmente turbata, se le posso spiegare il messaggio profondo che mi confessa a bassa voce le sfugge, ma mi vedo costretto a deluderla.
Quand'ero più giovane, di fronte a certe sedicenti espressioni artistiche, cercavo anch'io di afferrarne il significato recondito, mi sforzavo di interpretare. Ora so che non c'è niente che mi sfugge: molto più semplicemente, penso che vi siano in circolazione fabbri che producono oggetti mediocri, dozzinali, ma che sono riusciti a compiere il sortilegio di convincerci che si tratti di opere d'arte.
Naturalmente, dopo essersene accorti, per affermare che il re è nudo occorre avere un po' di coraggio. Suggerisco, collettivamente, di trovarlo.
Holden il vecchio.
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