| In questi giorni ho ricevuto molte mail di invito al Vaffa-Day dell'8 settembre provenienti da compagni e amici del chivassese, e mi rivolgo a loro. Ho qualche dubbio sul contenuto della manifestazione. Le richieste mi sembrano semplicistiche e l'ho detto in altre occasioni su questo blog. Ma non è di questo che voglio parlare. Non voglio intervenire dei contenuti ma sulle forme. Il Vaffa-Day è comunque una forma di partecipazione, e come tale dovrebbe venire giudicata positivamente. Però mi permetto ugualmente di fare una osservazione: non vorrei che la partecipazione ai V-Day e più in generale ai meeting reali o elettronici come quelli di Grillo (che ha il merito di denunciare quello che altri non denunciano) diventasse il sostituto della partecipazione di base, quella che si svolge o si dovrebbe svolgere a livello locale, nei luoghi in cui viviamo, e che tranne le brevi fiammate dei comitati spontanei rischia di spegnersi lentamente. Da una parte si partecipa ai V-Day, ad altre giornate dello stesso tipo, contro la casta nazionale, e poi si torna a casa a coltivare in solitudine il proprio rancore, ognuno da solo di fronte al proprio computer. Dall'altra, nel posto in cui viviamo non si riesce più ad organizzare nemmeno una riunione contro quella che probabilmente chiamereste la casta locale. Eppure, ci sarebbe un gran lavoro da fare. Chi partecipa al V-Day è sensibile alla questione della "moralizzazione della politica" (chiamiamola così tanto per capirci). E a Chivasso non mancano gli episodi di malapolitica e di malamministrazione da svelare, rendere pubblici e combattere. Basterebbero cinque-sei-sette persone per costituire qualcosa come un "Osservatorio permanente" sulla amministrazione chivassese, che si riunisca, ad esempio, una volta ogni quindici giorni, in cui ci si divida i settori da controllare sistematicamente. Si potrebbe controllare quello che l'amministrazione fa e dichiara apertamente (nelle delibere e sui giornali), quello che fa ma non dice (le operazioni clientelari), e quello che non fa e che invece dovrebbe fare (la tutela dell'ambiente e della salute). L'Amministrazione comunale produce in un anno all'incirca un migliaio di delibere di giunta e di determine funzionariali. Quasi nessuno le controlla, benché ora compaiano sul sito del comune. Eppure è anche di lì che passano le malefatte. Controllarle continuativamente, individuare i beneficiari, verificare che i lavori che vi sono decisi siano veramente necessari: già questo sarebbe un utile lavoro, che a Chivasso quasi nessuno fa. Fredy Dutto dice che ci vorrebbe un nuovo '68, ma mi accontenterei anche di qualcosa di meno faticoso, considerata la nostra età media. La "casta" è anche qui, non solo a Roma, e non devo certo dirvelo io. Proprio qualche giorno fa su Insomma, anche solo in una piccola città come Chivasso c'è una enorme quantità di cose interessanti da indagare. Si dirà: una volta che ci siamo procurati tutte queste informazioni, che ne facciamo? Come le trasmettiamo alla popolazione? I mezzi sono tanti e li conoscete bene: se cominciamo a denunciare sistematicamente la malamministrazione con lettere o interviste ai giornali, se volantiniamo, se esponiamo cartelloni, se raccogliamo firme parlando con tutti quelli che incontriamo, se facciamo continuativamente quest'opera di informazione o controinformazione, senza pause, forse la casta locale si sentirà sotto un controllo permanente e non si sentirà più così sicura di passarla sempre liscia. Non mi faccio grandi illusioni, ma qualcosa si può fare. Cosa ne pensate?
Primo CARNERA. Chivasso, 8 settembre 2007 |
Dopo il V-Day...a Chivasso che si fa?
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6 commenti:
Il V-Day ha senza dubbio avuto il merito di ri/portare la "piazza" come protagonistra di un qualcosa di politico, o meglio, di anti-politico. Si tratta di una iniziativa comunque parziale, figlia di questi tempi in cui il torpore televisivo ha preso il sopravvento, in particolare nei confronti delle giovani generazioni, che, non voglio generalizzare ma comunque secondo me è cosi', non riescono a dare comtinuità a quel filone di cultura e/o controcultura che aveva caratterizzato i giovani fino alla fine degli anni '80, primi anni '90. Ribadisco che soltanto con un nuovo movimento che cresca dal basso e che proponga una nuova stagione di uguaglianza e giustizia sociale, da abbinare con l' emergenza numero 1: quella dell' ambiente e del suo sfruttamento. Beppe Grillo ha buon gioco in questo deserto intellettuale fatto di grandi fratelli teleisivi, di sedicenni che nei loro i-pod custodiscono migliaia di brani musicali senza saper distinguere nemmeno i generi musicali, di quotidiani gratuiti diffusi nelle stazioni ferroviarie e di altre banalità che non fanno altro che omologare gusti, tendenze e modi di vivere pianificati dal potere politico con l' unico obiettivo di orientare i consumi come vogliono le multinazionali.
Affanculo allora Beppe Grillo, che con questa iniziativa non ha fatto crescere un bel niente e, come giustamente dice Primo Carnera, il giorno dopo, nel migliore dei casi, non fa che aumentare la propria angoscia davanti al proprio computer.
SPARTACO.
Credo che quello di ieri sia stato un grande momento della storia, peccato che molti della sinistra non lo riescano a capire.
Decine di migliaia di persone in piazza, senza televisione, senza partiti, senza sindacati, senza mass media istituzionali o commerciali, ma vi rendete conto di cosa stiamo parlando, 300 mila firme in un giorno, ieri a Torino c'era gente che ha fatto la fila senza riuscire a firmare.
Le 3 proposte di legge mi sembrano più che condivisibili.
Non saranno la soluzione a tutti i mali di questo paese, ma sempre meglio dell'indulto o del "cuneo fiscale" regalato agli industriali.
Caro Spartaco,
non capisco perchè ti incazzi con Grillo, che ha il solo merito di catalizzare uno scontento diffuso, e per fortuna che ha avuto quest'idea che non riesco a non vedere in continuità con i girotondi e, andando più indietro, proprio con il 77 e il "mitico" 68, troppo spesso evocato. Non dimentichiamo come venivano definiti da chi era all'interno dei partiti i compagni che contestavano l'establisment di allora, fatto si da democristiani ed ex fascisti, ma anche da esponenti della sinistra (o presunta tale) come i craxiani e la nuova leva dei vari La Ganga e compagnia cantante. Mi sembra difficile che le cose nuove stiano all'interno del presente, visto che lo devono superare. Ritengo importante la proposta dell'osservatori permanente ma ha un limite, ossia di agire su un piano che ormai in molti non capiscono. E' evidente che nel momento in cui la sinistra nel suo comlesso si è posta in una logica di azione internaalle istituzione ha perso la possibilità di essere un partner dei movimenti emergenti che non possono non identificarla nella controparte. le contestazioni a Bertinotti sulla guerra e a Rifonfazione sulla TAV pongono chiaramente i termini della situazione, sopratutto quando non parte dalla sinistra una forte campagna di uscita dai privilegi che la CASTA si è costruita. Penso che se si vuole essere realmente un punto di coesione di chi vuole davvero fare qualcosa, si debba partire con iniziative precise sui punti che il V day ha sottolineato.
Ciao
Massimo
Vi siete dimenticati il capitale?
Non sono italiana e da quasi un secolo mi sono ritirata dalla vita politica, anzi dalla vita stessa, per cause di forza maggiore. Apro il Blog del Centro Otelli, leggo la polemica sul V-Day di Beppe Grillo, e trasecolo: da parte dei sostenitori di Grillo trovo attacchi violentissimi alla “casta” dei politici. Sicuramente meritati. Ma la “casta” dei capitalisti, del potere economico, della grande finanza, ecc., ve la siete dimenticata? Anche quelli siedono magari in quindici CdA contemporaneamente, e scaricano i costi del loro stipendio o dei gettoni di presenza sui prodotti venduti ai loro clienti, magari facendo cartello per mantenere alti i prezzi (vedi la benzina). Ai miei tempi, tanto tempo fa, sapevamo bene che l’avversario principale era il capitale. Il movimento del sessantotto ebbe anch’esso questa consapevolezza: non a caso si qualificava come anticapitalista. E il movimento no global si oppone alle multinazionali, che non sono nient’altro che la versione odierna del grande capitale. Ve ne state per caso dimenticando?
E i politici? Certo non sono dei santi. Molti cercano di farsi finanziare dal capitale, da imprenditori grandi e piccoli, dagli imprenditori della sanità privata, dai petrolieri, dalle multinazionali dei rifiuti, dai farmaceutici, dagli immobiliaristi, dai costruttori di strade, autostrade, ponti e Tav, e così via. Insomma, molti di loro, se ci riescono, colludono con il capitale: emanano norme (dai piani regolatori dei comuni fino alla finanziaria) favorevoli a questa o quell’altra grande impresa, e in cambio sperano nella loro riconoscenza tangibile. Vedi appunto il capitolo 11 del libro La casta di Rizzo e Stella. Proprio per questo potrebbe essere utile l’”Osservatorio permanente” sull’amministrazione chivassese proposto da Primo Carnera (che nome orribile! Non era meglio Karl Liebknecht?): se ne scoprirebbero delle belle, quanto a rapporti tra amministratori e imprenditori! Fatevi un giro per quella vostra città di Chivasso. Troverete moltissime nuove costruzioni. Perché? Ma perché il nuovo piano regolatore del vostro precedente sindaco ha reso edificabile ogni angolo di Chivasso. Chi ci ha guadagnato? I costruttori, soprattutto, e il loro indotto. Volete dirmi che al momento buono non sono stati riconoscenti?
Rosy Luxuriemburg#end
Risposta a Massimo sul V-Day?
Su questo blog Primo Carnera ha proposto la creazione a Chivasso di un “Osservatorio permanente” sui politici e sugli amministratori chivassesi. Massimo, che elogia il V-Day di Grillo, risponde: «Ritengo importante la proposta dell'osservatorio permanente ma ha un limite, ossia di agire su un piano che ormai in molti non capiscono». Gli pongo due domande precise: 1. Massimo ritiene utile la creazione dell’Osservatorio? 2. E’ disposto ad impegnarsi in questo Osservatorio? Gli interessa o no sapere, ad esempio, che ne sarà della vasta area del Consorzio Agrario di Via Isonzo? E’ in vendita: sarà una nuova grande speculazione immobiliare? E’ vicina all’Asl e alle scuole: il Comune avrà il coraggio di destinarne almeno una parte ad usi collettivi e pubblici? Gli interessa sapere come il Comune ha usato i dieci miliardi di vecchie lire versate dai proprietari della centrale Edipower? Dovevano servire alla realizzazione di opere di “urbanizzazione secondaria”, ad esempio «aree verdi di quartiere». Come sono state impiegate?
Perché è importante sapere queste cose? La “Casta”, di cui Massimo vuole sbarazzarsi, non sboccia direttamente a Roma come un fiore in un vaso a Montecitorio. La Casta nasce a muove i primi passi a livello locale: consiglieri che poi diventano sindaci poi consiglieri provinciali poi senatori. Non sarebbe utile cominciare a controllarli da vicino fin da piccoli? Il piano regolatore approvato durante la prima sindacatura di Fluttero è stato utile alla sua successiva carriera politica? La rete di rapporti che il vicesindaco Germani ha tessuto come Assessore alla cultura servirà alla sua eventuale carriera politica? Ecc. Non si potrebbe tentare di bloccarli quando sono ancora piccoli? Con l’Osservatorio Primo Carnera propone non solo un esaltante ed emozionante lavoro da grillo ma anche un faticoso e incisivo lavoro da formica.
Beppe Formica
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