Nuovo colpo di genio del sindaco Matola! Lunedì scorso dichiara a questo giornale che la costruzione della nuova sede degli scout nel Parco Mauriziano verrà finanziata con «quel che resta delle compensazioni Edipower». La società proprietaria della centrale aveva infatti versato, come prescrive la legge, dieci miliardi di vecchie lire al Comune di Chivasso: una sorta di risarcimento alla collettività chivassese per il danno ambientale causato dalla nuova centrale. Ebbene, il sindaco come pensa di impiegare quel che resta della somma? Magari per ampliare il verde pubblico, penseremmo noi ingenuamente E invece no, li userà per ridurne ulteriormente le dimensioni, sbattendo un edificio dentro il Parco Mauriziano. Veramente una strepitosa dimostrazione di attenzione per l'ambiente!
Che cosa sono, per la precisione, questi dieci miliardi? Con la convenzione firmata nel 2003 Edipower [clausola convenzionale n. 2] si obbliga a corrispondere al Comune i dieci miliardi per la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria, in base alla legge 393 [n. 15 del 2.08.1975, art. 15] del 1975. Questa legge stabilisce appunto che i proprietari della centrale (allora l'Enel) debbono versare una determinata cifra, calcolata in base alla potenza in Kw dell'impianto, per finanziare «le opere di urbanizzazione secondaria che il comune deve eseguire in relazione alla costruzione di centrali termiche di qualsiasi tipo». Ma cosa c'entra la casa scout con le opere che il comune deve realizzare in seguito alla costruzione della centrale? Il nesso ci sfugge. Se il sindaco riesce a dimostrarci che in conseguenza dell'edificazione della nuova centrale occorre costruire una casa dentro il Parco Mauriziano, e per ospitarvi il locale gruppo degli scout, allora siamo disposti a chiedergli perdono e anche a offrirgli l'aperitivo.
Qualcuno si chiederà che cosa sono precisamente le «opere di urbanizzazione secondaria». In base ad una legge del 1971 [art. 44, legge n. 865/1971 e successive modifiche] sono considerati tali: gli asili nido; le scuole materne; le scuole dell'obbligo; i mercati di quartiere; le delegazioni comunali; le chiese ed altri edifici religiosi; gli impianti sportivi di quartiere; i centri sociali e le attrezzature culturali e sanitarie; le aree verdi di quartiere. Sono tutti luoghi aperti all'intera popolazione, servizi fruibili da tutti i chivassesi indistintamente: non sedi di associazioni private, come il gruppo scout chivassese, a cui si accede pagando, e che fa capo ad una associazione scoutistica nazionale. Se Matola vuole fare un favore a questa associazione paghi di tasca sua, anziché usare denaro che dovrebbe andare a vantaggio di tutti i cittadini. Ma sono sicuro che il sindaco si sta già inventando una nuova favola per giustificare questa ormai lunghissima farsa.
Sarebbe anche interessante sapere per quali altre opere di «urbanizzazione secondaria» la precedente amministrazione ha usato i miliardi di Edipower. Ne parleremo nella prossima puntata.
Piero Meaglia
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