A proposito della presidio contro... le motoseghe di Matola alla Fiera patronale...


LA CASTA DEI FURBISSIMI


Mercoledì 29 agosto, durante la fiera di Chivasso, si è svolta al Parco Mauriziano una manifestazione contro la sistematica riduzione del verde cittadino condotta dall'Amministrazione comunale. La manifestazione era organizzata da ambientalisti e da Rifondazione comunista. Sulle pagine del settimanale locale La Voce, Emiliano Rozzino ha rilevato che il numero dei partecipanti era esiguo. E' vero. Ambientalisti e Rifondazione erano presenti a ranghi ridotti. Ma dov'erano i «moderati» del centrosinistra chivassese, dov'erano i Ds e la Margherita, dove erano i loro segretari Fatibene e Lorenzano, dov'erano i loro politici locali Chianale e Pentenero? A loro la politica ambientalista del Comune sta bene così?



Come riferisce La Periferia, i Ds hanno appena presentato tre interrogazioni, nelle quali chiedono, fra l'altro, che vengano piantati nuovi alberi nel Parco Mauriziano. I Ds arrivano adesso? Sono due anni e mezzo che in città si dibatte accanitamene sul Parco: i Ds se ne accorgono solo ora? Dove sono stati in tutto questo tempo? Abitano tutti fuori Chivasso come il loro segretario? Gli ambientalisti vengono sovente accusati di dire sempre no a priori: i Ds invece hanno inventato l'ambientalismo a posteriori, o postumo, o cimiteriale. L'ambientalismo che chiede di sprangare la porta quando i buoi sono già scappati. Faranno anche dire qualche messa in memoria del Parco Mauriziano?



In vista del prolungamento di Viali Vigili del Fuoco, i Ds si preoccupano anche della sorte degli alberi lungo il Canale Cavour. La questione di Viale Vigili del Fuoco è già stata sollevata alcuni anni fa dai Verdi. I Ds non se n'erano accorti? In questi anni erano in visita alla luna? Per tutto il mese di agosto ambientalisti e Rifondazione hanno distribuito volantini contro il taglio degli alberi di Piazza d'Armi e per salvare quelli di Piazza Noè (le due «riqualificazioni» ai chivassesi costeranno 750.000 euro). Non sarà che, tornati dalle ferie, i Ds hanno improvvisamente deciso di mostrare che anche loro si occupano di ambiente e si sono dati in fretta e furia una mano di verde?



Nel frattempo il sindaco Matola continua a raccontare favolette per i più piccini. La casa scout nel Parco, afferma, costerà solo 100.000 euro: attendiamo sempre che ci dia l'indirizzo dell'impresa che fa miracoli, che per 100.000 euro costruisce 350 metri quadri di abitazione. Il sindaco è disposto a mostrarci tutte le fatture, dalla prima all'ultima? Quelle relative alla costruzione, e, dopo, quelle della manutenzione? Matola dichiara anche che l'area del Parco, in cui la casa sorgerà, di notte è malfrequentata, e che gli scout fungeranno da deterrente: gli scout si fermeranno a presidiare il Parco anche di notte, armati di coltellini da campeggio?



Sandro Recchia, proprio su La Voce, ha invitato il sindaco a sistemare gli scout al Campo TAV, e a rispondere, in quanto «dovere civico», alle accuse di clientelismo: «come Consigliere di maggioranza, mi sentirei offeso se ciò non avvenisse, perché sarebbe un ingeneroso avvallo di quelle accuse!». La risposta è prontamente venuta, ma diversa da quella attesa: il sindaco ha subito deciso la costruzione della casa scout dentro il Parco. Recchia mi scuserà per il linguaggio, ma a me sembra che l'abbiano preso a pesci in faccia. Ora che farà? Subirà o reagira? Difenderà il suo onore o si sottometterà alla volontà della sua maggioranza?


Piero Meaglia




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