
Un appello ai pendolari e ai loro Comitati.
Dopo anni e anni di inutili battaglie, portate avanti con serietà e spirito di sacrificio, ci ritroviamo ormai alle soglie del 2010, a dover ricominciare tutto da capo, perché dobbiamo ammettere che i risultati ottenuti equivalgono ad un netto peggioramento rispetto al passato. Nulla è cambiato e nulla cambierà, se alle prossime Amministrative Regionali del 2010, il programma elettorale sarà ancora una volta studiato e preparato da chi fino ad oggi ha dimostrato di non avere a cuore i problemi dei pendolari. I problemi di chi ogni giorno, è costretto a viaggiare in treno all’interno della propria regione, o scavalcandone i confini. Problemi da anni denunciati e mai risolti, nell’indifferenza totale di chi sicuramente ancora una volta potrebbe avere il coraggio di chiedere il nostro sostegno per la loro candidatura alla Presidenza delle regioni e alla composizione delle nuove giunte. Per questo motivo interpretando sicuramente il pensiero di ognuno di voi, in vista di una ormai prossima campagna elettorale, potremmo insieme impostare un programma basato principalmente sul trasporto pubblico locale e sulle priorità di cui i pendolari hanno bisogno. Per arrivare a questo obiettivo, altro non dobbiamo fare che unire le nostre forse e sottoporre a chi vorrà ascoltarci un programma studiato e preparato dagli stessi pendolari, dai loro comitati e associazioni. Un programma fatto da milioni di persone che realmente conoscono i problemi del trasporto pubblico regionale su ferro, che ne subisce quotidianamente i disagi. Un popolo, che si muove ogni giorno con grande difficoltà per raggiungere il proprio posto di lavoro o sedi di studio. Un popolo che si muove per mandare avanti l’economia di questo Paese. I pendolari italiani sono oltre 4 milioni, ma gli scontenti del servizio pubblico su rotaia, sono molti ma molti di più e a tutti, fino ad oggi, sono state fatte solo false promesse, rimandando di anno in anno, quelle migliorie che mai e poi mai, nessuno ha ancora visto. Le sole risorse che vediamo impegnate, sono dirette ai progetti dell’Alta Velocità, mentre ai pendolari, sono stati addirittura tagliati i servizi, accorciati i treni riducendone la capacità e ridotto di circa 280 milioni di euro i fondi per la manutenzione e la pulizia. Un chiaro esempio di una volontà politica di abbandono totale nei nostri confronti. Oggi, a questa classe politica che per decenni si è ricordata di noi solo nei periodi elettorali, dobbiamo dire basta e finalmente voltare pagina. Questo è il nostro ultimo treno.
Cesare Carbonari,
Portavoce comitato spontaneo pendolari Torino – Milano
2 commenti:
Caro Cesare,
rispondo a tutti sperando di non disturbare nessuno, ma la questione che poni è molto importante.
Apprezzo certamente l'analisi, anche e soprattutto quella da te fatta nella precedente mail. Al più posso non condividere il fatto che i ferrovieri possano essere dalla nostra parte, ma le tue stime nel fatto che i pendolari condizionano quattro milioni di voti sono certamente per difetto. In realtà se sommiamo tutti coloro che utilizzano i mezzi pubblici o che li utilizzerebbero se funzionassero meglio probabilmente raggiungiamo anche il 50% dell'elettorato.
Però secondo me esiste una contraddizione di fondo in ciò che dici, perchè, nel mentre critichi aspramente l'operato di questa classe politica, in realtà proponi di affidare loro ancora il tuo (nostro) voto, seppure sulla base di un "programma" ben definito.
Ti preciso che io non sono, almeno sino ad ora, tra i fautori di un "partito" dei pendolari. Sono però convinto che solamente se "mandiamo su" un qualche nostro ed affidabile rappresentante possiamo sperare che cambi qualcosa.
Il problema è chi e soprattutto come... a puro titolo ipotetico, secondo me la discussione che hai lanciato andrebbe sviluppata intorno a queste tre (o anche altre analoghe) ipotesi:
1) presentazione di una lista specifica ed autonoma, il "partito" o "movimento" dei pendolari;
2) appoggio ad una lista indipendente;
3) appoggio ad un partito consolidato esistente, proponendo dei candidati "nostri".
Commento brevemente i pro ed i contro:
1) la presentazione di una lista autonoma, benchè affascinante, incontrerebbe dei problemi organizzativi che per noi sono enormi: già sai quanto, comunque, all'atto pratico l'attivismo scarseggi tra i nostri compagni di viaggio. Tutti abbiamo dei problemi, la famiglia, il lavoro... ed il tempo non basta mai.
2) l'appoggio ad una lista indipendente: a parte lo scarso successo che questo tipo di liste in genere hanno ed che spesso sono create dai partiti a puro scopo strategico od opportunistico, occorrerebbe stringere degli accordi preventivi e verificarne l'affidabilità. In passato ci sono state liste di associazioni di consumatori, bisognerebbe sapere preventivamente se esistono delle intenzioni al riguardo. Il vantaggio è che non esisterebbe un vincolo ideologico nel convincere a votare la lista ed il notevole peso che si avrebbe al suo interno.
3) l'appoggio ad un partito consolidato si porta dietro di redigere un preciso accordo perchè i candidati pendolari abbiano buone probabilità di venire eletti. I problemi che vedo sono soprattutto nell'apertura di aprire una trattativa con questo o quel partito, di ottenere dei collegi con buone probabilità e di avere dei candidati da proporre che non abbiano problemi "ideologici" ad entrare in questo o quel partito e, non ultimo, a convincere gli altri pendolari a votare magari per un partito politico di cui non magari non ne condividono la posizione. Il vantaggio consiste nel superare le difficoltà organizzative.
La domanda quindi è se, secondo voi, tra queste (o anche altre) ipotesi ne esiste una più convincente o praticabile.
I miei migliori saluti a tutti.
Giorgio Dahò
10/07/09 18.13
LA LOTTA E' L'UNICA: AD ESSA NON VI SONO ALTERNATIVE!
Cari Pendolari,
ho letto con attenzione gli scritti precedenti. Non posso condividere l'ipotesi della frammentazione sociale. Oltre al Partito dei cacciatori, al Partito delle casalinghe, al Partito dei Pensionati, al Partito dei consumatori ... ora prenderebbe il via il Partito dei pendolari (a quando quello dei cassintegrati o dei pacifisti o dei malati o dei detenuti ...???). Ma se sono consumatore e cacciatore - o malato e pendolare - cosa voto? Ha senso dire che il trasporto pubblico deve essere una priorità (anche perchè altrimenti i nostri soldi li investiamo per i profitti privati, come già oggi talvolta accade); ma non ne ha dire che deve essere LA Priorità. E il lavoro? E l'ambiente? E la salute? A mio avviso si deve reclamare per TUTTI I DIRITTI, dobbiamo rivendicare di essere cittadine e cittadini "completi", non rinchiuderci nel "ghetto del pendolarismo"!
Inoltre: quali garanzie mi offre un eletto, che conosco relativamente ed al quale il seggio cambia radicalmente le condizioni di vita? Su meccanismi analoghi nessuno recentemente "ci ha marciato"? A chi risponde di ciò che fa? Quali appoggi e 'consulenze' siamo in grado di offirgli sulle varie tematiche che dovrà affrontare? Come la pensano su queste i pendolari? Faranno una seria lotta all'elusione fiscale o taluni di questi non sono anche loro dei (magari piccoli) evasori?
Mi pare infine - per non tediare - che siate un pò digiuni di meccanismi elettorali: faccio presente che una lista specifica ed autonoma per avere un eletto deve realizzare il 4% dei consensi: anche se i pendolari hanno la solidarietà del 40% dell'elettorato, non è affatto detto che raggiungano quel risultato. Non vi è un problema di collegi (uno si dovrebbe candidare dove abita) ma di preferenze: è ovvio che tutti i Partiti hanno più eletti nel Collegio/Provincia di Torino; lì si dovrebbe candidare qualche pendolare. A condizione che il programma di detto Partito preveda espressamente il trasporto pubblico tra le sue priorità (poi i dettagli ...). Si potrebbe fargli un pò di campagna elettorale e sperare venga eletto ...
POI GLI SI DA LA DELEGA? NON ILLUDIAMOCI, NULLA SOSTITUISCE IL LAVORO DI CONTATTO, INFORMAZIONE, PROPOSTA, CONVEGNO E MOBILITAZIONE!
Saluti a tutte/i.
Rosario Ragusa.
Asti, li 11.7.2009
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