| CHIVASSO - E' dei giorni scorsi la notizia della ennesima ricollocazione partitica dell' ex senatore, già principe del Boschetto, Renato Cambursano, che dal partito della Margherita è transitato al partitino di Di Pietro (Italia dei valori). Ma che cosa si può celare dietro a questa ultima transumanza? L' illustre interessato con una lunghissima ed alquanto noiosa lettera pubblicata su La Nuova Periferia si sforza di spiegare ai lettori le scelte della sua mancata adesione al nascente Partito Democratico, mettendo sullo stesso piatto la sua pallosissima vicenda personale che lo vede escluso dal parlamento a causa di beghe tutte interne al suo ex partito, e pretestuose polemiche nei confronti dei suoi ex amici ulivisti della prima ora che avrebbero gestito la lunga fase costituente (ancora in corso) in modo poco cristallino dal punto di vista politico. Guarda caso neanche una sillaba sulla sua nuova collocazione nel partito dell' ex magistrato, evidentemente su questo dettaglio il nostro vorrà deliziare i lettori del settimanale locale con delle prossime missive. Speriamo che La Nuova Periferia si sbagli e gliele pubblichi sulla rubrica satirica... A parte i dettagli che hanno fatto inalberare il principino al quale sarebbe stato negato il posto a causa della congiura dei suoi ex amici margheritini, c' è comunque da scommetere che, conoscendo il fiuto degno del miglior segugio da tartufi proprio dell' elemento, c' è da immaginare che la scelta della sua nuova casacca non sia proprio casuale... In effetti a pensar male, alle volte fa bene e, se 2 più 2 fa sempre 4, il nostro eroe dei diritti umani calpestati avrebbe fatto questa scelta proprio in questo periodo perchè, guarda caso, alla Regione Piemonte a breve si dovrà rinnovare il consiglio di amministrazione della potente FINPIEMONTE, ovvero l' ente finanziario della Regione. Pare che chi lo conosce bene...sa che non fa niente per niente... Bruno Giordano. | |||
Un V.Day chivassese....strane coincidenze...
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4 commenti:
La nostra casta locale.
A proposito della nostra piccola casta locale: pare che si siano già tenute alcune riunioni dei capigruppo del consiglio comunale in vista della modifica del regolamente del consiglio. Spero che abbiamo letto "La casta" di Stella e Rizzo e che colgano l'occasione per autoridursi al più presto il gettone di presenza. Sarebbe un gesto altamente apprezzato dalla cittadinanza.
Beppe Talpa
La nostra casta locale.
A proposito della nostra piccola casta locale: pare che si siano già tenute alcune riunioni dei capigruppo del consiglio comunale in vista della modifica del regolamente del consiglio. Spero che abbiamo letto "La casta" di Stella e Rizzo e che colgano l'occasione per autoridursi al più presto il gettone di presenza. Sarebbe un gesto altamente apprezzato dalla cittadinanza.
Beppe Talpa
Caro Blog,
c'è una casta anche nel mondo animale. Calderoli ha lanciato il Maiale-Day, una grande festa in suo onore.
Beppe Cimice
Caro Blog,
del maiale non si butta nulla, di Calderoli tutto
Beppe Cimice
Caro Blog,
ora tutti replicano a Calderoli che il vero maiale è lui. Come Presidente nazionale della Associazione Maiali Italiani intendo precisare che noi non accetteremmo mai una domanda di iscrizione di Calderoli, perché la sua presenza disonorerebbe la nostra categoria.
Piggy Piggest
LA CASTA CHIVASSESE
Si parla della nostra piccola “casta” chivassese. Proprio in questi giorni è stata presentata la nuova Stagione culturale 2006-2007 del Comune di Chivasso, organizzata dal sindaco Matola e dall’assessore alla cultura Alessandro Germani. La stagione si compone di teatro, musica, mostre e libri. Come risulta dal sito del Comune, la stagione culturale gode del «sostegno» anche di due enti pubblici come la Provincia di Torino e la Regione Piemonte.
Appunto: anche la Regione Piemonte. Che evidentemente ha la memoria corta. Alla fine del 2005 la Giunta regionale ha sciolto il consiglio di amministrazione della Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte, di cui era presidente Alessandro Germani. Nei mesi precedenti, infatti, una commissione di indagine e un commissario straordinario avevano rilevato «una situazione di grave disordine amministrativo – gestionale dell’Ente» e una «gravissima situazione finanziaria». La Fondazione accumulava disavanzi «pari ad oltre seicentomila euro l’anno». Al punto che gli assessori regionali Oliva e Peveraro, accertato «l’enorme disavanzo maturato dalla Fondazione», ritengono necessario che la Regione si faccia carico «dell’onere di un contributo straordinario in favore della Fondazione stessa pari a euro 935.266,33 (euro novecentotrentacinquemila duecentosessantasei virgola trentatre) al fine di evitare la messa in liquidazione dell’Ente ed il non soddisfacimento dei creditori della Fondazione». In seguito la Fondazione è stata chiusa.
Mi sono limitato a citare documenti della Regione. Non so se la Giunta Regionale abbia ragione o torto. Ma il suo comportamento è abbastanza curioso. Nemmeno due anni fa rileva il «grave disordine amministrativo - gestionale» della Fondazione torinese di cui Germani era presidente, ed ora offre il suo «sostegno» (anche economico?) alle iniziative culturali chivassesi organizzate dallo stesso Germani. Non vi sembra una gestione del denaro pubblico un po’ distratta? L’Amministrazione regionale, o meglio gli assessori competenti, non ricordano già più quel che pensavano neanche due anni fa?
Billy Shakespeare
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