PAZZA IDEA (DI FLUTTERO)

Lunedì scorso su questa pagine Sandro Recchia invita il sindaco Matola a rinunciare a costruire, dentro il Parco Mauriziano, la nuova sede degli scout, e ad offrire loro uno degli edifici dell’ex campo TAV in zona Baraggino. Va ancora una volta riconosciuto al consigliere di Forza Italia il coraggio di esprimere pubblicamente le proprie convinzioni anche in disaccordo con quelle della maggioranza di cui fa parte.

Egli si compiace però che il sindaco abbia già ridimensionato il progetto facendo scendere la spesa da 355.000 a 100.000 euro. Questa decisione comparirebbe nel bilancio. Ma dove? Forse mi è sfuggito, ma non ho trovato nessun atto del Comune nel quale venga esplicitamente affermato che la nuova sede costerà “solo” centomila euro. Per ora ci sono soltanto le due delibere, approvate quando era sindaco Fluttero, nelle quali la cifra è di 353.000 euro. E’ vero che da mesi Matola e assessori vanno dicendo che si spenderà meno, addirittura meno dei centomila euro indicati da Recchia. Ma temo che si tratti soltanto di una voce fatta circolare per sopire lo scandalo di una somma così spropositata (di denaro pubblico) stabilita da Fluttero per procurare una nuova sede ad una associazione che una sede già ce l’ha, e pur in presenza di soluzioni meno costose.

Ma torniamo ai centomila euro. In base alla planimetria del progetto definitivo, approvato dalla giunta due anni fa, la superficie della casa scout dovrebbe estendersi per circa 350 metri quadri. Se Matola ha trovato una impresa edile o un produttore di prefabbricati che per centomila euro costruisce 350 metri quadri di abitazione, ci dica dov’è: molti ci andranno di corsa. A meno che l’Amministrazione pensi ormai ad un edificio più piccolo: allora perché non assegnare agli scout una o due case del campo TAV, come Recchia suggerisce? O forse andrebbe a finire come spesso accade nei lavori pubblici: una amministrazione fa una certa previsione di spesa, ne vanta pubblicamente la moderazione, e poi lentamente i costi crescono nel silenzio, e a lavori ultimati la somma complessiva risulta molto superiore a quella preventivata. Ammesso che l’edificio costi centomila euro, bisogna infatti aggiungervi il basamento e gli allacciamenti. Poi la strada per giungere al cantiere e alla casa. E per giungervi occorrerà spianare il terreno rialzato che separa l’area dal resto del parco. Poi si scoprirà che i bambini scout e i cani dell’area adiacente convivono con difficoltà, e bisognerà trovare un altro luogo per gli animali. Poi l’edificio, in quell’angolo appartato, diventerà bersaglio di vandalismi, e si dovrà provvederà alle riparazioni. E via spendendo.

L’intervento di Recchia solleva ancora una questione. Perché l’Amministrazione ha finora così testardamente difeso la scelta del Parco Mauriziano? Egli non crede che l’Amministrazione s’impunti in questo modo solo per dimostrare “coerenza” con la promessa fatta. Non crede nemmeno che si tratti di “clientelismo”. E allora la ragione qual è? Tanto più ora che il campo TAV offre una eccellente alternativa al parco. Recchia vede altre ragioni?

Piero Meaglia

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