CHIVASSO - Si parla della nostra piccola "casta" chivassese. Proprio in questi giorni è stata presentata la nuova Stagione culturale 2006-2007 del Comune di Chivasso, organizzata dal sindaco Matola e dall'assessore alla cultura Alessandro Germani. La stagione si compone di teatro, musica, mostre e libri. Come risulta dal sito del Comune, la stagione culturale gode del «sostegno» anche di due enti pubblici come la Provincia di Torino e la Regione Piemonte.
Appunto: anche la Regione Piemonte. Che evidentemente ha la memoria corta. Alla fine del 2005 la Giunta regionale ha infatti sciolto il consiglio di amministrazione della Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte, di cui era presidente Alessandro Germani. Nei mesi precedenti, infatti, una commissione di indagine e un commissario straordinario avevano rilevato «una situazione di grave disordine amministrativo gestionale dell'Ente» e una «gravissima situazione finanziaria». La Fondazione accumulava disavanzi «pari ad oltre seicentomila euro l'anno». Al punto che gli assessori regionali Oliva e Peveraro, accertato «l'enorme disavanzo maturato dalla Fondazione», ritengono necessario che la Regione si faccia carico «dell'onere di un contributo straordinario in favore della Fondazione stessa pari a euro 935.266,33 (euro novecentotrentacinquemila duecentosessantasei virgola trentatre) al fine di evitare la messa in liquidazione dell'Ente ed il non soddisfacimento dei creditori della Fondazione». In seguito la Fondazione è stata chiusa. Mi sono limitato a citare documenti della Regione. Non so se la Giunta Regionale abbia ragione o torto. Ma il suo comportamento è abbastanza curioso. Nemmeno due anni fa rileva il «grave disordine amministrativo - gestionale» della Fondazione torinese di cui Germani era presidente, ed ora offre il suo «sostegno» (anche economico?) alle iniziative culturali chivassesi organizzate dallo stesso Germani. Non vi sembra una gestione del denaro pubblico un po' distratta? L'Amministrazione regionale non ricorda già più quel che pensa neanche due anni fa? Billy Shakespeare.
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7 commenti:
Forse sono gli stessi amministratori che hanno coperto la giunta Ghigo nell'affondamento, documentato dalla Corte dei Conti, del Mauriziano. E che poi dicono a Grillo di fare di tutta l'erba un fascio. Cominciassero ad essere onesti
Saturnino
Le capacità gestionali di quel personaggio sono evidenti.Spende e spande(i soldi non suoi).I giornli locali,tanto,dormono... tutti zitti...
Caro Shakespeare,
comprendo la tua indignazione per l’affaire Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte, di cui Germani è stato presidente nel biennio 2004-2005. Prima i contribuenti hanno dovuto pagare il buco di 800.000 euro della Fondazione, e ora pagano di nuovo il “sostegno” accordato dalle Regione Piemonte agli stratosferici programmi culturali dell’assessore chivassese alla cultura. Ora Germani, in una lunga lettera alla Gazzetta del Canavese del 14 settembre, si scaglia contro “lo strapotere della casta, di un’oligarchia degli scaltri ecc. ecc.” Lui è di un altro livello, di ben altra pasta, ha ben altre ambizioni: “Il discorso che mi appassiona molto di più…è ragionare come ridurre gli enti inutili”. Parole sante! Che vengono da uno che se ne intende, perché ha già contribuito a eliminare un ente inutile: è sotto la sua presidenza, infatti, che la Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte è affondata per debiti, e poi è stata abolita.
Sam Beckett
Caro Shakespeare,
anch’io comprendo la tua indignazione per l’affaire Germani - Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte. Ma non esagerare. C’è anche da ridere. Ti racconto la mia avventura, che potremmo intitolare: Indiana Jones e la ricerca dello stipendio scomparso. Alla fine del 2005, mentre i giornali parlano del buco della Fondazione, e favoleggiano sugli stipendi di amministratori e dirigenti, mi viene voglia di conoscere lo stipendio che Germani prende come presidente del consiglio di amministrazione. Sono soldi pubblici, penso ingenuamente che sia un mio diritto saperlo. Poiché Germani era stato nominato dalla Giunta Ghigo, telefono in Regione: “Sono un cittadino contribuente chivassese e desidero sapere quanto guadagna il presidente della Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte”. Risposta: “E vero che la Regione nomina una parte dei consiglieri della Fondazione, ma il loro stipendio lo stabilisce il consiglio di amministrazione della Fondazione stessa”. Capito che furbata? I consiglieri d’amministrazione si stabiliscono da sé il proprio stipendio! Allora telefono alla Fondazione, e recito di nuovo: “Sono un cittadino contribuente chivassese e desidero sapere quanto guadagna il presidente della Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte”. Avverto un certo imbarazzo nella voce della gentile signora che mi risponde. Mi fa attendere in linea un bel po’, poi mi dice: “Deve fare domanda scritta al Presidente della Fondazione”. E io diligentemente scrivo: “Al Signor Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte, dottor Alessandro Germani. Il sottoscritto cittadino contribuente chivassese desidera conoscere lo stipendio del presidente della Fondazione dottor Alessandro Germani”. Magari voi non ci crederete, voi tapini che credete di vivere in una democrazia, ma aspetto ancora adesso la risposta.
Indivia Jones
Ben vi sta! Voi del blog avete criticato Grillo, e adesso che cosa scoprite? Che c’è una casta anche a Chivasso ed è intoccabile. Scoprite che Germani continua a fare l’assessore alla cultura e a maneggiare un mucchio di soldi con il sostegno della Regione, dopo che la stessa Regione due anni ha sciolto il Consiglio di amministrazione di cui Germani era presidente perché la Fondazione Circuito Teatrale aveva perso 800 o 900 mila euro in due anni. Germani è di destra, e la Regione è di sinistra, ma la Regione continua a finanziare le sue iniziative. E’ uno scandalo, ma che cosa fa la sinistra a Chivasso? Fa finta di non accorgersene. Se ci fosse qualcuno con le palle nella sinistra chivassese avrebbe già chiesto le dimissioni di Germani. E se ci fosse qualcuno con le palle in Regione a Torino avrebbe già tagliato i fondi a Germani. Intanto Germani continua a fare quello che vuole, circondandosi della sua solita cricca (avete notato? Sono sempre i soliti, il solito giro degli intimi, professori, teatranti, nani e ballerine, tutti belli sorridenti in foto sui giornali: io lo so, ci sono passato nel liceo a Chivasso), senza che la sinistra muova un dito. E allora beccatevi Grillo, anzi, vorrei che anche a Chivasso ci fosse un Grillo che va in consiglio comunale e chiede quello che l’opposizione non ha il coraggio di fare: chiedere a Germani di dimettersi, chiedere a Germani che almeno si vergogni e restituisca quel che ha guadagnato negli anni in cui ha fatto il presidente della Fondazione. Incazzatissimi saluti.
Ma figuriamoci! La sinistra non ha attaccato Germani sulla questione del buco della Fondazione Teatrale quando sarebbe servito, cioè nella campagna elettorale delle comunali dell'anno scorso, figuriamoci se lo farà adesso! Dobbiamo proprio sperare che arrivi un Grillo a Chivasso per scoperchiare gli altarini? Intanto Germani si coltiva la sua corte di fedelissimi, sempre gli stessi, il suo giro stretto, la sua piccola "casta", qualcuno di loro magari era pure di "sinsitra", e spende e spande soldi di tutti. E chiamatemi pure, anzi mi firmo:
Qualunquista
caro Anonimo,
giustamente le due questioni del buco della Fondazione Teatrale e di una
politica culturale "sproporzionata" alle risorse di una cittadina come
Chivasso sono quelle più importanti dal punto di vista dei denari pubblici
spesi male, ma ciò che ha richiamato maggiormente la mia attenzione sono i
tuoi riferimenti al giro degli intimi, professori, teatranti, nani e
ballerine. I professori occupano a disdoro della categoria il primo posto
nel tuo elenco. Lui e lei sono semplici professori di liceo scientifico,
accompagnati dal fido cagnolino di colore morrone, ma la loro supponenza
supera abbondantemente quella degli accademici più vanitosi. Lui, in
particolare, è il fabbro del Faber, un mito da questi parti, considerato un
fiore all'occhiello non solo dal nostro assessore comunale ma anche da
politici di parte opposta e di più alto lignaggio, per esempio
dall'assessore regionale all'istruzione... insomma, il teatro di strada è un
vanto di Chivasso e dei paesi della collina (alcuni dei quali se lo
sorbiscono in media un paio di volte l'anno).
Ma, oltre a chiederci se il fabbro viva anche del suo lavoro o
esclusivamente di soccorsi pubblici, ci siamo mai chiesti che cosa fabbrica?
Valga un esempio per tutti: notte d'estate, arrivano i teatranti e piazzano
per le vie del borgo torce e fiammelle. Poi si odono frasi gridate, per lo
più incomprensibili, giungere da questo o quell'angolo della piazza e dalle
vie adiacenti. Gli spettatori non molti , a dir il vero sono alquanto
perplessi, insomma non capiscono nulla, ma, vista la fama che accompagna il
fabbro, si assumono la colpa di non capire o si arrampicano sui vetri per
non apparire troppo stupidi o ignoranti, cercando parole di circostanza per
lodarne l'opera. Una signora anziana mi chiede, visibilmente turbata, se le
posso spiegare il messaggio profondo che mi confessa a bassa voce le
sfugge, ma mi vedo costretto a deluderla.
Quand'ero più giovane, di fronte a certe sedicenti espressioni artistiche,
cercavo anch'io di afferrarne il significato recondito, mi sforzavo di
interpretare. Ora so che non c'è niente che mi sfugge: molto più
semplicemente, penso che vi siano in circolazione fabbri che producono
oggetti mediocri, dozzinali, ma che sono riusciti a compiere il sortilegio
di convincerci che si tratti di opere d'arte.
Naturalmente, dopo essersene accorti, per affermare che il re è nudo occorre
avere un po' di coraggio. Suggerisco, collettivamente, di trovarlo.
Holden il vecchio
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