Il sindaco Matola ha recentemente affermato di non credere alla realizzazione del «peduncolo», o «lunetta», o «by pass», il nuovo tratto della linea ferroviaria Torino-Aosta che taglierà fuori la stazione di Chivasso, privando la città di uno dei suoi collegamenti su rotaia e di una delle sue risorse economiche. Può anche darsi che il sindaco faccia bene a dormire sonni tranquilli. Può darsi. Però nel frattempo si susseguono con frequenza dichiarazioni e documenti, provenienti dalla Regione Valle d’Aosta e dalla Regione Piemonte, nei quali il “peduncolo” viene indicato come importante e la cui realizzazione urgente. Nel solo mese di luglio se ne contano tre. Il 13 luglio (notizia Ansa) il presidente della Valle d’Aosta Luciano Caveri, dopo aver rilevato “luci e ombre” nel Documento di programmazioni economica e finanziaria del governo, evidenzia «una qualche ambiguità dell'uso dei fondi della Finanziaria lungo la tratta Aosta-Chivasso. In questo senso è infatti importante che i 40 milioni di euro si impegnino come richiesto dalla Valle d'Aosta [cioè per costruire il peduncolo] e, per capirci, non finiscano nel raddoppio selettivo della Chivasso-Ivrea per la quale vanno trovate altre risorse». Il 20 luglio una nuova Ansa riferisce: «La Regione autonoma Valle d'Aosta ha affidato alla società Rete ferroviaria italiana (Rfi) la progettazione preliminare e definitiva del by-pass ferroviario della stazione di Chivasso della linea Aosta-Torino…Il nuovo percorso - ha spiegato oggi il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Luciano Caveri - consentirà al treno che collega Aosta con Torino di risparmiare almeno 12 minuti. La progettazione dell'intervento…sarà ultimata entro luglio 2008». Infine, nel «Patto per lo sviluppo sostenibile» della Regione Piemonte, datato 26 luglio, viene elencato tra gli interventi urgenti il «Potenziamento della Chivasso-Ivrea: la legge finanziaria 2007 stanzia 20 + 20 milioni di euro (anni 2007-2008) per la realizzazione della lunetta di Chivasso». Accidenti, quanto costa questa lunetta! E, a sentire Caveri, sembra che il futuro della Valle dipenda tutto dal peduncolo chivassese. Chivasso sembra diventata il centro del mondo: o la vittima di poteri più forti?
Tutta l’operazione sembra infatti un bel sandwich in cui Torino e Aosta sono le due fette di pane e Chivasso la fetta di salame. Matola dorme tranquillo. Ma a sua volta la Regione Piemonte non tiene affatto un comportamento aperto e cristallino. Ovunque si sente parlare di tavoli e conferenze nei quali i soggetti interessati (in questo caso Torino, Chivasso, Ivrea, Aosta, gli altri comune lungo la linea, il Ministero dei Trasporti, RFI, ecc.) si incontrano per affrontare interessi divergenti e trovare attraverso il dialogo una soluzione condivisa. A Chivasso no. Qui le decisioni vengono sganciate dall’alto come bombe da un aereo. E L’assessore piemontese ai trasporti Daniele Borioli si guarda bene dall’aprire pubblicamente un tavolo di confronto, e dal venire a Chivasso per spiegare il punto di vista della Regione. Invitato al convegno sui trasporti del 9 giugno ha defezionato all’ultimo momento. Che cosa aspettano i ds chivassesi, suoi compagni di partito, ed anche l’onorevole Chianale, ad andare a prenderlo per trascinarlo una buona volta a Chivasso?
Piero Meaglia
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