Questione "lunetta"... a che punto siamo.

Il Peduncolo non ci piaceva, figuriamoci quello biforcuto. Perderemo migliaia di pendolari». Bruno Matola, sindaco di Chivasso, è pronto a dare battaglia anche sull'ultima modifica del progetto Lunetta di Rfi per l'ammodernamento della rete ferroviaria Torino-Chivasso-Ivrea-Aosta. Da queste parti il progetto è noto come il «Peduncolo», molto meno elegante di Lunetta. La novità che scatenato l'ennesima alzata di scudi dei comitati pendolari e del comune è l'ipotesi di un doppio innesto della linea Chivasso-Aosta sui binari della Torino-Milano. In pratica viene riproposta la dismissione dell'ultimo tratto della ferrovia che entra in Chivasso, la deviazione all'altezza della rotonda per Montanaro che prosegue con due curve disegnando una «S» tra le case di Montegiove. «Nel punto d'innesto sulla Torino-Milano ci sarebbero due svolte: una verso Torino per i diretti che così bypassano Chivasso, e una verso la stazione in centro città destinata ai treni locali» precisa Carlo Fontana, portavoce del comitato pendolari. La variante è stata subito ribattezzata «peduncolo biforcuto». Se nelle intenzioni della Regione c'era quella di venire incontro alle precedenti osservazioni dei pendolari, la soluzione prospettata in un incontro tra l'assessore regionale Daniele Borioli e il sindaco di Ivrea non è piaciuta. «Quest'ultima modifica non risolve i problemi sollevati dal progetto Lunetta, se mai li amplifica - aggiunge Carlo Fontana del comitato Nodo Ferroviario -. In questo modo tutti i treni diretti, cioè 22 corse giornaliere su 42, bypassano la città a ovest dirigendosi a Torino. Il risultato è che in stazione a Chivasso arriveranno solo i locali, lentissimi. Si parla di 1600 passeggeri in meno al giorno che torneranno a prendere l'auto».
Dei 10.000 viaggiatori che ogni giorno utilizzano la Aosta-Chivasso, i due terzi sono i pendolari del basso Canavese, impiegati, studenti, insegnanti, divisi tra Ivrea e Chivasso, stazione d'interscambio dove possono salire sugli interregionali per Milano. «A guadagnarci al limite sono i passeggeri diretti da Aosta, o Ivrea, verso Torino che in previsione risparmieranno 10 minuti, per tutti gli altri è un disastro. Oggi i treni provenienti da Aosta perdono tempo facendo inversione in stazione a Chivasso, un domani dovranno attendere per entrare sulla linea Torino-Milano già congestionata» sostiene Agostino Petruzzelli, del comitato pendolari di Ivrea. «C'è anche il problema dei locomotori diesel: entreranno nella stazione sotterranea di Porta Susa rendendo l'aria irrespirabile. Per noi l'unica soluzione è il raddoppio del binario». Carlo Fontana propone invece un anello a Est di Chivasso con una stazione di interscambio lungo la linea dell'Alta Capacità. L'assessore Borioli, però, vuole chiarire alcuni punti: «Rfi sta lavorando a un nuovo progetto che tiene conto sia dei problemi di mobilità ferroviaria sia dell'eliminazione dei passaggi a livello a Chivasso. Appena sarà pronto verrà discusso in Conferenza dei Servizi con gli enti locali e i pendolari».
Segnalazione da "La Stampa" 15.7.09.

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Il commento di Carlo Fontana del "Comitato per il Nodo Ferroviario" di Chivasso
Che aggiungere? Il titolo dell'acquaforte di Goya "Il sonno della ragione genera mostri" è adatto anche al progetto del peduncolo. O se preferite "Come spendere 30 milioni di euro e peggiorare il servizio". Ma come bene spiega Petruzzelli il peduncolo garantirà il teletrasporto: http://digilander.libero.it/aufchivassoaosta/lunetta.htm e allora 30 milioni sono un'inezia caro Borioli...

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A che punto è il progetto “lunetta”?


Dove eravamo rimasti con il progetto della “lunetta” o “peduncolo” di Montanaro?

Lo hanno chiesto al sindaco Bruno Matola, attraverso un’interrogazione, i consiglieri di opposizione durante la seduta di Consiglio del 6 luglio scorso.

«Ad oggi, non ci sono progetti alternativi a quello che già conosciamo depositati – ha risposto Matola -. Nonostante la presa di posizione del nostro Consiglio comunale, Rfi non ha proceduto ad una nuova progettazione».

Stando alle parole del Primo cittadino, l’assessorato all’Agricoltura della Regione, aveva condiviso la preoccupazione degli amministratori locali ed aveva considerato quel percorso fortemente impattante.

In una riunione alla quale il Sindaco aveva partecipato e dove per la prima volta si era ritrovato faccia a faccia con gli amministratori valdostani, erano stati ribaditi tutti i “no” e le osservazioni fatte in Consiglio comunale.
Così come le osservazioni erano state ribadite nel corso di un incontro avvenuto a Roma nell’ufficio di Maurizio Gasparri, con la presenza del senatore Andrea Fluttero e dei vertici di Rfi, che pur ascoltando quanto gli amministratori chivassesi riportavano, avevano comunque ribadito l’intenzione di procedere secondo l’accordo stipulato fra la Regione Piemonte e la Regione Valle d’Aosta.

L’unico cambiamento sul progetto, riguarda la volontà di stralciare l’intervento sul passaggio a livello dell’area Rivoira. «Non appena ci verrà trasmesso il nuovo progetto – ha detto il sindaco Matola -, convocheremo subito la Commissione consiliare competente per analizzare.
Credo tuttavia sia difficile che l’attuale Ministero, possa andare ad intervenire su accordi presi precedentemente da Di Pietro, quando rivestiva la carica di Ministro per le Infrastrutture. Ci chiediamo comunque come mai, ci sia questa contrarietà anche solo a fare delle cose diverse da quelle prospettate».
Segnalazione da Localport -
Articolo di Annarita Scalvenzo.


2 commenti:

G.Staro ha detto...

Giusto prendersela con Borioli, come fa Carlo Fontana. L'assessore regionale ai trasporti ormai ci ha abituati a tutto. Ma forse due parole anche sul sindaco di Chivasso Matola bisogna pur dirla. Commentando l'indisponibilità del governo a rivedere glòi accordi presi da Di Pietro, i sidaco afferma di non riuscire a spiegarsi "come mai, ci sia questa contrarietà anche solo a fare delle cose diverse da quelle prospettate". Già, come mai? E perché Matola non prova a chiederlo all'attuale governo? Perché non si dà un po' da fare? Che cosa ci sta a fare sulla poltrona del sindaco se non far altro che dire: "non so, non è colpa mia, non me lo so spiegare, non c'ero, se c'ero dormivo,e io che ci posso fare pover'uomo"?
G.Staro

Anonimo ha detto...

Concordo con l'intervento che mi ha preceduto. Come è possibile che un sindaco sia così molle e passivo di fronte alle esigende dei propri concittadini, in questo caso di fronte ad un problema così importante come la condizione dei viaggiatori pendolare?
Eppure di fronte ad altre "esigenze" il Sindaco e la sua giunta sono dei missili. Non li ferma nessuno. Nei consigli comunali l'attività prevalente sembra diventata quella di approvare nuovi PEC: cementificare, cementificare, cementificare. Quando il partito della betoniera chiama, Matola risponde.
A sproposito, vi segnalo la battuta del mese. Intervistato dalla Periferia, il Sindaco afferma che nel consiglio provinciale, dove è stato appena eletto, vuole occuparsi di viabilità e - da non crederci - di AMBIENTE!!!! Prepariamoci al peggio.
piero meaglia